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NACQUE NEL 1995

Tre mostre celebrano il ventennale della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

di ilTorinese pubblicato lunedì 28 settembre 2015

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Anche una esposizione curata da Achille Bonito Oliva per i 20 anni della Fondazione per eccellenza dell’arte contemporanea in Piemonte

 

Venti anni non sono pochi, non tanto nella vita, quanto nel connubio tra Torino, città post industriale e desiderosa di riconvertirsi in formule innovative, e l’arte contemporanea, ben incarnata dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.  La Fondazione,  di cui è presidente Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, nasce a Torino il 6 aprile 1995 per iniziativa della sua presidente, poliedrica amante dell’arte,  che coglie nella creazione di una Fondazione la possibilità di trasformare la sua passione di collezionista in un’attività organizzata, facendovi confluire anche l’attività di sostegno ai giovani artisti, già avviata nel lontano ’92. Nasce così una fitta rete di collaborazioni con istituzioni italiane e straniere. In venti anni di attività la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ha prodotto ben 118 mostre, finanziato 581 opere, esposto più di tremila artisti, oltre ad aver organizzato tre corsi per curatori italiani e 27 residenze per curatori stranieri.

 

In occasione del ventennale della Fondazione, sono state allestite tre mostre. La prima, dal titolo “The man who sat on himself”, conclude la residenza  per curatori stranieri,  a cura di Kate Strain,  Angelica Sule, ZSusanna Stanit.  La seconda mostra, dal titolo ” Pierre Michelon- Parole e angurie” è curata da Lorenzo Balbi. In collaborazione con l’Ecole Nationale Superieure des Beaux Arts di Lione, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta così,  per la prima volta in Italia, una personale di Pierre Michelon, un artista partecipante al Postgraduate programma dell’Ecole.  Nato a Nantes nel 1984, vive e lavora a Lione e nella sua città natale. È un artista esploratore, capace di addentrarsi nei territori dimenticati della società,  concentrando la sua ricerca sulla storia, in particolare quella coloniale. “Parole e angurie”, oltre a essere il titolo alla mostra, è il nome dell’installazione che l’artista ha prodotto per gli spazi della Fondazione.  Si tratta,  in realtà,  del primo passo di una più ampia ricerca intitolata “Vanmele”, una parola creola che, in Guyana, significa “coloro che sono stati creati da venti diversi”, metafora per indicare lo straniero. Michelon evoca nel suo lavoro artistico la prigionia e l’esilio dei prigionieri politici deportati dall’Impero coloniale francese, della maggior parte dei quali si sono perse le tracce. Al centro dell’installazione in mostra sono i dialoghi tratti dalle lettere, ripresi nei video o incisi sulla scorza delle angurie, scelte proprio in quanto tratte dalla leggenda vietnamita di An Tiem.  Sesto figlio del re Hung Vuong V, fu esiliato su un’isola deserta e venne raggiunto e liberato, dopo aver inciso il proprio nome e la propria storia sulle angurie in mare.

 

Infine la terza mostra è intitolata “L’albero della cuccagna. Sebastian Lloyd Rees”. Nell’ambito di questa esposizione, il critico Achille Bonito Oliva ha chiamato a raccolta oltre trenta artisti internazionali per un grande progetto espositivo,  che ha ricevuto il patrocinio di Expo 2015. Si tratta di installazioni ambientali, di cui la Fondazione ora accoglie un’opera ispirata, appunto, all’albero della cuccagna. Nell’immaginario collettivo esso rappresenta il paese dove regnano abbondanza e divertimenti. La scultura di Lloyd Rees, artista norvegese, nato nel 1986, ora attivo a Londra, è costituita da 20 scatoloni da imballaggio,  prodotti in alluminio e disposti casualmente uno sull’altro,  tanto da formare una monumentale torre che ricorda l’albero della cuccagna. Ciascun scatolone su un lato riporta un’immagine stampata in vinile, che fa riferimento a specifici contesti socioeconomico legati alla distribuzione globale del cibo. La scultura rimandal, così, all’immagine degli scatoloni un tempo utilizzati per trasportare generi alimentari e poi abbandonati.

 

 Mara Martellotta

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo,  dal 10 settembre all’11 ottobre.

Tel: 0113797600