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SUL GRANDE SCHERMO

Oggi al cinema

di ilTorinese pubblicato giovedì 2 maggio 2019

Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione

 

After – Commedia. Regia di Jenny Gage, con Hero Fiennes-Tiffin, Josephine Langford e Selma Blair. Il romanzo omonimo, dovuto alla penna della giovane scrittrice statunitense Anna Todd e dedicato Harry Styles, componente della band One Direction, è risultato tra i libri più venduti nel 2015. Oggi il primo titolo è divenuto una serie di cinque libri “rosa” con tanto di prequel eccetera eccetera, tutti bocconi decisamente ghiotti per il mondo del cinema: per cui non c’è da stupirsi se l’innamoramento, gli affetti e la passione che coinvolgono una studentessa al primo anno di college, di buona famiglia e dai modi garbati, e un giovanotto che forse non è proprio uno stinco di santo, ribellione e tatuaggi compresi, avranno in futuro il loro bel seguito. Anzi, la sceneggiatura della seconda puntata è già pronta, prepariamoci. Durata 91 minuti. (Reposi, The Space, Uci)

 

Attacco a Mumbai – Drammatico. Regia di Anthony Maras, con Dev Patel e Armie Hammer. Nel novembre del 2008, portato all’attenzione di tutto il mondo dagli ampi servizi televisivi e dei quotidiani, un gruppo di una decina di terroristi tenne sotto assedio il famoso ed elegante Taj Mahal Palace Hotel di Mumbai e gli spazi circostanti, facendo in totale oltre centosettanta morti. Tre giorni di lotta, con ben 500 persone tenute in ostaggio all’interno dell’albergo. Il film è il resoconto, raccontato attraverso testimonianze e documenti, dei tanti episodi di eroismo che si succedettero in quei giorni, di quelle azioni di cui le immagini non poterono allora rendere conto. Durata 110 minuti. (Lux sala 3, The Space, Uci)

 

Avengers: Endgame – Fantasy. Regia di Joe e Anthony Russo, con Robert Downey jr, Scarlett Johansson, Chris Evans e Chris Hemsworth. Attesissima dai fan di tutto il mondo, un pubblico affezionato che finora non ha certo perso una tappa, continua la lotta degli eroi della Marvel contro la terrificante Thanos, in una saga che confessa di terminare ma che sotto sotto già annuncia altre avventure, tra eroi che compaiono e ricompaiono mentre altri spariscono del tutto, pronti ad approdare in altre storie, magari nuove di zecca, o perché i loro interpreti hanno ormai esaurito il contratto che li legava alla mastodontica produzione. Per ora Iron Man, Thor e Captain America restano ben saldi sul terreno di gioco. Durata 182 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 1, Reposi, The Space, Uci anche in 3D)

 

Book Club – Tutto può succedere – Commedia. Regia di Bill Holderman, con Diane Keaton, Jane Fonda, Candice Bergen e Mary Steenburgen. Quattro amiche non più giovani fanno parte di un club del libro nel quale condividono letture e si scambiano consigli. Diane è rimasta vedova dopo 40 anni di matrimonio, Vivian, nonostante l’età, ancora si rifiuta di imbarcarsi in una relazione seria, Sharon è un giudice federale ritiratasi a vita privata dopo il divorzio e Carol ha un matrimonio saldo ma affievolito dalla routine. La lettura del best seller erotico “Cinquanta sfumature di grigio” sconvolge le vite sentimentali delle quattro donne, ciascuna alle prese con nuovi incontri o vecchi rapporti da ravvivare: Diane comincia una relazione con Mitchell, Vivian teme di innamorarsi di Arthur, una sua vecchia fiamma, Sharon si iscrive ad una chat per appuntamenti, mentre Carol fa di tutto per spingere il marito a ritrovare la passione. Durata 104 minuti. (Romano sala 3)

 

