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85 pietre presenti su tutto il territorio cittadino

Le “pietre d’inciampo” di Demnig per il terzo anno a Torino

di ilTorinese pubblicato martedì 17 gennaio 2017

Per il terzo anno Torino accoglie le pietre d’inciampo (“Stolpersteine”) di Gunter Demnig, un progetto internazionale, primo monumento dal basso a livello europeo ideato e realizzato dall’artista tedesco per ricordare le singole vittime della deportazione nazista e fascista.
pietre boeti“La pietra che posiamo oggi è dedicata a Leone Sinigaglia, musicista, compositore, profondo compositore della musica popolare che contribuì a far conoscere e diffondere. La morte non lo raggiunse nei campi di concentramento, ma a Torino, dentro l’ospedale Mauriziano, probabilmente per infarto, mentre veniva arrestato per essere deportato. Un musicista. Come tanti, morti nei campi di concentramento, in particolare a Terezin. Proprio l’anno scorso i ragazzi del Conservatorio, in occasione della giornata della memoria, hanno riproposto le musiche che venivano eseguite nel campo tristemente noto”, ha ricordato il vicepresidente del Consiglio regionale Nino Boeti durante i saluti. La Stolpersteine per Sinigaglia, davanti al Conservatorio di Torino, è la prima di diciotto nuove pose che interesseranno la città tra martedì 17 e mercoledì 18 gennaio, che vedrà così 85 pietre presenti su tutto il territorio cittadino.
L’artista produce piccole targhe di ottone poste su cubetti di pietra che sono poi incastonati nel selciato davanti all’ultima abitazione scelta liberamente dalla vittima. Ogni targa riporta “Qui abitava…”, il nome della vittima, data e luogo di nascita e di morte/scomparsa. In tutta Europa sono state posate più di cinquantamila pietre.
La nuova posa è promossa, nell’ambito delle attività del Polo del ‘900, dal Museo Diffuso della Resistenza, con il contributo del Consiglio regionale – Comitato Resistenza e Costituzione, in collaborazione con la Comunità Ebraica di Torino, il Goethe-Institut Turin e l’Associazione Nazionale Ex Deportati (Aned) – sezione Torino.
Come lo scorso anno, gli studenti di dieci istituti scolastici torinesi sono stati coinvolti attivamente in un percorso didattico realizzato dal Museo in collaborazione con l’Istoreto, la cui conclusione è prevista nelle settimane a ridosso del Giorno della Memoria 2017, con la realizzazione di eventi pubblici presso gli spazi del Polo del ‘900.

Leone Sinigaglia

Musicista, compositore e studioso, Sinigaglia è ricordato per le sue composizioni di musica sinfonica e per la sua raccolta con arrangiamenti delle canzoni popolari del Piemonte. In quanto ebreo dovette nascondersi per sfuggire all’arresto e alla deportazione. Il suo ultimo rifugio fu l’Ospedale Mauriziano Umberto I di Torino, dove grazie alla collaborazione di medici e personale, fu ricoverato sotto falsa identità insieme alla sorella Alina. In quella sede, il 16 maggio 1944, probabilmente a causa di una delazione, si presentarono i tedeschi per arrestare i due fratelli. Nella concitazione del momento, Leone fu colpito da un attacco cardiaco e morì, mentre la sorella Alina, che riuscì fortunosamente a sfuggire alla cattura, gli sopravvisse meno di un mese, fino al 6 giugno 1944. Sempre in memoria di Leone Sinigaglia, si terrànel pomeriggio del 17 gennaio, alle 17.30 presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi”, un concerto dedicato al compositore.

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