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SPIGOLATURE DI VITA E STORIE TORINESI

Linea di confine. La rubrica della domenica

di ilTorinese pubblicato domenica 3 giugno 2018

di Pier Franco Quaglieni

Il nuovo governo e la crisi della politica – Il ginnasta, nuovo ministro della Pubblica Istruzione – Due grandi famiglie piemontesi – Costituzione ed internati militari 


Il nuovo governo e la crisi della politica 
Ho evitato di commentare fin qui la nascita faticosa, che ha raggiunto momenti di farsa, del nuovo governo giallo-verde. E’ durata mesi e c’era il rischio di scrivere giudizi che sarebbero stati smentiti dopo poche ore dai mutamenti davvero incredibili.  Non c’è da stupirsi perché lo sflilacciamento della situazione politica italiana in cui brilla l’assenza di una classe politica degna di questo nome, e gli esempli europei, Francia esclusa, dimostrano come i sistemi politici novecenteschi siano in crisi.Non mi sorprendo per un governo formato da grillini e da leghisti che riflette il voto degli italiani. Il populismo che illude il popolo di aver sempre ragione-privilegiando i diritti a scapito dei doveri- è una pianta che ormai si è radicata in Italia anche per il flusso incontrollato dell’immigrazione ed altri errori dei governi che si sono via via succeduti nell’ultimo decennio. Lo stesso Presidente della Repubblica che è stato sempre nella seconda fila democristiana, senza mai aver dimostrato capacità politiche di alto profilo, non ha brillato. Duole dirlo, ma è così, forse anche a causa di consiglieri non sempre all’altezza. Altri partiti si sono rivelati alla sbando con leader capaci, tentennanti e spesso contraddittori. Se non fossimo in condizioni storiche molto diverse, si potrebbe dire che ci troviamo di fronte ad una realtà che fa pensare alla crisi che ebbe soluzione, si fa per dire, il 28 ottobre 1922 con la marcia su Roma. Abbiamo una politica senza cultura, senza ideali e senza idee. Quasi c’è da rimpiangere l’età delle ideologie con partiti seri, magari un po’ troppo strutturati ,ma almeno in grado di funzionare. Vedremo cosa sapranno fare e cosa lasceranno fare al nuovo governo. Chi ama l’Italia spera che possa lavorare al meglio o almeno non faccia troppi danni.  Vedremo. I tempi più difficili sono incredibilmente i più interessanti soprattutto per chi li osserva non da cronista, ma da storico.

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Il ginnasta, nuovo ministro della Pubblica Istruzione
Ci fu un tempo in cui i ministri della Pubblica Istruzione erano Francesco De Sanctis, Benedetto Croce, Giovanni Gentile. In età repubblicana i ministri della P.I. degni di questo nome sono stati pochissimi. Al centro ,a destra e a sinistra i nomi scelti non sono stati all’altezza ,infatti la scuola langue, i bulli prevalgono, i professori vengono presi a schiaffi, la cultura appare desertificata. Non è il caso di fare nomi perché più o meno si equivalgono. Il progetto della” Buona scuola” è fallito miseramente e l’ultima ministra Fedeli è stata davvero ineffabile, per usare un termine gentile. Ma il nuovo ministro giallo- verde appare incredibile : laureato in scienze motorie o, come si diceva un tempo, in educazione fisica. Neppure ai tempi di Starace che voleva che tutti andassero in bicicletta e facessero ginnastica sarebbe stato pensabile un ginnasta. In quell’epoca ci fu uno dei ministri della P.I. migliori ,quel Bruno Bottai che fu uomo coltissimo. Ma il nuovo ministro è anche provveditore agli studi di Milano in carica .Un fatto che potrebbe sorprendere , mentre in effetti il ministero all’epoca di Moratti ha consentito l’accesso alla carriera dirigenziale nei provveditorati senza la prescritta laurea in Legge, come prevedeva la carriera dirigenziale anche periferica del Ministero della P.I. Il provveditore deve avere una preparazione giuridica, lo capirebbe chiunque, ma da quel momento non fu già così. Un laureato in Fisica con un passato in gruppi extraparlamentari e poi nel PCI poté diventare provveditore di Cuneo. Ma non è certo l’unico caso. Ma il problema è più grave se un laureato in Ginnastica diventa ministro. Sia chiaro, per me vale il primato della politica, ma in questo caso manca la cultura e manca anche la politica. Non vorrei che facesse rimpiangere l’assistente sociale Fedeli. Tra l’altro, si era pronunciato, a suo tempo, a favore della “buona scuola” renziana in interviste e interventi vari. 