La caduta dell’impero americano – Drammatico. Regia di Denys Arcand, con Alexandre Landry, Maxim Roy, Vincent Leclerc, Maripier Morin e Remy Girard. Rifacendosi ad un fatto di cronaca realmente accaduto, Arcand continua il proprio viaggio dentro l’aridità di sentimenti e di carità che ha ormai avvolto questo nostro mondo, un percorso iniziato più di trent’anni fa con “Il declino dell’impero americano” e proseguito con “Le invasioni barbariche”, passando attraverso l’apologo di “Jésus di Montreal”. Oggi narra la vicenda di Pierre-Paul, canadese, giovane intellettuale abbandonato dalla fidanzata, un laureato in filosofia costretto ad arrangiarsi con un lavoro di fattorino, con consegne a domicilio: che si ritrova testimone di una rapina finita male, con due cadaveri sulla strada, due borsoni pieni di soldi da nascondere nel proprio furgone, una banda di malviventi e un gruppo di poliziotti ad inseguirlo contemporaneamente. Cercherà l’aiuto di una prostituta, di un ex carcerato che ha approfondito la finanza tra le mura del carcere, di un tale che tutto sa di paradisi fiscali. Un film che è soprattutto un limpido esempio di scrittura, raccontato con il piacere delle citazioni filosofiche e letterarie, con gli incastri del racconto ognuno al proprio posto, con l’ironia e il divertimento che si conviene. Aggiungeteci un gruppo di attori, per noi sconosciuto, guidati con garbo e gusto, e capaci di immedesimarsi appieno nei propri personaggi: assolutamente da vedere. Durata 127 minuti. (Ambrosio sala 2)

 

Cafarnao – Caos e miracoli – Drammatico. Regia di Nadine Labaki, con Zain Alrafeea e Nadine Labaki. Zain è un ragazzino di dodici anni, un rifugiato siriano che vive di stenti in un quartiere poverissimo di Beirut, non va a scuola, si arrangia con qualche lavoretto, bada ai fratellini. Viene arrestato per aver accoltellato l’uomo – è il loro padrone di casa – cui la famiglia ha dato in sposa la sorellina, di soli undici anni: e al giudice dichiara di voler far causa ai genitori per averlo messo al mondo senza avere i mezzi per farlo crescere con dignità. Con il processo si dà vita alla vicenda di Zain, all’abbandono della famiglia, al suo cercare rifugio presso Rahil, un’immigrata etiope senza documenti, che fa la prostituta e deve accudire al suo piccolo di nemmeno due anni. Quando la donna viene arrestata, Zain se ne prenderà cura, attraverso le strade della capitale, incontrando altri ragazzini miseri e sbandati come lui, profittatori, tossicodipendenti, poveri. Durata 120 minuti. (Nazionale sala 1)

 

Il campione – Commedia. Regia di Leonardo D’Agostini, con Stefano Accorsi, Andrea Carpenzano, Massimo Popolizio e Anita Caprioli. Il mondo del calcio visto attraverso gli occhi di Christian Ferro, giovane campione cui immancabilmente viene appiccicato addosso il termine talento (quante volte sprecato!), spavalderia con la sua buona dose di zona buia e tanta sregolatezza. La squadra di cui fa parte gli impone il conseguimento della maturità liceale, pena l’essere escluso da ogni partita: a convincerlo gli verrà affiancato un giovane insegnante, già segnato dai dolori della vita, per dargli efficaci insegnamenti e soprattutto un nuovo stile di vita. S’instaurerà tra i due un dialogo costruttivo e un rapporto che somiglia a quello tra un padre e un figlio. Termini di riferimento Balotelli, Cassano e Donnarumma (o a voi trovarne altri, non mancano di certo). Durata 105 minuti. (F.lli Marx sala Groucho, The Space, Uci)

 

Il colpevole – The Guilty – Thriller. Regia di Gustav Möller, con Jakob Cedergren. Asger Holm è un agente di polizia che si è messo nei guai e per questo è stato confinato a rispondere ad un numero di emergenza insieme a più anziani colleghi. Vive questo lavoro con insofferenza e agitazione, anche perché l’indomani lo aspetta il processo che deciderà della sua carriera. Quando riceve la telefonata disperata di una donna che dice di essere stata rapita, Asger decide di mettersi in gioco e fare il possibile, fino a scavalcare le regole, per non tralasciare alcuna possibilità. Il suo desiderio di redenzione si incaglia però in un caso che è molto più complesso di quello che sembra e le sue buone intenzioni rischiano di avere effetti controproducenti per sé e per gli altri. Un film perfetto, teso, con una sceneggiatura e una regia senza una sbavatura, ottimamente interpretato: assolutamente da vedere. Grande successo all’ultimo TFF. Durata 85 minuti. (Greenwich Village sala 3)

 

