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SUL GRANDE SCHERMO

Oggi al cinema

di ilTorinese pubblicato giovedì 14 febbraio 2019

Le trame dei film in uscita nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione

 

10 giorni senza mamma – Commedia. Regia di Alessandro Genovesi, con Fabio De Luigi e Valentina Ludovini. Papà Carlo, mamma Giulia e tre figli, due dieci e tredici anni, una famiglia normale, felicità ed esasperazioni quotidiane, piccole ribellioni, un lavoro. E la vita continua: fino a quando mamma, che finora ha svolto il proprio lavoro di far quadrare ogni cosa, non decide di prendersi una vacanza, dieci giorni a Cuba con la sorella. Toccherà a “lui”, a Carlo, prima padre assente e sempre indaffarato, un po’ troppo perso nella professione, assaggiare il piacere di trasformarsi in “mammo”. Durata 112 minuti. (Ideal, Massaua, Reposi, The Space, Uci)

 

Alita – Angelo della battaglia – Fantasy. Regia di Robert Rodriguez, con Rosa Salazar, Mahershala Ali, Jennifer Connelly e Christoph Waltz. Cosceneggiato e prodotto da James Cameron, è la storia ambientata nel 26mo secolo di Alita, un cyborg che viene ritrovata tra le macerie di una discarica dal medico Dyson Ido. Ha dimenticato tutto del proprio passato, ma quando questo inizia a riemergere nella sua mente ecco che Alita ricorda i suoi anni di guerriera ed il suo straordinario talento nelle arti marziali: con questi ricordi, la ragazza decide di divenire una cacciatrice di taglie, alla ricerca di pericolosi criminali. Il versante amoroso è salvaguardato dall’amore che Alita sente per un ragazzo, dalle fattezze completamente umane. Durata 122 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 2, Reposi, The Space anche in 3D, Uci anche in 3D e V.O.)

 

Bohemian Rhapsody – Commedia musicale. Regia di Bryan Singer, con Rami Malek. La vita e l’arte di uno dei più leggendari idoli musicali di tutti i tempi, Freddie Mercury, leader dei britannici Queen, il rapporto con i genitori di etnia parsi, l’amore (sincero) per la giovane Mary, la trasgressione e l’omosessualità, i vizi privati e il grande successo pubblico, la sregolatezza accompagnata al genio musicale: il ritratto completo di un uomo e della sua musica, sino al concerto tenuto nello stadio di Wembley nel luglio del 1985. Durata133 minuti. (Lux sala 3, Massaua, Reposi, Uci)

 

Copperman – Drammatico. Regia di Eros Puglielli, con Luca Argentero, Galatea Ranzi, Tommaso Ragno e Antonia Truppo. La storia di Anselmo, quarantenne con l’innocenza di un bambino (una sorta di Forrest Gump di casa nostra), che con quella vede e affronta la realtà che lo circonda. Ragiona e vive in un mondo fiabesco, i supereroi con i loro poteri sono i suoi punti di riferimento. Abbandonato dal padre, vive con la madre, che gli ripete quanto sia “speciale”, è innamorato di Titti, fin da quando erano bambini. Crede nella solidarietà di Silvano, il fabbro del paese: grazie a lui Anselmo potrà trasformarsi nel supereroe dei suoi sogni, in Copperman. Durata 94 minuti. (Ideal, Uci)

 

Il corriere – The mule – Drammatico. Regia di Clint Eastwood, con Bradley Cooper, Diane Wiest e Clint Eastwood. La storia vera, apparsa su “New York Times Magazine” nel giugno del 2014, di Leo Sharp, veterano della guerra di Corea, un matrimonio alle spalle, che superati gli ottanta (Eastwood con grande immedesimazione ha girato il film a 88 anni), non supportandolo più la sua passione per l’orticoltura, si era messo in tutta tranquillità a trasportare droga con il suo bianco pick-up attraverso l’Illinois per il Cartello di Sinaloa. Incensurato, uomo tranquillo, lontanissimo dal destare sospetti, vede allungarsi le occasioni di trasporto: ma gli agenti del Drug Enforcement Administration (DEA) gli stanno alle costole e la notizia che la moglie è malata terminale lo costringerà a prendere una decisione immediata sul suo futuro. Durata 116 minuti. (Centrale V.O., Massaua, Due Giardini sala Ombrerosse, Eliseo Rosso, F.lli Marx sala Groucho e Harpo, Greenwich Village sala 1, Ideal, Reposi, Romano sala 3, The Space, Uci)

 

