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SPIGOLATURE DI VITA E STORIE TORINESI

Linea di confine. La rubrica della domenica

di ilTorinese pubblicato sabato 7 luglio 2018

Girolamo Cotroneo – Salvini illiberale – Piazza San Carlo e la massa

 

Girolamo Cotroneo
E’ mancato a Messina Girolamo Cotroneo, filosofo, professore emerito nell’ateneo siciliano, saggista con centinaia di titoli importanti, collaboratore di riviste e quotidiani.  Filosofo dal pensiero originale, si collocava nel solco del comune maestro Benedetto Croce. Fu tra i primi ad introdurre in Italia, insieme a Dario Antiseri, l’opera di Karl Popper che con la sua “società aperta” rappresentava l’antidoto al plumbeo conformismo marxista, allora predominante nella cultura italiana. Sono stato suo amico per tanti anni ed abbiamo anche condiviso dei libri, uno in particolare ,quello su Cavour e i rapporti tra Stato e Chiesa ,uscito nel 2010 nel centenario della nascita del Gran Conte. La nostra amicizia era nata attorno alla rivista napoletana “Nord e Sud” di Francesco Compagna .Era stato naturale per Cotroneo aderire al Centro “Pannunzio” nel quale ebbe un ruolo di rilievo. Era un siciliano che come Rosario Romeo si sentiva molto legato al Piemonte e al Risorgimento. Anche Croce sentiva quello stesso legame, non soltanto perché aveva sposato una torinese. Di lui mancherà la sua indipendenza di giudizio, il suo anticonformismo, la sua onestà intellettuale .Era esterrefatto per cosa stava accadendo in Italia dopo le ultime elezioni, il cui risultato considerava un segno di imbarbarimento del Paese.

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Salvini illiberale
A parte la storia personale di Salvini e la sua estrazione marcatamente di sinistra,il leader leghista sta rivelando il volto peggiore della Lega, simile, anzi peggiore a quella di Bossi degli anni ruggenti. Nel suo  parlare ed operare non c’è la consapevolezza di ricoprire un incarico delicato come quello di ministro dell’Interno ,di per se’ incompatibile con quello di segretario di partito. Basterebbe pensare al ruolo di garanzia che esercita il ministro dell’Interno durante i periodi elettorali, per comprendere l’incompatibilità evidente che balza subito all’occhio di chi ha il senso dello Stato. Se poi il segretario di partito e’ un personaggio debordante, alla esclusiva ricerca di visibilità e di clamore  mediatici, si comprende facilmente che un ruolo istituzionale mal si attaglia al leader leghista. Il valore delle istituzioni e’ quasi assente in Salvini che pensa addirittura  ad un trentennio di potere ,forse per non evocare il ventennio fascista. Le sue pose ducesche, compresi i suoi bagni in piscina , tradiscono invece un delirio di onnipotenza totalmente illiberale . Essere illiberali e’ l’elemento che accomuna  leghisti arrabbiati e grillini arroganti. Salvini e’ una mina vagante, un pericolo per la democrazia liberale  che azzera l’esperienza rispettabile  di una lega di governo del periodo berlusconiano. Ha acquisito il consenso dell’Italia più becera e volgare, quella che ha solo viscere , ha  poco cervello e nessuna cultura. Un’Italia in cui l’ignoranza viene esibita come un blasone politico attraverso cui catturare voti.Ciò detto, non posso  assolutamente associarmi alla critica di Saviano che lo definisce “ministro della malavita “,citando Salvemini  che si riferiva al grande statista Giovanni Giolitti. Saviano con i suoi toni inquisitori e la sua arroganza di santone profano  e’ infatti, a sua volta ,espressione di un altro populismo, altrettanto illiberale  e violento,quello fondato sull’anatema nei confronti di chi la pensa in modo diverso .