Cyrano, mon amour – Commedia. Regia di Alexis Michalik, con Thomas Solivéres, Olivier Gourmet e Mathilde Seigner. Dicembre 1897, Parigi. Edmond Rostand è un giovane drammaturgo dal talento geniale, ma sfortunatamente tutto ciò che ha scritto finora è stato un flop e da due anni è afflitto dal blocco dello scrittore. Ma grazie alla sua ammiratrice Sarah Bernhardt, Rostand conosce il più celebre attore del momento, Constant Coquelin, che insiste nel voler recitare nella sua prossima commedia e vorrebbe farla debuttare in sole tre settimane. Il problema è che Rostand quella commedia non l’ha ancora scritta! Nonostante le esigenze dei produttori, i capricci delle attrici, la gelosia della compagnia e i problemi del suo migliore amico, Rostand inizia a scrivere la sua nuova commedia, di cui non sa nulla e in cui inizialmente nessuno sembra credere. La sola cosa che conosce è il titolo: “Cyrano di Bergerac”. Durata 109 minuti. (Ambrosio sala 3 anche V.O.)

 

Dilili a Parigi – Animazione. Regia di Michel Ocelot. Con il suo raffinatissimo disegno, il regista parla del mondo di ieri, della Parigi della Belle Epoque, per parlare alle generazioni e al mondo di oggi, parla di disuguaglianze, di uomini e donne, di soprusi. Lo fa con un piccolo personaggio, Dilili, che indaga sul rapimento di un gruppo di cinque bambine, dell’incontro con chi vuole aiutarla, non esclusi uomini e donne illustri, da Maria Curie a Toulouse-Lautrec a Pasteur. Tutti contro una famigerata banda che ha il suo covo all’interno del Moulin Rouge. Durata 95 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse, Greenwich Village sala 2)

 

Dumbo – Fantasy. Regia di Tim Burton, con Colin Farrell, Michael Keaton, Danny DeVito, Eva Green e Alan Arkin. La guerra è finita e Holt Farrier ritorna a casa, al suo circo e ai suoi due figli, Milly e Joe. Ha perso un braccio, la moglie, il suo numero con i cavalli e anche il resto della compagnia non se la passa molto bene. Il direttore, Maximillian Medici, punta sul cucciolo di elefante in arrivo ma, alla nascita del piccolo di mamma Jumbo, rimane interdetto e furioso, a causa delle sue orecchie fuori misura. I due ragazzi al contrario si affezionano al piccolo dagli occhi azzurri e grandi e scoprono che, dietro l’handicap apparente, nasconde una straordinaria abilità: se stuzzicato da una piuma, Dumbo – questo il vezzeggiativo che il pubblico ha affibbiato all’elefantino – può volare! Lo scoprirà anche il furbo imprenditore Vandevere, e allora per Dumbo e i suoi amici inizieranno i guai. La favola Disney rivista dalla fantasia esplosiva di Burton. Durata 130 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 2, Reposi, The Space, Uci)

 

I fratelli Sisters – Commedia. Regia di Jacques Audiard, con John C. Reilly, Joaquin Phoenix, Jake Gyllenhaal e Riz Ahmed. Oregon, 1851. Eli e Charlie Sisters sono fratelli e pistoleri virtuosi al servizio del Commodore, padrino locale che li lancia sulle tracce di Herman Warm, cercatore d’oro fuggito in California. L’uomo ha messo a punto un processo chimico per separare l’oro dagli altri residui minerali su cui il Commodore vuole mettere le mani. A cavallo, i Sisters avanzano verso il loro obiettivo per torturarlo e poi eliminarlo. A precederli nella caccia è John Morris, investigatore umanista che ha il compito di rintracciare Warm e trattenerlo fino all’arrivo dei due sicari. Ma il chimico è pieno di sorprese e finisce per sorprendere Morris, coinvolgendolo nella sua impresa: trovare l’oro e costruire una società ideale a Dallas. Dal regista francese di “Il profeta” e “Un sapore di ruggine e ossa”. Durata 122 minuti. (Ambrosio sala 1, Eliseo)

 

Green Book – Drammatico. Regia di Peter Farrelly, con Viggo Mortersen e Mahershala Ali. All’inizio degli anni Sessanta, dopo la chiusura del locale di New York in cui lavora come buttafuori, l’italoamericano Tony Vallelonga detto Lip dovrà cercarsi un nuovo lavoro. Lo assolda come chauffeur un pianista raffinato, tranquillo e omosessuale, Don Shirley, dal momento che lo vede menar le mani in maniera rassicurativa e nonostante i pregiudizi razziali che riempiono i discorsi dell’uomo: Don deve andarsene nel Sud per lavoro e in quegli anni nessun uomo di colore osava avventurarsi là senza l’aiuto del “Greenbook”, vademecum necessario a conoscere gli hotel, i ristoranti, i luoghi pubblici in cui i neri erano ammessi. Tuttavia nel lungo viaggio qualcosa cambia, i due uomini imparano a conoscersi. Tratto da una storia vera, il film poggia sull’enorme bravura di Mortensen, tralasciando lo spettatore tutta la prevedibilità della storia (vera) e certi momenti (la cena di Natale nel finale) troppo zuccherosi; ha tra gli sceneggiatori Nick Vallelonga, il figlio di Tony: all’attivo cinque Golden Globe, tre Oscar conquistati, tra cui quello inatteso e certo azzardato per il miglior film. Durata 130 minuti. (Ambrosio sala 3)