Creed II – Drammatico. Regia di Steven Caple jr, con Sylvester Stallone, Dolph Lundgren e Michael B. Jordan. Adonis Creed è campione del mondo, il campione indiscusso del ring, ripete il successo di un padre che non ha mai conosciuto. Aspetta un figlio dalla sua ragazza, che vuole sfondare nel mondo della musica. Incontrerà Viktor Drago, figlio di quell’Ivan che più di trent’anni prima ha ucciso suo padre sul ring. Durata 129 minuti. (The Space, Uci)

 

Crucifixion – Il male è stato invocato – Horror. Regia di Xavier Gens, con Sophie Cookson e Corneliu Ulici. In terra di Romania, un sacerdote è incarcerato per l’omicidio di una monaca su cui stava facendo un esorcismo ma una giornalista newyorkese arriva a indagare nella volontà di ristabilire la verità, se l’uccisione sia realmente avvenuta o se il sacerdote stesso sia rimasto vittima di una presenza diabolica. Durata 90 minuti. (Massaua, The Space, Uci)

 

L’esorcismo di Hannah Grace – Horror. Regia di Diederik Van Rooijen, con Shay Mitchell e Grey Damon. La donna del titolo è posseduta dal Male e a nulla vale l’esorcismo che due sacerdoti tentano su di lei: vengono uccisi e il padre, che vi ha assistito, disperato, uccide la figlia indemoniata. Megan Reed, ex poliziotta che ha abbandonato il proprio lavoro per problemi di panico e ha preso nuovo servizio notturno presso la morgue di un ospedale di Boston, accoglie in quel luogo il corpo della ragazza. Ma in lei lo spirito del Male non è morto. Durata 85 minuti. (Uci)

 

La favorita – Drammatico. Regia di Yorgos Lanthimos, con Olivia Colman, Emma Stone e Rachel Weisz. Primi anni del secolo XVIII: una fragile regina Anna siede sul trono mentre l’amica intima Lady Sarah Churchill governa il paese in sua vece e al tempo stesso si prende cura della cattiva salute e del temperamento volubile della sovrana. Quando l’affascinante Abigail Masham arriva a corte, viene accolta con benevolenza da Sarah (appartiene al ramo povero della sua famiglia), che la prende sotto la sua ala protettrice. Per Abigail è l’occasione di tornare alle radici aristocratiche da cui discende. Mentre gli impegni politici legati alla guerra con la Francia richiedono a Sarah un maggiore dispendio di tempo, Abigail ne approfitta per diventare la confidente della regina. Grazie all’amicizia sempre più stretta con Anna, Abigail ha la possibilità di realizzare tutte le sue ambizioni e non permetterà a niente e a nessuno di intralciarle la strada. Dal contrastato regista di “The lobster” e del “Sacrificio del cervo”, il film ha ricevuto dieci nomination agli Oscar 2019, miglior film e regia, non escluse quelle alla terna di attrici. Durata 120 minuti. (Ambrosio sala 3 anche V.O., Eliseo Blu, F.lli Marx sala Chico, Greenwich Village sala 2, Reposi)

 

Glass – Drammatico. Regia di M. Night Shyamalan, con James McAvoy, Bruce Willis, Samuel L. Jackson e Sarah Paulson. Il regista del “Sesto senso” conclude una trilogia (ma ci potrebbe essere in futuro un qualche ripensamento?) che aveva iniziato nel 2000 con “Unbreakable – Il predestinato” ed era proseguita con “Split”. Oggi riunisce i suoi attori feticcio e dà il via ad una nuova quanto visionaria storia. In un concerto per supereroi, Dunn (Willis) è sulle tracce di Crumb (McAvoy), come la polizia del resto. Entrambi si ritroveranno nello stesso ospedale psichiatrico, in compagnia di Price, detto Mr Glass, l’acerrimo nemico di Dunne. Durata 128 minuti. (Uci)

 

Green Book – Drammatico. Regia di Peter Farrelly, con Viggo Mortersen e Mahershala Ali. All’inizio degli anni Sessanta, dopo la chiusura del locale di New York in cui lavora come buttafuori, l’italoamericano Tony Vallelonga detto Lip dovrà cercarsi un nuovo lavoro. Lo assolda come chauffeur un pianista raffinato, tranquillo e omosessuale, Don Shirley, dal momento che lo vede menar le mani in maniera rassicurativa e nonostante i pregiudizi razziali che riempiono i discorsi dell’uomo: Don deve andarsene nel Sud per lavoro e in quegli anni nessun uomo di colore osava avventurarsi là senza l’aiuto del “Greenbook”, vademecum necessario a conoscere gli hotel, i ristoranti, i luoghi pubblici in cui i neri erano ammessi. Tuttavia nel lungo viaggio qualcosa cambia, i due uomini imparano a conoscersi. Tratto da una storia vera, il film ha tra gli sceneggiatori Nick Vallelonga, il figlio di Tony: già all’attivo cinque Golden Globe, per il futuro si concretizzeranno le tre nomination per i prossimi Oscar? Durata 130 minuti. (Ambrosio sala 1 anche V.O., Massaua, Classico, Due Giardini sala Nirvana, Eliseo Grande, Romano sala 2, The Space, Uci)