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Piazza San Carlo e la massa
Un amico inglese che conosce poco Torino ,qualche giorno fa mi ha chiesto se si tratta della “piazza della strage del 3 giugno”.Una domanda significativa che rivela il potenziale devastante di quella vicenda sull’immagine di Torino anche all’estero. E in effetti piazza San Carlo non è  più da tempo il salotto di Torino,ma una piazza che si caratterizza con  i molti locali chiusi o che stanno per chiudere. Prosperano gli accattoni che si sono stabilmente  accasati sotto i suoi portici e i “musicisti “ improvvisati  che suonano in piazza come neppure più a Napoli si può sentire. Un folclore ruspante che evidenzia ancora di più lo squallore della piazza. Resiste “Stratta”e il caffè San Carlo che comunque non è più quello di un quindicennio fa. Adesso anche ”Olympic” presto chiuderà . C’è chi si scandalizza per questa ennesima chiusura ,come già avvenne per Ruffatti in via  Accademia delle Scienze. In effetti quei due negozi di abbigliamento si erano già trasformati  radicalmente rispetto alle origini perché solo chi ha una certa età ricorda l’eleganza classica che essi offrivano. Il casual aveva già preso il sopravvento da anni nelle vetrine di piazza San Carlo. Una nuova Torino che non fa più uso di giacca e cravatta e giunge ad indossare le scarpe da ginnastica ad ogni ora del giorno. Già dieci anni fa vidi a passeggio, proprio in piazza San Carlo, un ex prefetto in calzoni corti. Anche questo un piccolo segno della decadenza del buon gusto che non riguarda solo Torino, ma l’intera società nel suo insieme.Lo stile si è perso per strada nel corso dei decenni e chi si ostina a vestirsi e a comportarsi in un certo modo appare un sopravvissuto. I jeans sono il capo oggi più usato e rappresentano un mondo nel quale la massa informe  trionfa e tende ad egualizzare tutti verso il basso. C’è chi addirittura parla di civiltà di massa… Qualcuno cerca di distinguersi infarcendo i suoi discorsi con qualche parola inglese orecchiata da qualche parte e magari storpia grammatica e sintassi italiana . Da un mondo così non si può pretendere che piazza San Carlo resti un salotto. Sarebbe utopistico pretenderlo.

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LETTERE  scrivere a quaglieni@gmail.com

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Morte nel sottopasso

La notizia dell’operaio di 51 anni di Rivarolo annegato nel sottopassaggio allagato mi pare allarmante. In diretta ha annunciato la sua morte alla mamma attraverso il cellulare. Io sono rimasta sconvolta.                                          Lidia Barbero
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Anch’io. La tecnologia serve ad annunciare la morte, ma non è sufficiente a salvare una vita umana. E l’alzacristalli elettrico si rivela una trappola micidiale che impedisce di uscire dall’auto. Una morte terribile. Ma soprattutto va evidenziata la carenza dei soccorsi. Giustamente il procuratore di Ivrea ha aperto un’indagine sui ritardi imperdonabili dei soccorsi. Sembra che il numero unico 112 per le emergenze riveli dei problemi invece di facilitare la rapidità degli interventi. Sono cose su cui riflettere perché potrebbe toccare a chiunque una morte così assurda e atroce. Basta un temporale.
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Indagati
Il portavoce della sindaca Appendino e’ indagato per peculato, il suo capo di gabinetto ha dovuto rassegnare le dimissioni per le pressioni fatte per far togliere  una multa ad un amico. Ma come sceglie Appendino i suoi collaboratori ?                                                                         Pier Luigi Gravello

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Bisognerebbe chiederlo ad Appendino. Evidentemente i sindaci grillini non possiedono la qualità di scegliere le persone del proprio staff. Raggi a Roma, Appendino a Torino. Forse e’ proprio l’idea di staff che non funziona perché all’interno dei comuni ci sono dipendenti qualificati da utilizzare. Vuole mettere dirigenti comunali qualificati come Cigliuti e Morelli a confronto di gente arrivata a posti di responsabilità all’improvviso? E’ l’invasione della politica, tanto più  inaccettabile per un partito che proclama l’onesta ‘ come sua massima e unica virtù .

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