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La rassegna cinematografica promossa dal Comitato regionale per i diritti umani

Oltre 2.500 spettatori per “Rights on the movie”

di ilTorinese pubblicato mercoledì 30 novembre 2016

film cinemaSi è chiusa ieri, 28 novembre, la II edizione della Rassegna cinematografica sui diritti umani “Rights on the movie 2016”, dedicata quest’anno, ai temi dell’immigrazione. Gli spettatori che hanno assistito alle diverse proiezioni sono stati complessivamente 2.636: 1.916 alle proiezioni mattutine rivolte alle scuole superiori del Piemonte (1.794 gli alunni, 122 i docenti) e 720 alle proiezioni serali. La rassegna – promossa dal Comitato regionale per i diritti umani e organizzata in collaborazione con Agiscuola – ha preso il via il 3 ottobre con La nave dolce per celebrare la Giornata in memoria delle vittime dell’immigrazione, nel terzo anniversario della tragedia di Lampedusa, in cui il naufragio di un’imbarcazione libica usata per il trasporto di migranti causò 368 morti accertati e circa 20 dispersi. È poi proseguita, il 24 ottobre, con Samba, che descrive l’incontro fra il mondo di Samba, senegalese clandestino, e quello di Alice, ex dirigente d’azienda disoccupata, entrambi impegnati a uscire dal proprio inferno personale.Il 7 novembre è stato proposto – la sera per la cittadinanza e il mattino, in contemporanea in otto sale cinematografiche dislocate in tutte le province del territorio piemontese, a 1.122 studenti degli Istituti scolastici secondari di I e di II grado – il pluripremiato Fuocoammare di Gianfranco Rosi. Il 21 novembre è stata la volta del docu-film Tibet, che riporta le testimonianze di alcuni prigionieri politici, fotografa l’indigenza che caratterizza i cosiddetti “villaggi dei bambini” e propone una toccante intervista al Dalai Lama. Il 28 novembre, il gran finale con la pellicola La mia classe, in cui un attore veste i panni di un maestro, che insegna in una classe di extracomunitari, i quali vogliono imparare la lingua italiana per avere il permesso di soggiorno e integrarsi nella società che li ha accolti. A un certo punto il regista dà lo “stop” alle riprese e tutta la troupe diventa una cosa sola con la storia del film. Tutte le proiezioni hanno voluto focalizzare l’attenzione sulle drammatiche vicende dei profughi e dei rifugiati, vittime di guerre e carestie, fame e violenze, che comportano atroci violazioni dei diritti fondamentali.