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SENZA L'ARIA CONDIZIONATA NEI VAGONI I PASSEGGERI VIAGGIANO TRA CALDO E SOVRAFFOLLAMENTO. IN CONDIZIONI CHE PER I REGOLAMENTI UE SAREBBERO INACCETTABILI PER CONIGLI E MUCCHE (CHE NON PAGANO)

“Metro’ Bestiame”, una lunga estate sotterranea a bordo di vagoni caldi e affollati

di ilTorinese pubblicato giovedì 16 luglio 2015

metro3AVVISTAMENTI / di EffeVi

Peccato che la presunta “popolarità” dei prezzi italiani sia un’illusione: il passeggero paga circa un terzo dei costi, il resto lo pagano tutti i contribuenti – anche quelli che non usano la metro – attraverso le tasse (addizionali regionali)

 

Nel 2011 l’Unione Europea ha approvato un regolamento per il trasporto del bestiame,metro 1 tenendo conto – giustamente – delle esigenze di spazio e di comfort degli animali: si prevede, per esempio, che le condizioni ottimali per il trasporto dei conigli siano una temperatura tra i 13 e i 20 gradi e un’umidità relativa del 55-65% e che i maiali abbiano ciascuno uno spazio disponibile pari a circa 0,03 metri quadri per chilo di peso corporeo.Bene: non fosse che la destinazione delle bestiole è, prima o poi, il mattatoio, i passeggeri della metropolitana di Torino se la passano quasi peggio di conigli, vitelli e maiali, protetti dai regolamenti UE.

 

 

metro2In questi giorni di ondata di calore, infatti, i dirigenti di GTT, sempre attenti a fare economia salvo che si tratti dei loro bonus, sono più preoccupati del consumo energetico del loro sistema di filtrazione dell’aria che di far viaggiare pendolari e lavoratori (che non possono certo andare in ufficio in costume da bagno) a temperature accettabili.Cosicché il passeggero – pagante – si ritrova in condizioni di viaggio che l’Europa potrebbe forse giudicare dannose per il benessere di un maiale: vagoni affollati, caldissimi, dall’aria irrespirabile.metro gente

 

 

Si dirà che 1,5€ a biglietto, in fondo, è molto meno del costo effettivo del viaggio e comunque una tariffa inferiore a quella praticata in altre città (per esempio, a Londra, una tratta come Porta Susa-Fermi costa circa 4€). Peccato che la presunta “popolarità” dei prezzi italiani sia un’illusione: il passeggero paga circa un terzo dei costi, il resto lo pagano tutti i contribuenti – anche quelli che non usano la metro – attraverso le tasse (addizionali regionali), una parte delle quali viene destinata a Gtt come “contributo in conto esercizio”. Francamente mi pare che in cambio di 4/5€, dichiarati o nascosti, gli utenti della metropolitana torinese abbiano diritto a viaggiare in condizioni di comfort (spazio, ventilazione e temperatura) almeno pari di quelle garantite a un suino europeo. Con tutto il rispetto per i suini.

 

 

(Foto: il Torinese)