Home » Cosa succede in città » Linea di confine. La rubrica della domenica
SPIGOLATURE DI VITA E STORIE TORINESI

Linea di confine. La rubrica della domenica

di ilTorinese pubblicato domenica 27 maggio 2018

di Pier Franco Quaglieni

.

Una certa Torino comica  – Peyrano – La nuova linea della Metro – Maria Jose’ di  Savoia

***

.

Una certa Torino comica
Il 22 maggio ho partecipato all’inaugurazione di una mostra storico-documentaria a Torino, Voglio raccontare un piccolo episodio a cui non ho assistito personalmente durante la visita della mostra, ma che due amici mi hanno segnalato ,indignati per un fatto accaduto a margine dell’evento. Un artista che si crede una grande personalità, ma in effetti, in questa occasione , si è rivelato soprattutto un rancoroso e incontenibile vecchierello pieno di boria, non trovando tra le fotografie in mostra una sua immagine, è andato in escandescenze , urlando ripetutamente in modo forsennato e scomposto : ”Vergognatevi!”. Dai curatori ho poi saputo che, per puro caso, mescolato ad altre persone importanti, c’era anche il faccione del vegliardo che, tra l’altro, ha avuto anche l’arroganza di sedersi in prima fila nei posti riservati alle autorità, rivelando, fin da subito , la sua esorbitante ansia di cercare notorietà e visibilità ad ogni costo. Penoso, se non fosse stato ridicolo. In pochi minuti e’ riuscito a guastare irrimediabilmente la sua immagine pregressa. Evito di scrivere nome e cognome per rispetto alla veneranda età del “signore” che ricorre anche al turpiloquio, pur di farsi notare. Anche questi aspetti comici appartengono ad una certa Torino di oggi, una città che il sommo artista davvero rappresenta pienamente. E poi diamo sempre la colpa ai giovani…


***

Peyrano
Il “Cottolengo” è proprietario dei locali in cui viene prodotto il celebre cioccolato Peyrano. Il patrimonio immobiliare del “Cottolengo” è davvero immenso. Mai io lascerei un immobile a quella istituzione che segue criteri “commerciali” nella gestione dei beni acquisiti con i lasciti dei benefattori . Il “Cottolengo” dovrebbe evitare di esprimere una suora ai vertici di fondazioni bancarie e dovrebbe seguire criteri diversi nell’amministrare i beni ricevuti in eredità. Peyrano è un’eccellenza per Torino ,ma non solo. Chiudere i locali attraverso gli ufficiali giudiziari non è compatibile con le finalità della benemerita voluta dal santo sociale Cottolengo. Che poi Peyrano non navighi in buone acque e’ un fatto che intristisce. Un simbolo di Torino rischia di finire. Già la chiusura del negozio di corso Vittorio Emanuele era stato un brutto segno. Nella Torino di oggi  le eccellenze vacillano perché le mediocrità di moda imperversano ed hanno successo.


***

La nuova linea della Metro
Non credo che riuscirò a vedere in funzione la seconda linea della Metro torinese. Per la prima ci vollero più di 30 anche perché il sindaco Novelli improvvidamente bloccò  i lavori per un decennio. Ho esaminato  il tracciato rivisto dalla amministrazione attuale che ha aggiunto opportunamente  una fermata da Porta Nuova che collega le due linee .Resta irrisolto il vero problema la cui soluzione potrebbe significare anche un’ampia pedonalizzazione del centro: la Metro non prevede fermate nel centro cittadino. Collega altre periferie, come fa già la linea attuale. Tra l’altro l’arrivo in piazza Bengasi della Metro e’ di la’ da venire. In ogni caso due linee di metro sono un’inezia. Intere zone della città sono tagliate fuori, mentre altre sono privilegiate. Ciò accade perché due linee soltanto non bastano. A Roma ci sono fermate vicine a piazza di Spagna ,a Milano a piazza Duomo. Noi stiamo scontando i terribili ritardi accumulati nei decenni di cui sono responsabili in molti,in primis Novelli e i geniacci che hanno governato Torino dal 1975 al 1985.


***

Maria Jose’ di  Savoia
A Palazzo Cisterna ho avuto il piacere di ricordare in una conferenza molto partecipata l’ultima Regina d’Italia Maria Jose’ ,una donna controcorrente cresciuta alla corte belga ,nota per le sue aperture sociali e intellettuali. In Italia visse a disagio gli anni della dittatura fascista a cui cerco ‘ di opporsi soprattutto dopo l’alleanza sciagurata di Mussolini con Hitler. Ci sono dilettanti della storia come l’ineffabile Mimmo Franzinelli che addirittura ha raccontato di un’avventura erotica tra di lei e Mussolini. Fantasie scandalistiche incredibili, indegne di uno che vorrebbe essere uno storico, ma non è neppure un cronista. La futura Regina fece molto per cercare di far uscire l’Italia dalla guerra perduta prima del 1943. Dopo il terribile bombardamento  di Roma  del 1943  fu l’unica, insieme a Papa Pacelli ,a recare conforto a chi l’aveva subito. L’ho conosciuta. Era un ‘intellettuale, in casa Savoia,una vera eccezione .Venne a Torino  nel 1987 dopo la morte di Umberto II  perché non venne più applicata nei suoi confronti  la norma transitoria della Costituzione che prevedeva l’esilio anche per le consorti dei re sabaudi, essendo rimasta vedova nel 1983 .Un’ipocrisia tutta italiana. Fu merito dell’assessore socialista Marziano Marzano l’averla invitata. Fu attaccato in modo isterico dai comunisti per averla ospitata in Comune. Scrisse tre  importanti libri su grandi figure sabaude: Amedeo VI ,Amedeo VII, Amedeo VIII. Il primo libro ebbe la prefazione di Benedetto Croce. Sarebbe stata un’ottima Regina di una monarchia rinnovata. Il 2 giugno 1946 per la Costituente aveva votato per Saragat, il  socialista che guardava alle democrazie del Nord Europa a cui guardava anche la Regina di maggio. Umberto II ,dal canto suo, aveva scelto il socialista matteottiano Falcone Lucifero come suo ministro.

***



Lettere    scrivere a quaglieni@gmail.com

.

Una tomba in piazza Carlo Alberto
Le mando questa fotografia scattata in piazza Carlo Alberto il 21 maggio. Una tomba davanti a Palazzo Carignano dove nacque l’Italia, Un’indecenza .
                                                                                 Alberto Alberti

.
E’ la solita opera dello strano artista che dipinge di rosa le cassette delle lettere. Uno spirito bizzarro in cerca di notorietà come molti che si credono artisti e non lo sono. Dopo poche ore il manufatto venne rimosso. Non merita commenti.