 

Il mio capolavoro – Commedia. Regia di Gastòn Duprat, con Guillermo Francella e Luis Brandoni. L’amico del cuore di Arturo, gallerista d’arte, è Renzo Nervi, un pittore che negli Ottanta aveva raggiunto un grande successo ma ora è caduto in disgrazia a causa del suo carattere impossibile. Renzo è un ubriacone e un donnaiolo, vive nel degrado e nella sporcizia, non si interessa al denaro e campa di espedienti, togliendosi il gusto di insultare chiunque non gli vada a genio – cioè praticamente tutti. Tuttavia sono proprio questi difetti a renderlo simpatico agli occhi di Arturo. Quando però un incidente confina Renzo in ospedale privandolo temporaneamente della memoria, il pittore chiede all’amico di toglierlo per sempre dalla sua miseria esistenziale. Quale decisione prenderà il gallerista? Durata 104 minuti. (Greenwich Village sala 3)

 

Le nostre battaglie – Drammatico. Regia di Guillaume Senez, con Romain Duris. Papabile all’ultimo TFF per il premio maggiore, “Nos batailles”, opera seconda di Senez, si è portato a casa un meritatissimo premio Cipputi. Oliver è un uomo che dedica tutto se stesso alla lotta contro le ingiustizie al fianco dei propri compagni di lavoro. Quando, all’improvviso, sua moglie abbandona la loro casa e i figli, senza dare più notizie di sé, l’uomo dovrà imparare a trovare un nuovo equilibrio tra le necessità dei figli, le sfide della vita quotidiana e il suo lavoro. Da vedere. Durata 98 minuti. (Nazionale sala 2)

 

La paranza dei bambini – Drammatico. Regia di Claudio Giovannesi. Dal romanzo di Roberto Saviano, qui anche in veste di cosceneggiatore. Gomorra e chi ne viene attratto, come paranza è quella pesca notturna in cui l’uso delle luci confonde i pesci: qui un gruppo di giovani (quindici/sedicenni, non bambini) di un quartiere napoletano, sui loro motorini e con una facile pistola tra le mani, in cui Nicola gioca il ruolo del bello e dannato e duro, lontani dalla fatica ma pronti a prendersi tutto liberamente, tra spari e spaccio, agli ordini di un boss. Ma pronti a prendere il suo posto o a mettersi al servizio di un altro boss. Giovannesi, già regista di “Alì ha gli occhi azzurri” e “Fiore” ha detto che questo “è un film sulla perdita dell’innocenza”. Durata 105 minuti. (Museo del Cinema – Massimo sala Cabiria,The Space, Uci)

 

Il primo re – Drammatico. Regia di Matteo Rovere, con Alessandro Borghi e Alessio Lapice. La violenza, i corpi, il fango, la fragilità e la ferocia, la forza, la natura ostile, il sangue, i riti, il fuoco affidato a chi lo dovrà custodire: al centro la vicenda di due fratelli, soli nel panorama arcaico e ostile del Lazio, nell’uno la forza dell’altro, pronti a sfidare il volere implacabile degli dei. Dal loro sangue nascerà Roma, e il suo impero, il più grande che la Storia ricordi. Un legame fortissimo, destinato a diventare leggenda. Durata 127 minuti. (Reposi, The Space, Uci)

 

Il professore cambia scuola – Drammatico. Regia di Olivier Ayache-Vidal, con Denis Podalydès. Opera prima. Professore di lettere presso il liceo parigino Enrico IV, François è un ottimo quanto rigido insegnante, con un difficile rapporto con i propri allievi. Dal momento che ha espresso la propria convinzione che gli insegnanti mandati nella periferia dovrebbero essere assai più preparati, si ritrova a dover gestire per un anno una difficile classe in un liceo della banlieue. Sarà un percorso nuovo e difficile per se stesso e per gli allievi che si ritrova davanti. Durata 106 minuti. (Massimo sala Rondolino)

 

Remi – Drammatico. Regia di Antoine Blossier, con Daniel Auteuil, Maleaume Paquin e Ludivine Sagnier. Tratto dal romanzo “Senza famiglia” di Hector Malot, capolavoro della letteratura per l’infanzia, narra le avventure e il viaggio attraverso la Francia ottocentesca del piccolo Remi in compagnia di Vitalis, girovago e musicista, e dei loro piccoli amici, il cagnolino Capi e la scimmietta Joli-Coeur. Durata 105 minuti.(Reposi, Uci)

