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Sull'Europa: "la mancanza di politica di crescita rischia di creare maggiori disagi di quelli che venivano immaginati"

Non solo referendum: Europa, esercito e maltempo nell’agenda di Matteo Renzi a Torino

di ilTorinese pubblicato venerdì 25 novembre 2016

Agenda intensa per  il premier Matteo Renzi, oggi a Torino, dopo il rinvio di ieri a causa del maltempo che ha investito il Piemonte. Il presidente del Consiglio si è recato alla Stampa (tutta la zona tra via Lugaro, sede del quotidiano e via Nizza  era praticamente blindata dalle forze dell’ordine, vedi foto piccola).

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Dopo ha preso parte l l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Esercito, presso la Scuola di Applicazione, alla presenza della Ministra della Difesa, Roberta Pinotti, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Danilo Errico. Renzi, nel suo discorso agli ufficiali e allievi frequentatori di tutti gli Istituti e scuole di formazione ha espresso parole di apprezzamento per il lavoro svolto carabinieir-nizzaRENZI22dall’Esercito in supporto alla popolazione nelle ultime calamità naturali che hanno colpito il Paese, sottolineando che la memoria dell’Italia chiede di puntare al meglio e di investire nella qualità attraverso la formazione. A margine dell’evento ha parlato di Europa, affermando che ” il risanamento dei bilanci è sacrosanto, ma la mancanza di politica di crescita rischia di creare maggiori disagi di quelli che venivano immaginati. Ciò vale soprattutto per la visione geopolitica, perché l’Europa non può continuare a fare disegni di strategia salvo poi delegare ad altri gli interventi”. Poi la visita alla centrale della protezione civile piemontese. “L’emergenza non è conclusa, attendiamo la piena dei fiumi ad Asti e Alessandria. Ed è fondamentale che nelle prossime ore il governo si muova immediatamente perché si possa iniziare  il conteggio dei danni e gli aiuti alle popolazioni”, ha detto il capo del governo. Poi gli impegni politici, a sostegno del Sì al referendum del 4 dicembre.