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IN ATTESA DI PAPA FRANCESCO

Malati e disabili: nuovi servizi per l’Ostensione

di ilTorinese pubblicato sabato 8 novembre 2014

duomoRecapiti delle strutture che daranno accoglienza. Firmata il 28 ottobre la convenzione


Due «case» per accogliere i malati e disabili che, con i loro accompagnatori, visiteranno la Sindone.

 

Sono stati firmati il 28 ottobre 2014 all’ospedale Molinette i protocolli di accordo tra la Città della Salute e della Scienza di Torino, la Piccola Casa della Divina Provvidenza (Cottolengo), l’Arcidiocesi di Torino ed il Comitato per l’Ostensione della Sindone, con cui si mettono a disposizione dei pellegrini malati due strutture attrezzate, presso l’ospedale «Maria Adelaide» e la Piccola Casa di via Cottolengo. Nell’intero periodo dell’ostensione (19 aprile – 24 giugno 2015) saranno disponibili nelle due strutture 70 posti letto.

 

I malati, insieme con i giovani, saranno infatti i «protagonisti» dell’Ostensione 2015, che si tiene anche in concomitanza con le celebrazioni per il 200° anniversario della nascita di San Giovanni Bosco. Per questo la Pastorale della Salute della Diocesi di Torino ha pensato ad un servizio di «accueil» che, sul modello di Lourdes, possa favorire la presenza dei malati all’Ostensione.

 

Le due strutture che offriranno servizi di pernottamento, colazione, pranzo, cena, personale volontario 24 ore su 24 ed assistenza medica sono: un reparto del “Maria Adelaide” (40 posti letto) ed alcuni locali del Cottolengo (30 posti letto). Entrambi si trovano a meno di un chilometro dal Duomo: il “Maria Adelaide” in Lungo Dora Firenze, l’ospedale Cottolengo appena oltre Porta Palazzo.

 

Ci saranno inoltre 4 luoghi di ospitalità per chi viene in visita alla Sindone in giornata ed ha bisogno di luoghi dove consumare i pasti (anche al sacco), riposare ed utilizzare i servizi igienici. Oltre alla Piccola Casa della Divina Provvidenza – Cottolengo, saranno disponibili il Santuario di Maria Ausiliatrice – Valdocco, il Santuario della Consolata, la sede del Sermig a Borgo Dora.

 

Il supporto offerto punta a far sì che i pellegrini malati e/o disabili trovino un’accoglienza capace di garantire loro l’accesso a tutti i luoghi che rientrano nel percorso sindonico: dalla visita in Duomo, ai percorsi cittadini, ai luoghi di ospitalità, ai trasporti, all’assistenza sanitaria ed agli accompagnatori necessari per tutta la durata del loro soggiorno a Torino.Tutte le informazioni relative all’accoglienza saranno disponibili sul sito internet ufficiale dell’Ostensione della Sindone www.sindone.org, a partire dal mese di novembre.

 

Le strutture che offriranno ospitalità diurna sono:

Le due strutture che offriranno servizi di pernottamento, colazione, pranzo, cena, personale volontario 24 ore su 24 ed assistenza medica sono:

  • Accueil Maria Adelaide, con 40 posti letto: Lungodora Firenze, 87
  • Accueil Cottolengo, con 30 posti letto: Via San Giuseppe Benedetto Cottolengo, 13/A

Il primo passo importante è stato compiuto il 28 ottobre, presso l’ospedale Molinette di Torino, con la firma della convenzione tra il Comitato per l’Ostensione, l’Arcidiocesi di Torino e la Piccola Casa della Divina Provvidenza e del protocollo d’intesa con l’Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino per la concessione in comodato d’uso dei locali del presidio ospedaliero “Maria Adelaide” per il periodo dell’Ostensione. Hanno firmato la convenzione l’arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia, il presidente del Comitato organizzatore dell’Ostensione, Elide Tisi, il direttore generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute, Gian Paolo Zanetta, e don Lino Piano, Padre generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza (Cottolengo), alla presenza dell’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta. L’obiettivo dell’iniziativa è rendere soggetti attivi e protagonisti i malati ed i disabili all’interno dell’organizzazione dell’Ostensione della Sindone, affidando loro anche alcuni servizi, compatibilmente con le loro capacità ed il loro stato di salute, in un’ottica di inclusione e partecipazione.

 

(www.diocesi.torino.it)