 

Hellboy – Fantasy. Regia di Neil Marshall, con David Harbour e Milla Jovovic. Il “rosso” protagonista – muscoli in bella evidenza, corna stampate in fronte, coda arricciata e braccio destro ultrasviluppato – deve questa volta sottrarre la piccola Alice dalle grinfie e dall’odio della Regina di Sangue, in cerca di quella vendetta da sempre nutrita contro gli umani, colpevoli dell’atroce trattamento riservato nei secoli alla sua stirpe. Durata 120 minuti. (Uci)

 

Le invisibili – Commedia. Regia di Louis-Julien Petit, con Audrey Lamy, Corinne Masiero, Noémie Lvovsky e Déborah Lukumuena. Quattro donne lavorano come assistenti sociali dell’Envol, un centro diurno che fornisce assistenza alle donne senza fissa dimora. Quando il Comune decide di chiuderlo, si lanciano in una missione impossibile: dedicando gli ultimi mesi a trovare un lavoro al variopinto gruppo delle loro assistite, abituate a vivere in strada. Violando ogni regola e incappando in una serie di equivoci, riusciranno a dimostrare infine che la solidarietà al femminile può fare miracoli. Successone oltralpe con un incasso di oltre dieci milioni di euro. Durata 102 minuti. (Nazionale sala 2)

 

La Llorona – Le lacrime del male – Horror. Regia di Michael Chaves, con Linda Cardellini, Patricia Velasquez e Madeleine McGraw. Nella Los Angeles degli anni Settanta, L’assistente sociale Anna, vedova con due figli, tenta di aiutare una sua vicina di casa, indagata dalla polizia, a seguito di lamentele poiché dalla sua casa provengono strani rumori. Una volta entrata lei stessa nella casa, s’imbatte subito in una quantità inverosimile di candele sparse qua e là, nei bambini della donna chiusi a chiave in camera e la donna che riferisce di storie inverosimili. In seguito alle sue ricerche personali, Anna ha la certezza che in tutto il quartiere circola un’atmosfera di superstizione, oppure, come qualcuno va dicendo, è di nuovo il tempo della Llarona, ovvero la donna che piange, un fantasma inventato e terribile della cultura sudamericana, colpevole d’aver ucciso i propri figli per vendetta nei confronti di un marito traditore e che ora minaccia i figli delle altre donne. Durata 98 minuti. (Ideal, The Space, Uci)

 

Ma cosa ci dice il cervello – Commedia. Regia di Riccardo Milani, con Paola Cortellesi, Carla Signoris, Claudia Pandolfi e Stefano Fresi. Smessi i panni della Befana in quello che forse rimane uno dei più brutti film dell’annata – lì eravamo manco a dirlo all’Epifania -, adesso, in tempo di palme e di colombe pasquali, la prolifera Cortellesi in coppia con il fedelissimo consorte (firmano anche come sceneggiatori) incarna il doppio ruolo di puntuale impiegata del Ministero e di James Bond in gonnella agli ordini dei servizi segreti, vale a dire che terrorismo internazionale e sbarchi clandestini sono il suo pane quotidiano. Poi il film vira intorno al riappropriarsi delle buone maniere, dell’educazione di un tempo ai danni di una prepotenza e di un inselvaticume che oggi sono all’ordine del giorno in ogni dove e in ogni situazione. I presi di mira (e i ridenti) sono quattro vecchi compagni di liceo della Nostra, saprà lei come incanalare tutta quella rabbia e il carico di indignazione che le bollono dentro. Durata 100 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Nirvana, Ideal, Lux sala 2, Reposi, Uci)

 

