Home » TRIBUNA » “NO” ALLA SOFFERENZA DEI SENZA VOCE
CON UN SMS SOLIDALE ADERISCI ALLA CAMPAGNA ANTI-RANDAGISMO DELLA LEGA ITALIANA PER LA DIFESA DEGLI ANIMALI E DELL’AMBIENTE

“NO” ALLA SOFFERENZA DEI SENZA VOCE

di ilTorinese pubblicato lunedì 21 maggio 2018

“Guarda…”: lo spot televisivo della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente è innanzitutto un invito a schierarsi in prima linea contro l’emergenza randagismo. Per contrastare l’abbandono, l’indifferenza, la crudeltà, per finanziare il soccorso, la cura, il ricovero e la sterilizzazione degli animali vaganti e in difficoltà, anche attraverso il sostegno diretto alle organizzazioni animaliste che operano nei contesti più difficili, c’è un modo semplice, letteralmente a portata di mano. Basta aderire, con un piccolo gesto, alla campagna solidale “SMS-SalvaMi Subito”, lanciata dall’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente: dal 19 al 27 maggio si potranno donare 2 euro con ciascun sms inviato da cellulare al numero 45580 oppure 5/10 euro chiamando da rete fissa.

Il fenomeno del randagismo non soltanto causa di per sé indicibili sofferenze a decine di migliaia di animali d’affezione, che dovrebbero vivere in famiglia e non per strada, ma spesso è la premessa per ripugnanti violenze. L’animale randagio è davvero l’ultimo degli ultimi, la sua debolezza è un invito per la crudeltà umana: quanti animali, nei 750 casi di maltrattamento e animalicidio segnalati l’anno scorso dalla stampa (sicuramente la punta di un iceberg), erano randagi, abbandonati al capriccio e all’arbitrio di persone senza scrupoli?

Anche per questa ragione, spesso non considerata, il randagismo va classificato come una vera piaga morale, alimentata da abbandoni e riproduzione incontrollata, che, in maggiore o minore misura, colpisce tutto il Paese.

Il progetto di LE.I.D.A.A prevede anche la promozione, ad ogni livello, di un cambiamento culturale che consenta di superare definitivamente l’emergenza randagismo. Perché anche agli ultimi tra gli ultimi siano finalmente risparmiati fame, sete, sofferenze e crudeltà.