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A TORINO HA RACCONTATO GLI ANNI D’ORO DEL JAZZ QUANDO HARLEM DETTAVA LEGGE A SUON DI SWING

Norma Miller, la regina vivente dello swing

di ilTorinese pubblicato lunedì 28 maggio 2018

NEW YORK – CIRCA 1938: Norma Miller . (Photo by Michael Ochs Archives/Getty Images)

Icona vivente dell’epoca d’oro dello swing, Norma Miller, classe 1919, sabato scorso ha incantato e commosso il pubblico torinese con la sua straordinaria carica vitale al Centro Accademico Carma. Per la Miller è la sua prima volta a Torino in qualità ambasciatrice del Lindy Hop nel mondo in occasione dell’anniversario della nascita di Frankie Manning, ballerino e coreografo americano, amico e suo compagno di ballo per settanta anni. Tra una risata contagiosa e brani jazz improvvisati invitando il pubblico a battere il tempo, Norma ha indugiato generosamente sugli episodi più insoliti che hanno costellato la sua carriera condivisa con nomi del calibro di Louis Armsrtrong, CountBasie, Cab Calloway, Duke Ellington, Chick Webb, Sammy Davis Jr., solo per citarne alcuni. Appena dodicenne entrò nel Savoy Ballroom di Harlem per uscirci da star qualche anno dop. Unica sala da ballo dove bianchi e neri potevano incontrarsi, il Savoy Ballroom era il tempio indiscussodella musica swing, dove tutte le Big Band si sfidavano e i ballerini più bravi si scatenavano in coreografie molto più licenziose e acrobatiche di quelle del Cotton Club dove solo i bianchi potevano accedere. Il precoce talento di Norma non sfuggì agli impresari e così giovanissima si ritrovò a esibirsi in tutto il mondo con la compagnia di ballo swing più famosa al mondo, i WhiteysLindyHoppers, con i quali partecipò a film hollywoodiani come “A day at the race” (Un giorno alle corse) dei fratelli Marx e il famoso “Hellzapoppin”, che contiene una leggendaria scena di ballo acrobatico, un cult assoluto per gli amanti dello swing. Tra le donne che le sono rimaste nel cuore Ella Fitzgerald. Una curiosità: a sedici anni tra un set e l’altro era solita giocare a carte con Ella che, proprio mentre stropicciava le carte canticchiando, pare avesse dato vita a una delle sue specialità vocali, il bop-scat. Ricorda anche di come fosse difficile per una donna, soprattutto se nera, affermarsi ad Hollywood:Noi siamo quelli che abbiamo aperto tante porte, perché lo swing aveva contribuito ad abbattere le barriere razziali, e se molti oggi le trovano aperte è anche grazie a noi” e aggiunge “ oggi le cose sono molto cambiate: la sposa del principe d’Inghilterra è di sangue misto e al matrimonio sono state invitate Serena Williams e Oprah Winfrey, ma c’è ancora molto da fare!”. Norma è tutt’ora molto attiva, ha composto diverse canzoni, è autrice di libri, l’ultimo presentato ieri dal titolo “Swing, baby swing!”, è tra i protagonisti del film “Captiva Island” (1995) e nel 2015 John Biffar ha prodotto il favoloso documentario sulla sua vita dal titolo “The Queen of Swing”. Saluta il pubblico cantando una canzone composta da lei accompagnata da musicisti ed esclamando “Keep swinging!”

Giuliana Prestipino