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I Love Nichelino

Notte bianca con le Tre Rose a Nichelino

di ilTorinese pubblicato sabato 26 settembre 2015

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La prima squadra di rugby è composta in grandissima parte da migranti provenienti dal Togo, dal Benin, dal Senegal e da altri Paesi africani

 

La Notte Bianca di Nichelino, che si è svolta venerdì sera, organizzata dall’associazione I Love Nichelino, nell’ambito dei festeggiamenti per la festa patronale della città che si chiuderanno ufficialmente il 28 settembre, ha avuto un ospite particolare. Si tratta della squadra di rugby dell’associazione sportiva dilettantistica Le Tre Rose di Casale Monferrato che, da qualche tempo, ha avviato un interessante processo di integrazione sportiva e non solo. Nella stagione sportiva 2015 – 2016, infatti, la prima squadra è composta in grandissima parte da migranti provenienti dal Togo, dal Benin, dal Senegal e da altri Paesi africani, che fanno a loro volta parte della cooperativa Senape che opera nel settore dell’accoglienza. La compagine hail supporto di alcuni veterani de Le Tre Rose, essendo praticamente tutti digiuni di palla ovale. Si tratta, dunque, di un esempio di integrazione attraverso lo sport che il presidente Paolo Pensa ha ritenuto di poter proporre e mettere in atto: “Da un lato viene data un’opportunità a questi ragazzi che provengono da altre realtà di impegnare del tempo e praticare un’attività sportiva e dall’altro i casalesi potranno continuare a tifare per una società nata in Monferrato, cresciuta in Monferrato e che continua ad essere monferrina”. E non è l’unica pratica sportiva dove i migranti trovano spazio.  Poiché vi sono anche pakistani ed afghani a Casale, e in questi Paesi si pratica il cricket che venne importato dagli inglesi durante il periodo coloniale, non è Le Tre Rose si sta occupando anche di questa disciplina sportiva. A Nichelino gli atleti, accompagnati dal presidente Pensa, dall’allenatore Luca Patrucco e dal presidente della Cooperativa Senape Luca Patrucco, sono stati accolti dal presidente di I Love Nichelino, Ivo Casalegno. Poi hanno preso parte alla festa, dopo aver socializzato con gli abitanti del Comune della Città Metropolitana e dato qualche piccola dimostrazione dell’arte rubgystica che stanno apprendendo sul terreno di gioco dello Stadio del rugby di Casale Monferrato.

Massimo Iaretti