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Il romanzo "La ragazza di nome Giulio" le costò una denuncia per oscenità

Milena Milani a cento anni dalla nascita

di ilTorinese pubblicato mercoledì 7 febbraio 2018

I suoi romanzi rappresentano una delle più originali espressioni del 900 italiano

La nostra collaboratrice Giuliana Romano Bussola (nella foto a colori) ha tenuto una interessante conferenza, il 4 febbraio, alla fortezza del  Priamar di Savona dove prosegue la prestigiosa mostra dedicata a Milena Milani, nel centenario della nascita, a cura di Carla Bracco e di Renata Guga Zunino nipote ed erede della geniale scrittrice pittrice. La bella Mostra (dal 16 dicembre 2017 al 18 febbraio 2018) oltre alle opere della Milani ne offre molte dei grandissimi artisti che vissero con lei la stagione d’oro delle avanguardie ad Albisola, è quindi una straordinaria occasione per veder riuniti, tra i tanti, i nomi di Lucio Fontana, Giuseppe Capogrossi, Roberto Crippa, Emilio Scanavino, Alexander Calder, Ernesto Treccani, Franco Gentilini, Roberto Bricalli, Francesco Petrollo, Antonio Sanfilippo, Remo Bianco, Galliano Mazzon e Arturo Martini. Giuliana Bussola ha trattato con competenza e passione l’aspetto di Milena scrittrice a partire dal romanzo “la ragazza di nome Giulio” che, trattando temi ritenuti scabrosi agli inizi degli anni 60, le costò una denuncia per oscenità, poi si capì che le pagine in cui domina l’Eros sono necessarie al dipanarsi del racconto per mettere a nudo il vissuto della protagonista destinata a trascinarsi ineluttabilmente in squallide situazioni.

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Intrisi di psicanalisi e di esistenzialismo, tanto che Sartre la definì “Scrittrice esistenzialista italiana” nonostante l’esistenzialismo della Milani non fosse quello ateo di Sartre poiché affine a Kierkegaard e a Gabriel Marcel, i suoi romanzi rappresentano una delle più originali espressioni del 900 italiano per il coraggio, la sincerità, la forma fluida e l’originalità stilistica. Bussola ha inoltre sottolineato l’amicizia sincera e costruttiva con Milena, nata sul finire degli anni 50 e proseguita fino a poco prima della sua scomparsa, ricordando quando ad Albisola passeggiavano sulla spiaggia parlando di pittura e poesia. La relatrice ha voluto ringraziare Milena e la sorella Ada Zunino, gallerista e madre di Guga, che le diedero la rara opportunità di conoscere e frequentare, ancora giovanissima, tutti i più importanti artisti, ormai mostri sacri, di molti dei quali divenne amica intervistandoli e scrivendo articoli su di loro iniziando così la bella avventura di critica d’arte. L’incontro è terminato con i commenti di Carla Bracco e di una spumeggiante Renata Guga Zunino al tavolo con Giuliana Bussola.