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VALCERRINA SCONOSCIUTA / 7

Longobardi a Moransengo

di ilTorinese pubblicato domenica 2 settembre 2018

Si sale dalla statale 590 “della Valcerrina” scendendo in direzione di Cavagnolo (o viceversa percorrendola da Torino in direzione di Murisengo – Casale Monferrato) oppure, sempre in territorio del Comune di Cavagnolo, dopo aver lasciato alle proprie spalle l’abbazia di Santa Fede, e si giunge, dopo alcuni chilometri, all’abitato del Comune di Moransengo.

E’ un centro della Valcerrina astigiana, al confine con la Città Metropolitana di Torino e appartenente alla Diocesi di Sant’Evasio (di Casale Monferrato). La fonia del nome rivela la sua origine longobarda e nei secoli passati il suo territorio è stato fortemente legato alle vicende storiche del Marchesato del Monferrato. Successivamente venne infeeudato ad alcune famiglie dominanti il territorio di Montiglio. Ne costituiscono un elemento fondante la presenza di una antichissima via di comunicazione che da Casalborgone giungeva sino a Moransengo, nonché la sua presenza al Comune di Brozolo che in passato era un centro di certo rilievo. Il paese ha una ripartizione territoriale, che trova riscontro nei documenti storici e vede il capoluogo, oggi centro storico, la “Valle dei Nervi”, oggi diventata Valle Nervi, la regione di Gerbole e la regione di Cerretto. Il territorio è intensamente coltivato a vigneto. Il centro storico si adagia su una lunga dorsale collinare che domina la valle. Al suo ingresso si trova la parrocchiale intitolata ai Santi Agata e Vitale di fattura settecentesca, con la facciata nel caldo colore del cotto. Fuori dall’abitato, su un colle alto sorge il Castello, acquistato nel 1680 dal mercante Andrea Galiziano che poi assunse il titolo di conte. Nel 1704, in seguito all’assedio delle truppe francesi (erano i tempi della Guerra di Successione al trono di Spagna, in cui i Savoia erano impegnati al fianco delle potenze europee dell’epoca contro i franco – spagnoli e nel 1713 e nel 1714, con la pace di Utrecht e di Rastatt, portarono a casa la corona regia) i paese venne saccheggiato ed il castello incendiato. Dopo il sacco il nucleo abitativo si spostò verso l’attuale parrocchiale ed il castello subì radicali trasformazioni che lo portarono ad assumere l’attuale aspetto di residenza signorile. Il maniero, costituito da due corpi uniti ad angolo, di altezza diversa, presenta la parte più interessante nella facciata principale, preceduta da un doppio scalone. Attualmente è proprietà privata. Nel parco la chiesa di San Grato presenta un’abside la cui conformazione la fa risalire al periodo romanico anche se risulta difficile una datazione. Una interessante pubblicazione per conoscere a fondo la storia, anzi le storie collegate alla comunità del comune collinare della Valcerrina astigiana, è “Moransengo – Tra storia e memorie del tempo”, realizzato a cura di Susanna Chiesa e Piero Perdomo con il contributo del Comune, nel 2007. Un ringraziamento particolare per questa “tappa” di Valcerrina Sconosciuta va a Massimo Ghigo e Piera Sesia, rispettivamente sindaco e vice sindaco di Moransengo.

Massimo Iaretti

 

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