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MATOTA: SECONDA EDIZIONE

Non c’è Storia, storie che raccontano la storia

di ilTorinese pubblicato martedì 30 aprile 2019

40 iniziative
3 comuni coinvolti
3 piazze
1 festa/concerto
eventi insoliti: a bordo del Tram 4, al Consolato Vietnamita e nel Rifugio Antiaereo
10 workshop
3 lezioni aperte
25 ospiti da tutta Italia
coinvolti: 3 musei, 9 circoli e tante associazioni

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Un festival dedicato alla letteratura per bambini e ragazzi. Da giovedì 2 a lunedì 6 maggio, a Torino è in programma la seconda edizione del festival Matota, organizzato dall’Associazione Culturale Babelica, con il supporto del Comitato Arci Torino e il patrocinio di Comune di Torino, Circoscrizione 4 e Biblioteche Civiche Torinesi.

Matota, in piemontese, significa bambina, un nome femminile scelto per il festival dedicato alla letteratura per i più giovani, un appuntamento nato per parlare a bambini e ragazzi dei grandi temi sociali attraverso la narrativa, per affrontare con parole semplici temi difficili. L’edizione 2019 di Matota – la seconda – è dedicata alla Storia, alle vicende di donne e uomini che, da soli o in gruppo, hanno cambiato la propria epoca, mettendosi al servizio di un principio di giustizia. L’obiettivo è capire come la memoria aiuti a scoprire le nostre origini, a comprendere il mondo attuale, ad affrontare le sfide che ci porta il futuro. A parlarne, tanti autori, tra i quali anche  Moni Ovadia, Laura Curino, Carlo Pestelli. E, ancora, Bruno Maida, Fabio Bartolomei, Daniele Aristarco .«Torino ha una vasta offerta di appuntamenti culturali, ma quasi tutti dedicati a un pubblico adulto e in zone centrali della città. Matota abbassa l’età ma alza l’offerta, con appuntamenti dedicati ai bambini, ai ragazzi e alle loro famiglie, anche nei luoghi più fuori mano, dov’è difficile ascoltare musica, storie, dove sia possibile giocare e inventare – dice Pino Pace, direttore artistico della rassegna -. Questa seconda edizione Matota, dedicata alle storie che raccontano la Storia, si concentra soprattutto sulla storia del ‘900, ripercorrendone attraverso la musica, la narrativa, l’esplorazione, l’invenzione, i momenti drammatici e quelli lieti, in un cammino di conoscenza indispensabile per capire il mondo com’è o come sarà. O almeno provarci».Tatjana Giorcelli, presidente Circolo Arci Babelica, spiega: «Il nostro festival nasce per aiutare i più giovani a comprendere il presente con l’intento di non lasciarli soli nella ricerca di risposte davanti ai grandi temi sociali e alle contraddizioni del mondo contemporaneo. La narrativa è una risorsa fondamentale per fornire a bambini e ragazzi gli strumenti per diventare futuri cittadini consapevoli».

Solo 4 italiani su 10 leggono almeno un libro all’anno, 33 milioni di persone di età superiore ai 6 anni non hanno letto nemmeno un libro di carta (Istat 2016): «Arci Torino è in prima linea per la promozione della lettura, un’emergenza culturale che serve affrontare soprattutto lavorando sull’infanzia e sulle famiglie – dice Andrea Polacchi, presidente del Comitato Arci Torino – Il Festival Matota, in questo senso, è un orgoglio per Arci anche livello nazionale e a Torino, dove si conferma come il principale appuntamente sulla lettura messo in campo da una rete no-profit. L’Associazione Babelica, con la nostra collaborazione, ha costruito una proposta che parte dal basso coinvolgendo decine di Circoli Arci e, contemporaneamente, aprendosi a importanti sinergie con i soggetti e le istituzioni del territorio». Per valorizzare le migliori esperienze della rete, da alcuni mesi Arci Torino ha costituito un gruppo di lavoro sulla lettura, dove lo scambio di buone pratiche e la progettazione comune consentiranno – questo è l’auspicio – di mettere in campo sempre più iniziative come questa: «Il contrasto alla barbarie, all’intolleranza, all’egoismo sociale da cui siamo circondati passa per l’educazione alla bellezza, alla sensbilità di ascoltare e interpretare il mondo con gli occhi degli altri. La lettura è il veicolo di questa consapevolezza, che riguarda anche la capacità delle comunità di fare i conti e imparare degli errori del proprio passato, non cedendo alla tentazione, tutta contemporanea, di vivere esclusivamente in un presente da consumare, incapaci di avere memoria e, quindi, di sognare il futuro».

Il Festival si aprirà giovedì 2 maggio con gli appuntamenti gratuiti dedicati alle scuole e coinvolgendo due comuni: Settimo Torinese e Torino. La biblioteca civica multimediale Archimede di Settimo Torinese ospiterà Daniele Aristarco, autore di “Io dico sì” (EL editore), per un’iniziativa organizzata in collaborazione e con il sostegno del Rotary Club e della Libreria Alicante, mentre le scuole torinesi saranno coinvolte in due attività laboratoriali partecipate: “Immagina di essere in guerra” di Daniela Carucci e “Lo zaino del partigiano” di Tatjana Giorcelli e Pino Pace, nella sede della biblioteca dell’Anpi Sezione Martinetto di Torino.

