Home » prima pagina » A mezzogiorno la città si è fermata per onorare le vittime di Parigi e condannare il terrorismo
In piazza San Carlo gli operai che stanno allestendo Cioccolatò si sono dati la mano in una simbolica catena umana

A mezzogiorno la città si è fermata per onorare le vittime di Parigi e condannare il terrorismo

di ilTorinese pubblicato lunedì 16 novembre 2015

parigi bandieremole tricoloreparigi terrorismo 2Dopo la manifestazione di solidarietà alla Francia, tenutasi sabato pomeriggio in piazza Castello, che ha visto la partecipazione di centinaia di persone, questa nuova testimonianza vuole dimostrare la condanna dei torinesi

 

Il Comune di Torino ha indetto  per mezzogiorno un minuto di silenzio in tutti gli uffici, le scuole e gli spazi pubblici della città, per rendere omaggio alle vittime degli attentati di Parigi. In piazza San Carlo gli operai che stanno allestendo Cioccolatò si sono dati la mano in una simbolica catena umana, allo scoccare delle 12. Consiglieri e dipendenti dell’Assemblea regionale si sono riuniti nel cortile di Palazzo Lascaris.  Dopo la manifestazione di solidarietà alla Francia, tenutasi sabato pomeriggio in piazza Castello, che ha visto la partecipazione di centinaia di persone, questa nuova testimonianza vuole dimostrare la condanna dei torinesi nei confronti del terrorismo. Un’occasione per ricordare anche i tre  piemontesi che morirono lo scorso mese di marzo nell’attacco al museo del Bardo di Tunisi. In questi giorni i rappresentanti delle istituzioni cittadine si sono espressi con parole di condanna rispetto ai drammatici fatti avvenuti nella capitale francese.

 

Il sindaco di Torino Piero Fassino:

“Di fronte a un evento così drammatico e orrendo occorre dare una manifestazione di condanna netta. Queste sono ore che rinnovano il dolore conosciuto da Torino per gli attentati del Bardo e chiamiamo tutti i cittadini a manifestare il proprio cordoglio”.

 

Il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino:

“I fatti di Parigi ci dimostrano che, lungi dall’essere debellato, il terrorismo è sempre più forte: per sconfiggerlo bisogna reciderne le radici, e le radici affondano in quel tormentato scacchiere mediorientale in cui evidentemente la politica portata avanti per decenni dall’Occidente ha avuto effetti opposti a quelli per i quali si era mossa. Il terrorismo sarà sconfitto solo da forze uguali e contrarie nate in quegli stessi Paesi che lo alimentano, non saranno certo azioni esterne a debellarlo. Bisogna quindi evitare di rispondere a questi atti cadendo nella trappola che gli stessi terroristi vogliono montare, cioè la politica “dei muri”, delle chiusure e delle contrapposizioni frontali, senza però sottovalutare tutte le misure di sicurezza che vanno messe in campo per tutelare la vita delle persone.”

 

L’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia:

“È illusorio pensare di fermare i violenti con i muri, li si combatte costruendo ponti, di dialogo e riconciliazione. Uno stragismo e una violenza che si stanno diffondendo in modo preoccupante richiedono un’alleanza di coscienze di tutti gli uomini di buona volontà  che ci sono in tutti gli Stati, tutte le religioni e le culture. Ci vuole una voce non solo di giusta condanna ma anche di proposta”.

 

(Foto: il Torinese)