Non sono un assassino – Thriller. Regia di Andrea Zaccariello, con Riccardo Scamarcio, Alessio Boni, Edoardo Pesce e Claudia Gerini. Il vice questore Francesco Prencipe esce di casa per raggiungere il suo migliore amico, il giudice Giovanni Mastropaolo, che non vede da quasi due anni. Due ore di macchina per un colloquio di poche parole. Quella stessa mattina il giudice viene trovato morto, freddato da un colpo di pistola alla testa. Francesco è l’ultimo ad averlo visto. Soltanto sue le impronte nella casa, soltanto suo il tempo per uccidere. A interrogarlo e accusarlo una PM che conosce il suo passato, a difenderlo un avvocato amico di una vita. Nell’attesa che lo separa dal processo, le immagini del passato di Francesco si accavallano incoerenti nel disperato tentativo di arrivare al vero assassino. E alla verità di una vita intera. Durata 111 minuti. (Eliseo Rosso, Reposi, The Space, Uci)

 

Oro verde – C’era una volta in Colombia – Drammatico. Regia di Ciro Guerra e Cristina Gallego, con Natalia Reyes e José Acosta. Un arco di tempo di dodici anni, a partire dalla fine degli anni Sessanta, una suddivisione in cinque capitoli (“Erba selvatica”, “Le tombe”, “La prosperità”, “La guerra”, “Il limbo”), le origini del narcotraffico colombiano, attraverso la storia epica di una famiglia indigena e contadina della comunità wayuu. Tutto ha inizio quando il giovane Rapayet alla ricerca della dote con cui poter sposare la bellissima Zaida incrocia il ricco mercato della marijuana, mercato che ha il proprio principale obiettivo negli americani degli anni Settanta, coinvolgendo il clan famigliare che ha a capo la bellicosa Ursula, formando nuove alleanze e distruggendo quelle già da tempo consolidate, sfociando ogni operazione in vendette e morti. Quando avidità, passione e onore si scontrano, si scatena una guerra fratricida che metterà in gioco le loro vite, la loro cultura e le loro ancestrali tradizioni. Durata 125 minuti. (Museo del Cinema – Massimo sala Cabiria)

 

Il professore e il pazzo – Drammatico. Regia di P.B. Shemran, con Mel Gibson, Sean Penn e Natalie Dormer. La vera storia del professor James Murray al quale è affidata la redazione del primo dizionario al mondo che racchiuda tutte le regole di lingua inglese. Per far ciò l’uomo avrà l’idea di coinvolgere la gente comune invitandola a inviare via posta il maggior numero di parole possibili. Arrivato tuttavia ad un punto morto, riceve la lettera di William Chester, un ex professore ricoverato in un manicomio perché giudicato malato di mente. Le migliaia di parole che il dr. Chester sta mandando via posta sono talmente fondamentali per la compilazione del dizionario che i due formeranno un’insolita alleanza pronta a trasformarsi in una splendida amicizia. Durata 124 minuti. (Eliseo Blu)

 

Sarah&Saleem – Là dove nulla è possibile – Drammatico. Regia di Muayad Alayan, con Silvane Kretchner, Maisa Abd Elhadi e Mohammad Eid. In una Gerusalemme intrigante quanto la trama, dove due comunità dovrebbero coesistere ma dove il potere e l’influenza sono esercitati da un’unica forza dominante, anche una storia esclusivamente privata tra due persone (l’israeliana Sarah ed il suo amante palestinese Saleem da un lato, dall’altro la moglie di questi, in attesa di un bambino) scatena conseguenze politiche e sociali di portata inimmaginabile, a dimostrazione di come, in questa terra, nulla sia davvero possibile. Durata 127 minuti. (Romano sala 1)

 

Shazam! – Fantasy. Regia di David F. Sandberg, con Zachary Levi e Asher Angel. Da un lato un marcantonio con oltre uno e 90 d’altezza e muscoli e niente cervello, dall’altro un ragazzino di quattordici anni vero supereroe: e la combinazione è fatta. Durata 132 minuti. (Ideal, Uci)

 

Stanlio & Ollio – Commedia. Regia di Jon S. Baird, con Steve Coogan e John C. Reilly. Stan Laurel e Oliver Hardy, i due comici più amati al mondo, partono per una tournée teatrale nell’Inghilterra del 1953. Finita l’epoca d’oro che li ha visti re della comicità, vanno incontro ad un futuro incerto. Il pubblico delle esibizioni è tristemente esiguo, ma i due sanno ancora divertirsi insieme, l’incanto della loro arte continua a risplendere nelle risate degli spettatori, e così nasce il legame con schiere di fan adoranti. Il tour si rivela un successo, la i due comici non riescono a staccarsi dall’ombra dei loro personaggi, e fantasmi da tempo sepolti, uniti alla delicata salute di Oliver, minacciano il loro sodalizio. I due, vicini al loro canto del cigno, riscopriranno l’importanza della loro amicizia. Durata 97 minuti. (Classico, Eliseo Grande, Reposi, Romano sala 2, The Space, Uci)

