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Un convegno organizzato dal Garante regionale degli animali ha individuato possibili strategie di convivenza

Ma, in realtà, chi è il lupo?

di ilTorinese pubblicato venerdì 29 giugno 2018

 

Il lupo cattivo esiste solo nelle fiabe, nella realtà è un predatore da rispettare che vanta un passato da protagonista delle mitologie di tutto il mondo.

Il ritorno di questo animale in Italia e in Europa – quindi anche in Piemonte –  è un fenomeno spontaneo dovuto prevalentemente alla disponibilità di habitat ricchi di prede naturali.

“Il lupo: realtà e leggenda” è il titolo del convegno promosso dal Garante regionale per i diritti degli animali, che si è tenuto mercoledì 27 giugno in Consiglio regionale. “Tema centrale dell’iniziativa è fornire più conoscenze possibili sul lupo, fornendo un’informazione corretta per cercare di individuare strategie comuni di convivenza”, ha spiegato il Garante Enrico Moriconi. Il consigliere Elvio Rostagno, nel portare il saluto dell’Assemblea, ha sottolineato l’importanza del sostegno che la Regione Piemonte ha fornito al progetto Life Wolf Alps. Ai lavori era presente anche il consigliere Walter Ottria. Gli interventi di Mauro Bruno, medico veterinario Asl To 3, Giuseppe Quaranta e Mitzy Mauthe von Degerfeld dell’ Università di Medicina Veterinaria di Torino, hanno messo in evidenza come la rinnovata presenza del lupo sollevi rilevanti problemi gestionali, principalmente connessi alla predazione sul bestiame domestico, alla percezione di pericolosità della specie e alle cure dei soggetti che sempre più spesso sono vittime di investimenti stradali. Nel grande pubblico, infatti, c’è una percezione del lupo spesso calibrata su conoscenze popolari non “educate”. Spesso poi l’argomento viene sfruttato, soprattutto su scala locale, per veicolare malumori o “scaricare” responsabilità degli ovvi risultati di una gestione del territorio non adeguata. Oggi il lupo è ampiamente presente in Piemonte,  regione che ospita circa il 90 per cento della popolazione totale. La specie è in crescita sull’intero territorio montano. È aumentata in numero, circa 200 capi (31 branchi e 8 coppie), distribuzione e densità, raggiungendo anche le zone più collinari. Questo è quanto emerge dalla pubblicazione dei dati ufficiali del progetto europeo Life WolfAlps, argomento trattato da Giuseppe Canavese, direttore Ente Gestione Parco Alpi Marittime. Cofinanziata dall’Unione europea, l’iniziativa ha avuto l’obiettivo di realizzare azioni coordinate per la conservazione a lungo termine della popolazione alpina del lupo. È intervenuta in sette aree chiave, individuate in quanto particolarmente importanti per la presenza della specie o perché determinanti per la sua diffusione nell’intero ecosistema alpino. Tra gli obiettivi di Life Wolfalps c’è l’individuazione di strategie funzionali per assicurare una convivenza stabile tra il lupo e le attività economiche, in primo luogo la pastorizia. Il progetto è stato realizzato con il lavoro congiunto di dieci partner italiani, due partner sloveni e numerosi enti sostenitori. Vi  sono anche misure di prevenzione degli attacchi del lupo sugli animali domestici, azioni per contrastare il bracconaggio e strategie di controllo dell’ibridazione lupo-cane, necessarie per mantenere a lungo termine la diversità genetica della popolazione alpina del lupo.“Con questo convegno abbiamo voluto dare il nostro fattivo contributo alla comunicazione, necessaria per diffondere la conoscenza della specie, sfatare falsi miti e credenze e incentivare la tolleranza nei confronti del lupo”, ha concluso Moriconi.

 

MB – www.cr.piemonte.it
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