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Due grandi famiglie piemontesi 
Sono stato a cena con un carissimo amico alla Locanda della Posta di Cavour, un luogo mitico in cui si vive immersi magicamente nel clima intatto del vecchio Piemonte. Una serata fatta di ricordi molto belli: la nostra amicizia risale alle origini del Centro “Pannunzio”.Con lui che non nomino perché ama la riservatezza, abbiamo parlato della sua famiglia materna: i conti Calleri di Sala e di quella dei suoi nonni i Cacherano di Bricherasio, due nobili famiglie che fanno onore al Piemonte. Tra i Cacherano ci fu il vincitore della battaglia dell’Assietta e uno dei fondatori della Fiat.Tra i Calleri il nonno del mio amico fu ammiraglio della R.Marina ,un suo zio fu un ufficiale di Marina perito nella II Guerra Mondiale, un altro zio Alberto patriota durante la Resistenza venne ammazzato selvaggiamente in Val Pellice dai tedeschi e venne decorato di Medaglia d’Argento. Alla notizia della sua morte, il fratello più giovane, appena diciassettenne, Edoardo, si arruola anche lui nelle file della lotta di Liberazione.  Edoardo Calleri fu, all’atto della creazione della Regioni, il primo presidente della Regione Piemonte. Era un grand’uomo. Io allora non apprezzai adeguatamente le sue qualità e con lui ebbi rapporti amichevoli, ma spesso conflittuali. E’ stato bello passare un’ora ricordando grandi italiani e grandi piemontesi che hanno onorato il Paese.Ricordo che negli anni Settanta quando tutti sfoggiavano la loro appartenenza resistenziale, Edoardo Calleri di Sala non la citava neppure nel suo curriculum. Ho capito ieri sera che quella scelta la fece anche per prendere con coraggio il posto dei due fratelli caduti.

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Costituzione ed internati militari 
Dopo una straordinaria mattina trascorsa a Moncalieri , ospite del Sindaco e dell’assessore alla Cultura Laura Pompeo-straordinaria organizzatrice di eventi-a parlare di Costituzione a 70 anni dalla sua entrata in vigore, nel pomeriggio del 2 giugno ad Albenga ho tenuto un discorso ad una manifestazione in cui è stata scoperta una lapide dedicata agli internati militari italiani in Germania, posta a fianco di quella inaugurata anni fa in onore dei deportati. La lapide l’avevo proposta qualche anno fa al Sindaco Giorgio Cangiano . Era assurdo, a mio modo di vedere, ignorare chi scelse il campo di concentramento (furono oltre 500 mila )per rimanere fedele al giuramento di soldato. Fu ad ogni effetti un’altra Resistenza, anche se, molto tardivamente gli internati che resistettero a fame, malattie, freddo, angherie e morte ,vennero equiparati ai partigiani combattenti com’era loro diritto. Anche Alessandro Natta fu internato in Germania.

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Lettere  scrivere a quaglieni@gmail.com
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Consiglio comunale disertato
Cosa pensa della maggioranza grillina e della Sindaca Appendino che non si presentano al consiglio comunale di Torino per protesta contro Mattarella che aveva stoppato il loro governo ?

                                                                                                   Giamberto Ugolini 

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Mi sembra un non senso, un assurdo istituzionale e politico. Il Presidente dovrebbe essere rispettato come istituzione fondamentale dello Stato al di là della sua persona e non fatto oggetto di tifoserie pro o contro. Anche la manifestazione davanti alla Prefettura del PD e LEU non mi è piaciuta. Ci vorrebbe più distacco e rispetto delle forme, ma pochi oggi sanno che le forme sono anche sostanza. E’ un discorso troppo difficile per gente incolta che non ha studiato e che si ostina a non studiare. La politica senza cultura , diceva Pannunzio, è quella dei faccendieri. Io aggiungerei dei pasticcioni, degli arruffoni, dei demagoghi, dei confusionari. 

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Senza piemontesi

Ho visto che nel nuovo governo ,come già nel precedente, non c’è un solo piemontese. E’ un fatto che mi indigna.Una lega tutta a trazione lombarda.
                                                                                                                        Giulio Faussone


Il Piemonte è stato trascurato da molti governi. Io non ricordo un ministro piemontese di rango dai tempi di Donat Cattin e di Goria.I tempi di Einaudi presidente della Repubblica e di Pella presidente del Consiglio sono lontanissimi. Ma, se vogliamo essere onesti con noi stessi,va detto che la classe politica piemontese,specie quella espressa il 4 marzo,è di bassissimo profilo. Il Piemonte non riesce più ad eccellere non solo nella politica. La Lega aveva un politico di rango come Cota presidente della Regione.Non ha saputo utilizzarlo se non,ai tempi di Bossi,come sottosegretario. E’ persona che aveva le qualità del ministro. Ancora prima scelsero Comino,creando sfracelli.

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