 

Torna a casa, Jimy! – Commedia. Regia di Marios Piperides, con Adam Bousdoukos. Yannis, musicista fallito, abbandonato da una fidanzata che ancora lui ama, progetta una tre giorni in Olanda, in cerca di nuove emozioni, non solo musicali, e soprattutto per il piacere di lasciare Nicosia, la capitale cipriota, città in cui vive, divisa a metà tra greci e turchi, secondo ferree leggi. A mandare a monte tutti i suoi progetti è il suo bastardino Jimy, in ricordo di Hendrix, che gli sfugge di mano per scappare proprio nella parte avversa. Il problema non è recuperarlo, il problema è riportarlo a casa, dal momento che le leggi proibiscono di “importare” cibo, piante e animali. Yannis dovrà farsi dare una mano dal turco che ora occupa la casa che un tempo era appartenuta ai suoi genitori e ad un losco trafficante che bada esclusivamente ai propri affari. Durata 93 minuti. (Centrale, Due Giardini sala Ombrerosse)

 

Il viaggio di Yao – Commedia. Regia di Philippe Godeau, con Omar Sy e Lionel Basse. Yao è un bambino che vive in un piccolo villaggio del Senegal. Ama i libri e le avventure. Un giorno parte per Dakar alla ricerca del suo mito, Seydou, un attore francese di grande successo in visita nella città in occasione di un festival cinematografico. Il sogno di un autografo e di un sorriso per lui. Seydou conosce Yao e colpito dal carattere del bambino decide di riaccompagnarlo a casa. Il viaggio, pieno di rocambolesche avventure e situazioni divertenti, sarà per il famoso attore un ritorno alle proprie radici. Durata 103 minuti. (Greenwich Village sala 3)

 

Una giusta causa – Drammatico. Regia di Mimi Leder, con Felicity Jones, Armie Hammer e Katie Bates. Ruth Bader Ginsburg è una delle nove donne ad entrare, nel 1956, al corso di Legge dell’Università di Harvard e che, nonostante il suo talento, fu rifiutata da tutti gli studi legali in quanto donna. Sostenuta dall’amore del marito Martin e dall’avvocato progressista Dorothy Kenyon, accetta un controverso caso di discriminazione di genere. contro il parere di tutti, Ruth vinse il processo, determinando un epocale precedente nella storia degli stati uniti sul fronte dela parità dei diritti. un tributo a una delle figure più influenti del nostro tempo, seconda donna a essere nominata giudice della corte suprema, un omaggio a tutte le donne, un invito a non farsi sopraffare. Durata 120 minuti. (Eliseo Blu)

 

Un’altra vita – Mug – Drammatico. Regia di Malgorzata Szumowska, con Mateusz Kosciukiewicz e Agnieszka Podsiadlik. La storia di Jacek, un tipo bizzarro, un ragazzo che abita in una piccola comunità rurale polacca e che adora l’heavy metal. Lavora presso un cantiere edile alla costruzione di quella che sarà la più alta statua di Cristo al mondo: ma un giorno un terribile incidente lo sfigura completamente. Dovrà sottoporsi al primo trapianto facciale del Paese, mentre i suoi concittadini cominciano a girargli le spalle. Durata 91 minuti. (Greenwich Village sala 2)

 

L’uomo fedele – Drammatico. Regia di Louis Garrel, con Laetitia Casta, Lily-Rose Depp e Louis Garrel. Nella scena iniziale del film, Marianne annuncia ad Abel, con cui vive da tre anni, che sta per abbandonarlo, ha conosciuto un altro uomo, Paul, se ne è innamorata, andrà a vivere con lui e da lui aspetta un figlio. Otto anni dopo i due si incontrano di nuovo, l’occasione è il funerale di Paul: i due si rimettono insieme, ma adesso c’è anche il figlio di Marianne, adesso c’è anche Eva, la sorella di Paul, per cui Abel è da sempre il personale tormento amoroso. E poi, come è morto Paul? Un omaggio alla Nouvelle Vague, un po’ Chabrol un po’ Hitchcock scritto dal giovane regista e dal più che novantenne Jean- Claude Carrière, prestigioso collaboratore di Bunuel. Durata 78 minuti. (F.lli Marx sala Harpo)

 

 

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