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A cura di Laura Goria

L’isola del libro

di ilTorinese pubblicato lunedì 7 gennaio 2019

Rubrica settimanale delle novità librarie

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John Grisham “La resa dei conti”   – Mondadori – euro 22,00

 

L’ultimo libro di Grisham è di nuovo all’altezza dei suoi primi best seller “Il rapporto Pelican” e “Il socio”. Bellissimo, avvincente, da stare col fiato sospeso fino all’ultima pagina e poi pensare…peccato che sia finito. In realtà sono tre storie correlate, architettate e scritte divinamente. Siamo nella contea di Ford nel Mississippi, a Clanton, nel 1946. Un giorno, all’improvviso, il 43enne Pete Banning – cittadino in vista, discendente di una famosa famiglia di coltivatori di cotone, eroe di guerra e fedele seguace della chiesa metodista- spalanca la porta dello studio del reverendo Dexter Bell e lo fa secco con tre colpi di pistola. Poi si consegna alla polizia. La prima parte del romanzo racconta –senza mai annoiare- il processo. Banning rifiuta di svelare la ragione del suo gesto, si dichiara non colpevole, ma rinuncia a difendersi. Accetta imperturbabile la condanna alla sedia elettrica che verrà puntualmente eseguita. Una fine orribile …e il segreto di quell’omicidio sembra calare nella fossa per sempre. Ma chi era Pete Banning? Ce lo svela la seconda parte “Il campo d’ossa” in cui Grisham racconta dapprima come Pete aveva incontrato la splendida moglie Lisa, da cui avrà i figli Joel e Stella. Poi le agghiaccianti pagine in cui viene richiamato dall’esercito nel 1941 e spedito a combattere contro i giapponesi che avevano invaso le Filippine. Qui pagine di storia si intrecciano alla vicenda privata del protagonista. Combattimenti disperati, fame, malattie, morte e orrore…e la resa all’esercito nipponico la cui crudeltà non ha limiti. Marce forzate a 40° senza acqua né cibo, decapitazioni e torture, il campo di prigionia in cui continua lo spietato “trattamento del sole” e i prigionieri che muoiono come mosche. A Pete e ai pochi superstiti tocca scavare le fosse per chi non ce l’ha fatta. Scene da fare impazzire anche i più tosti. Pete finirà per trascorrere tre interminabili anni nella giungla. Dopo la spericolata fuga dal campo si unisce a un gruppo di guerriglieri americani e filippini che ordiscono piani pericolosi per sabotare i convogli del nemico. Fino al rimpatrio di Pete che torna a casa devastato nel fisico e nell’anima. Terza ed ultima parte è quella dedicata a “Il tradimento”. E già perché mentre Pete lottava per restare vivo, a Clanton era già stato dato per morto e Liza si era ritrovata sola a mandare avanti la fattoria e crescere i figli. Pare che le sia stato di grande conforto il pastore della sua chiesa Dexter Bell che con lei passava molto tempo. Riprendere il matrimonio da dove l’avevano lasciato sembra difficile, la passione non è più la stessa e Pete a un certo punto fa internare Liza in un ospedale psichiatrico per curare un’oscura depressione. Intanto un pesante fardello è ricaduto sui giovani figli Joel e Stella. La vedova del pastore, sobillata dal viscido amante, intenta causa ai due giovani per portargli via tutto: casa, terreni, soldi, passato e futuro. Un risarcimento milionario. Di più non vi dico per non togliervi il gusto della lettura fino all’epilogo… insospettabile.

 

Tayari Jones “Un matrimonio americano” -Neri Pozza- euro 18,00

Quando si mette di mezzo un destino bastardo ecco che la vita, di colpo, vira in peggio. E’ quello che accade in questo 4° libro della scrittrice 48enne Tayari Jones, nata ad Atlanta in Georgia, “Un matrimonio americano”, che Oprah Winfrey ha incluso tra le pietre miliari del suo book club. Un romanzo che innesta una tragica vicenda privata sullo sfondo dei pregiudizi razziali e l’ineguaglianza della legge a seconda del colore della pelle. E’ l’allucinante evento che sconvolge una coppia afroamericana in cui il marito viene arrestato per un reato che non ha commesso. Roy e Celestial si sono conosciuti all’università e sono sposati da poco: lei è un’artista che crea bambole-opere d’arte; lui si atteggia a playboy e non ha grandissime aspirazioni nella vita. Una sera dopo una visita alla madre di lui i due decidono di passare la notte in un motel: qui Roy rivela un segreto a Celestial e scoppia una lite. Lui esce dalla stanza per calmarsi, incontra una signora in difficoltà per un braccio bendato e cavallerescamente l’aiuta. Peccato che nella notte lei venga violentata e punti il dito accusatorio proprio contro il giovane afroamericano. Fine della parte felice di una vita con alti e bassi ma comunque tranquilla. Inizio dell’incubo. Roy finisce in carcere e “innocente o no, la prigione ti cambia, ti fa diventare un detenuto”. Il romanzo racconta attraverso le voci e le lettere dei vari personaggi gli anni difficili in cui Roy fa i conti con la detenzione; mentre nella vita di Celestial si affaccia un certo successo e, soprattutto, diventa sempre più presente ed importante l’amico d’infanzia Andre. Ci sarà ancora un matrimonio a cui tornare dopo che le porte della prigione si sono spalancate per Roy? Scopritelo da soli e buona lettura…

 

Dacia Maraini “Corpo felice” -Rizzoli- euro 18,00

E’ illuminante e a tratti sconvolgente l’ultimo libro di Dacia Maraini il cui sottotitolo recita “Storie di donne, rivoluzioni e un figlio che se ne va”. L’accento è proprio sull’ultima parte, ovvero la traumatica esperienza di cui l’autrice non aveva ancora mai parlato così apertamente. La perdita del figlio al settimo mese di gravidanza a causa della placenta previa. E’questo il leitmotiv sotteso a tutte le pagine. “Quando ho perso mio figlio, con cui conversavo sotto le coperte e a cui raccontavo del mondo aspettando che nascesse; quando a tradimento quel bambino con cui giocavo segretamente e che già tenevo in braccio prima ancora che avesse aperto gli occhi è morto, sono stata sul punto di morire anch’io”.Ecco quello che ha segnato la vita della scrittrice che si chiede perché “..un utero caldo e accogliente doveva trasformarsi in una tomba gelata?”. Esperienza straziante. Però lei ha una forza interiore sovrumana e quel dialogo con la vita ha sempre continuato a tenerlo vivo. Così immagina i passi del figlio mai venuto al mondo, lo pensa mentre cresce e scopre il mondo, anche se solo nei suoi pensieri. In “Corpo felice” c’è tutta la caratura della Maraini, una delle più sensibili, delicate ma potenti voci della narrativa contemporanea. Qui parla anche di ribellione all’ingiustizia, anelito all’indipendenza, etica e senso della vita, anima e rapporto con Dio e la Chiesa…insomma si pone tutte le grandi domande che avvolgono l’esistenza, sonda con intelligenza e grande cultura il mistero della nascita e della morte. Ma non vorrei che pensaste a un libro triste o pesante, “Corpo felice” non è cos’; piuttosto è un grandissimo inno alla vita, scritto con ineguagliabile maestria.

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