 

Tramonto – Drammatico. Regia di Làszlò Nemes, con Juli Jakab, Susanne Wuest e Vlad Ivanov. Nemes ha esordito nel 2015 con il premiatissimo “Figlio di Saul” (Gran Premio della Giuria a Cannes e Oscar per il miglior film straniero), eppure le critiche ci fanno sapere oggi dell’accoglienza negativa per questa sua seconda prova presentata in concorso all’ultima Mostra veneziana. È il viaggio di Irisz per raggiungere la Budapest del 1913, per il desiderio di lavorare in quella che fu la cappelleria dei suoi genitori (ma ne viene respinta dal nuovo proprietario) e per incontrare un fratello coinvolto in un delitto misterioso. Durata 142 minuti. (Greenwich Village sala 3)

 

Un’avventura – Sentimental/musicale. regia di Marco Danieli, con Michele Riondino e Laura Chiatti. Un film per i cuori innamorati messo in uscita nel fatidico San Valentino, musiche e canzoni ad accompagnare struggimenti e felicità. Matteo e Francesco, lui con il suo sogno di musicista, lei che coltiva da sempre quello di donna libera, femminista ad oltranza, lui a casa a comporre canzoni, lei a girare il mondo per anni con il suo bagaglio di progresso, si innamorano, si lasciano, si sposano, si riprendono. Al centro il duo Mogol/Battisti, musiche e parole, e le coreografie di Luca Tommassini: e se il progetto ce lo ritrovassimo la prossima stagione sui palcoscenici teatrali? Durata 105 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 1, Reposi, The Space, Uci)

 

Un valzer tra gli scaffali – Commedia. Regia di Thomas Stuber, con Franz Rugowski e Sandra Hüller. In un vasto supermercato, dalle parti di Lipsia, dove i carrelli si possono anche spostare sulle note del “Bel Danubio” di Strauss, viene assunto (scaffalista notturno) il giovane Christian, emblema di timidezza e silenzi, che tuttavia immediatamente si invaghisce della sua compagna di lavoro Marion, reparto dolciumi. Tra scaffali da riordinare e merci da disporre per il viavai e le preferenze dei clienti, all’ombra della macchinetta del caffè, complice di tenere conquiste, nasce una semplice amicizia, che per il ragazzo è subito qualcosa di più. Marion è sposata (infelicemente) e quando prende un permesso per malattia, Christian cade in depressione. Il supermercato come specchio della società, immagini di sogno che si mescolano alla monotonia della quotidianità, solitudini e malinconie, ma anche emozioni e complicità. Durata 125 minuti. (Nazionale sala 1)

 

Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità – Drammatico. Regia di Julian Schnabel, con Willem Dafoe, Oscar Isaac e Rupert Friend. Il pittore verso la fine della sua vita, i soggiorni ad Arles e a Auvers-sur-Oise, passando per l’ospedale di Saint Remy, la felicità e la libertà assaporate soltanto nel dipingere, le incomprensioni della gente non solo verso la sua pittura ma anche verso il suo carattere solitario e scontroso, i pochi mesi passati con Gauguin in un bisogno di amicizia che non toccò mai il cuore del pittore delle ragazze di Tahiti, l’orecchio mozzato, l’aiuto da parte del fratello Theo e la solidarietà affettiva che questi gli dimostrò per tutta la vita: c’è molto, con tanti dei quadri che conosciamo, dell’artista dei girasoli nel film di Schnabel, pittore anch’egli. C’è una macchina da presa che pare felicemente impazzita, ci sono i colori, le campagne del sud della Francia, tutta la poesia delle tele, al centro c’è una grande interpretazione di Dafoe, che s’immedesima appieno, che in certi momenti riesce ad “essere” il pittore. (Nazionale sala 2)

 

La vita in un attimo – Drammatico. Regia di Dan Fogelman, con Oscar Isaac, Olivia Wilde, Antonio Banderas e Annette Bening. La travolgente storia d’amore di Will e Abby, man mano che la storia si dipana, si riveleranno i legami che li legano a Dylan, un giovane ribelle che cerca di sfuggire alla propria sofferenza; a Irwin, che cresce la figlia di suo figlio cercando di tenerla al riparo dal dolore; al signor Saccione, ricco proprietario terriero spagnolo, e alla famiglia del suo braccio destro Javier,che gestisce la piantagione dove vive con la moglie Isabel e il figlio Rodrigo. Durata 117 minuti. (Romano sala 1)

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