 

Alle 18 di giovedì l’inaugurazione ufficiale del Matota al Magazzino sul Po, ai Murazzi, lato sinistro, con il concerto dedicato alle famiglie con Michele Dal Lago e Giusy Pesenti: dai canti contadini al rock, passando per il blues, perché la musica del secolo scorso non è solo roba da grandi (ingresso riservato ai soci Arci).

 

La giornata di venerdì 3 maggio sarà dedicata alle scuole, con numerosi appuntamenti mattutini e pomeridiani in piazza Paravia e Risorgimento e nei circoli Arci Banfo, Basaglia e Risorgimento.

 

Sabato 4 maggio, alle 10, si inizia con la lettura della storia “Mia mamma guida una balena” (Lapis edizioni) di Pino Pace sul tram della linea 4: un bambino scopre il lavoro importante di sua mamma, che trasporta le persone che fanno andare avanti la città…

Il pomeriggio di sabato 4 e tutta la giornata di domenica 5 gli incontri si concentreranno in piazza Risorgimento. Dalle 14 del sabato è prevista l’apertura gratuita del Rifugio antiaereo con visite guidate a cura del Museo diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà e la proiezione sotterranea del video “Resistere per essere liberi”, a cura di Lacumbia Film. In contemporanea, si terranno letture a cura degli studenti del corso di recitazione di ODS supportati da Stefania Giuliano e sarà presente il bibliobus delle biblioteche civiche di Torino con una selezione speciale dedicata al tema del Matota 2019. Dalle 14,30, con l’appuntamento “Come giocare con i giochi – Istruzioni per i grandi”, sarà presente il progetto “Prima della terza” che scende in piazza e spiega ai genitori come usare con i più piccoli i principali giochi educativi affinché i momenti di gioco si trasformino in apprendimento, in collaborazione con Quercetti.

Alle 15,30 lezione aperta ai bambini e ai ragazzi del professor Bruno Maida su “I treni della felicità”: i convogli che portavano da Sud a Nord migliaia di bambini di famiglie finite in miseria, una pagina poco nota dell’Italia appena uscita dalla Seconda Guerra Mondiale.

Domenica 5 si inizierà alle 10 all’Oca Carlotta con “Il baule verde, una favola musicale”, un laboratorio per i più piccini a cura dell’associazione Amaranto. A seguire, nuovamente in piazza Risorgimento, prenderanno il via le attività laboratoriali a cura del Musli sui Libri pop up, poi visita guidata al borgo vecchio Campidoglio a cura del MAU (partenza alle 10,30 dal Sagrato San Alfonso, via Cibrario angolo corso Tassoni). Alle 15,30 sarà il momento del laboratorio attivo “La costituzione in 11 colori” con Cristiana Voglino e Federica Rosso: come spiegare la Costituzione in meno di due ore? In che maniera i suoi principi fondamentali sono parte della nostra quotidianità E, infine, alle 17 appuntamento con Martina Recchiuti, Ilaria Rodella e Pietro Corraini che parleranno del progetto “Internazionale Kids”. Lunedì 6 maggio il Festival si chiuderà in bellezza con due super ospiti e un evento speciale: Moni Ovadia, accompagnerà i bambini in una passeggiata alla scoperta delle pietre d’inciampo e delle storie di deportazione nella nostra città. All’Environment Park, invece, Laura Curino racconterà ai ragazzi delle scuole medie la vicenda di Adriano Olivetti: si può essere capitalisti e rivoluzionari? L’industria può darsi dei fini che non siano solo i profitti? Nel pomeriggio, nell’incredibile cornice del giardino del Consolato della Repubblica Socialista del Vietnam, attraverso la lettura dei ca dao e l’analisi dei poster, saranno spiegati ai bambini i concetti di “colonialismo” e “resistenza” e l’azione di un popolo in lotta. Matota è anche MatotOff, eventi fuori dagli orari scolastici e dai luoghi comuni: musiche, parole, arti maggiori e minori, in contesti informali e in luoghi non scontati. Gli eventi del MatotOff spazieranno dal laboratorio “Memoria, odori e immagini” al caffè Basaglia, alle chiacchiere sulle Fiabe Sarde ed. Condaghes con Rossana Copez al circolo B-Locale, all’incontro con i lettori di Nicoletta Bortolotti con il suo “Chiamami sottovoce” (HarperCollins) alla Piola Sardo-Veneziana Bar Pietro fino alla cena sarda di finanziamento del festival al circolo dei sardi Antonio Gramsci e all’incontro con Fabio Bartolomei in Babelica con la presentazione del suo “L’ultima volta che siamo stati bambini” (edizioni e/o). Il MatotOff arriverà fino a Carmagnola, al Circolo Arci Margot dove Carlo Pestelli e il Coro Moro racconteranno il significato di “Bella Ciao”.

 

Il programma completo del Matota è disponibile su www.matota.it

 

 

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