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SPIGOLATURE DI VITA E STORIE TORINESI

La rubrica della domenica

di ilTorinese pubblicato lunedì 2 luglio 2018

Ivrea patrimonio dell’Unesco – Il Salone del libro – Il governo italiano a Bruxelles e gli immigrati – Losurdo, un marxista che sapeva porsi in discussione

 

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Ivrea patrimonio dell’Unesco
L’Ivrea di Adriano Olivetti con la fabbrica e gli edifici più importanti dell’era olivettiana e’ candidata   come patrimonio dell’umanità dell’Unesco .In effetti quella “città a misura d’uomo” voluta dall’utopista positivo Olivetti e’ davvero una pagina importante della storia industriale, urbanistica ed edilizia del ‘900.Il fatto che nel giro di pochi decenni sia diventata da realtà viva e operante che trainava tutto il Canavese, una testimonianza di archeologia industriale, la dice lunga anche sulla pochezza degli uomini che sono succeduti all’ingegnere di Ivrea. Oggi Ivrea e’ una città morta che vive sugli allori un passato dilapidato ed estinto.


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Il Salone del libro
Le ragioni dei dipendenti del Salone del libro e dei suoi numerosi creditori hanno pochissima importanza .L’unico obiettivo da centrare ad ogni costo e’ mettere nelle mani del Circolo dei lettori il Salone, obbligando persino alle dimissioni i suoi attuali dirigenti, pur di giungere a quella conclusione. La Fondazione per il libro aveva ben altro respiro, ma il torinese Circolo, fondato e diretto per tanti anni  dall’attuale assessore regionale alla cultura, deve ad ogni costo esercitare un ruolo che va fuori dai compiti originari. L’egemonia culturale si manifesta a Torino in due poli, quello del’900 e quello di via Bogino un’egemonia che schiaccerà ogni realtà culturale diversa. Solo la Fondazione Crt può salvare la situazione e il suo presidente Quaglia appare, con il suo operato ,in netta controtendenza.


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Il governo italiano a Bruxelles e gli immigrati
Credo che si possa parlare di un insuccesso italiano al vertice europeo di Bruxelles in materia di immigrati. Il governo ha posto il problema in modo chiassoso nello stile di Salvini, ma non ha portato a casa nessun serio impegno a farsi carico del problema da parte dei paesi della Ue. La propaganda può portare voti, ma la diplomazia italiana appare inesistente, con un ministro degli Esteri davvero evanescente. Le grida salviniane forse potranno dissuadere a qualche partenza dalla Libia ,ma nulla di più. Il viaggio di Salvini  a Tripoli si è concluso con un  quasi nulla di fatto come la missione di Conte a Bruxelles. Continua indisturbata a prevalere la politica vistosamente ostile all’Italia di Macron e quella di Merkel,tallonata dal suo ministro degli interni contrario all’accoglienza in Germania. C’è da rimpiangere Minniti che qualcosa di serio era riuscito a realizzare. La realtà è che nessuno vuole accollarmi gli immigrati. Forse neppure i profughi. La dura lezione del realismo machiavelliano prevale sulle prediche del Papa.

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Losurdo, un marxista che sapeva porsi in discussione
E’ mancato il filosofo Domenico Losurdo, un marxista critico con cui si poteva discutere. Non trovavo  a Torino un interlocutore per Ernest Nolte ,il maestro del revisionismo , accusato dal torinese Tranfaglia di negazionismo e di altre turpitudini. Losurdo venne a discutere con Nolte e fu una discussione pacata, documentata, serena anche se  i temi del marxismo e del nazismo portavano a riscaldare gli animi. Eravamo nei primi anni Duemila e Losurdo, dotato  anche di ironia, dialogò con l’illustre collega tedesco, senza acrimonia e senza faziosità . Da quell’incontro nacque un’amicizia e una stima reciproca. Se la sinistra intellettuale fosse stata formata da uomini come lui e non dai soliti tromboni sempre pronti all’indignazione,  forse la vita intellettuale sarebbe stata diversa ed anche la politica ne avrebbe tratto beneficio.  Scrisse anche cose non condivisibili sull’Urss e sulla Cina e fu un nemico giurato del pensiero liberale. Ma quella sera fu con Nolte un liberale, capace di discutere con spirito superiore, da studioso di razza.

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Lettere  scrivere a quaglieni@gmail.com

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E’ la fine del Pd?
Vedendo i risultati elettorali a Siena, Pisa e nelle altre roccaforti rosse ,compresa Ivrea, mi sembra che  le prossime elezioni regionali in Piemonte segneranno la fine politica di Chiamparino che ,dopo la batosta del Pd  di una settimana fa, ha perso la loquacità abituale. Il Pd, a parere di  Paolo Mieli, e’ un partito finito. Lei cosa ne pensa ?                                                                                 Pino Astuti

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Che il Pd sia in profonda crisi credo che  non ci siano dubbi. Che sia finito appare un’affermazione che deve trovare altre conferme proprio dalle elezioni europee e da quelle regionali del prossimo anno. Molto dipenderà dai risultati raggiunti dall’attuale governo, ammesso che arrivi fino a Natale. Siamo in un periodo di convulsioni politiche imprevedibili. Anche il centro-destra diviso ha le sue vistose  gatte da pelare. Le scelte relative alla Tav avranno un valore dirimente in Piemonte e non solo. Ormai non ci sono più salvatori della patria che possano cambiare il corso di eventi che sono tanto più grandi delle singole persone.  La sinistra ,rimasta vistosamente  indietro rispetto ai tempi e’ in uno stato comatoso in tutta Europa, non solo in Italia. Gentiloni si è proposto di creare un’alternativa, ma non ha detto su quali forze può contare. Altrettanto Calenda che fantastica di un fantomatico fronte repubblicano, non dice su quali forza può contare. Per altri versi , Salvini, a d un certo punto, dovrà scegliere tra centro-destra e Cinque stelle ,perché la politica del piede in due scarpe e’ possibile solo sui tempi brevi. Attendiamo il prossimo anno e vedremo, potremmo concludere, se non fossimo come cittadini molto preoccupati delle sorti dell’Italia e del Piemonte.

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