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Magistralmente musicato da Riccardo Cocciante

Notre Dame de Paris: tutte le sfumature dell’amore

di ilTorinese pubblicato sabato 11 febbraio 2017

L’amore di Quasimodo per Esmeralda, impossibile nella vita, diventa, con la morte dei due protagonisti, una possibilità, oltre le stelle, oltre la cortina di fumo, in un aldilà dove Esmeralda tornerà a ballare e a cantare, dove non conteranno più la sordità e la deformità di Quasimodo, ma l’unione perfetta di due anime

notre dame de

Nell’anno del Signore 1482, al tempo delle cattedrali in cui la pietra si fa statua, musica e poesia, si rinnova la magia dello spettacolo “Notre Dame de Paris”, magistralmente musicato da Riccardo Cocciante, tornato al Pala Alpitour di Torino, ieri sera, 10 febbraio. Sullo sfondo della cattedrale di Notre Dame, accogliente e incombente, materna e protettrice, va in scena ormai dal 1998, data dell’uscita della versione francese, la magia di questo musical tratto dall’omonimo romanzo di Victor Hugo, uno spettacolo che, attraverso gli emarginati della Corte dei Miracoli e le loro proteste, racconta la lotta sociale degli ultimi e dei diseredati che l’autore francese sublimera’ nei Miserabili con il personaggio di Jean Valjean, e che, qui, anticipa con gli zingari, gli artisti senza nome, Esmeralda e il deforme Quasimodo, esseri umani che vivono ai margini e che provano un bisogno quasi brutale e viscerale di essere accolti e di sentirsi parte di una città e di una società ostili e chiuse in se stesse, diffidenti nei confronti del diverso.

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Notre Dame de Paris non è soltanto la storia di un amore in particolare, ma dell’Amore in tutte le sue sfaccettature, in tutte le sue sfumature: quello in boccio e puro di Esmeralda, quello paterno di Clopin, quello lussurioso e falso della seduttore Febo, quello egoista e geloso di Fiordaliso, quello infernale, dannato e distruttivo del prete Frollo, quello straziante e disperato di Quasimodo, il più autentico di tutti, ed è, al tempo stesso, una storia di morte che non rappresenta, tuttavia, una fine, ma che, quasi paradossalmente, apre una porta alla speranza. L’amore di Quasimodo per Esmeralda, impossibile nella vita, diventa, con la morte dei due protagonisti, una possibilità, oltre le stelle, oltre la cortina di fumo, in un aldilà dove Esmeralda tornerà a ballare e a cantare, dove non conteranno più la sordità e la deformità di Quasimodo, ma l’unione perfetta di due anime. Attorno ai due cadaveri abbracciati, crolla il mondo delle cattedrali per lasciare spazio al futuro, ad un’altra epoca nella quale l’uomo, nonostante le scoperte della scienza e della tecnica, continuerà diabolicamente a ripetere e a perpetrare gli errori del passato e nella quale qualcuno continuerà a lottare e morire per gli ideali di giustizia, libertà e riscatto.

 

Barbara Castellaro