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grandissimo prof. Sacchi che seppe vedere fin da subito cosa sarebbe accaduto e rifiutò "la facile popolarità"

Non si arresero al ‘68

di ilTorinese pubblicato sabato 2 dicembre 2017
di Pier Franco Quaglieni
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Ho ritrovato una lettera che ha un valore storico, datata 11 marzo 1968 e  firmata da tre docenti incaricati  e due assistenti dell’Università di Torino. Abbiamo raccontato come nacque la contestazione nel novembre 1967  in questo articolo http://www.iltorinese.it/il-67-cinquant-anni-dopo-e-io-difendo-mario-allara/ Adesso questa lettera coraggiosa non di baroni, ma di docenti allora poco importanti(il più noto è  il prof. Rosolino Sacchi che divenne un Maestro insigne, un geologo di fama internazionale e che è anche Accademico delle Scienze ), dimostra che ad opporsi alle deriva demagogica non furono solo Allara, Venturi, Garosci. Anche allora giovani docenti ebbero la consapevolezza di che cosa stava succedendo e lo denunciarono con fermezza. Si denunciava il protrarsi di una <<situazione di violenza, illegalità, paralisi che aggrava profondamente la crisi dell’Università italiana>>. Si affermava che <<l’agitazione studentesca, partita all’origine da ragioni valide connesse all’invecchiamento e alle molteplici manchevolezze della struttura universitaria, è stata strumentalizzata in funzione politica da organizzate minoranze >> La lettera si conclude  con questa affermazione profetica :<< Riteniamo  che debolezza, conformismo e desiderio di facile popolarità da parte di autorità accademiche e dei docenti, siano al momento il pericolo principale>>. Grande, grandissimo prof. Sacchi che seppe vedere fin da subito cosa sarebbe accaduto e rifiutò” la facile popolarità ” per tentare di impedire la desertificazione degli studi. Davvero una rara avis Rosolino Sacchi con i suoi colleghi di Geologia.
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