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Per To Colti piazza dei lettori al salone 2018

L’indipendenza fa la forza dei librai

di ilTorinese pubblicato sabato 12 maggio 2018

Botteghe ben lontane dalla spersonalizzazione delle catene; piuttosto piccoli nidi di cultura in cui il libraio è prima di tutto lettore assiduo che scopre le pagine e poi sa consigliare il libro giusto a ognuno di noi

Dopo il successo dell’anno scorso, al Salone del libro di Torino torna la “Piazza dei Lettori” dominata dalla bellissima Torre di François Confino, nel Padiglione 1. E’ gestita da “Colti” il Consorzio dei Librai Indipendenti Torinesi che hanno riunito le forze e fatto sistema contro l’omologazione e lo strapotere delle grandi catene e la concorrenza delle librerie online, come Amazon. Un pool di 23 librai (purtroppo 2 in meno dell’anno scorso, perché hanno chiuso) in schieramento compatto, intorno a una suggestiva torre di libri altamente simbolica. Una sinergia che quest’anno presenta un’iniziativa in più. E’ il “Firmacopie della Piazza dei Lettori”, un fitto programma di incontri con gli scrittori che firmeranno per voi i loro libri. Tra i tanti meeting, quelli con Francesco Recami e il suo “La clinica riposo & pace. Commedia nera n.2” (Sellerio); Daria Bignardi con “Storia della mia ansia” (Mondadori). Domenica sarà la volta di Alicia Giménez-Bartlett con “Mio caro serial killer” (Sellerio); Giuseppe Catozzella presenta “E tu splendi” (Feltrinelli); mentre per chi ama la storia l’appuntamento è con Matteo Strukul e il suo “Giacomo Casanova. La sonata dei cuori infranti” (Mondadori); e Paolo Giordano firmerà copie del suo ultimo “Divorare il cielo” (Einaudi). Altra novità del consorzio è l’iniziativa “Colti in movimento” che assembla libri e bicicletta con una road map delle piste ciclabili per raggiungere tutte le librerie del gruppo. E si perché l’idea è quella di viaggiare su 2 ruote per riappropriarsi del proprio tempo, per scorrere sulle strade come fra le pagine dei libri. E’ un’enorme area urbana fatta di piccole realtà, di librai che coltivano un rapporto strettissimo con i lettori. Botteghe ben lontane dalla spersonalizzazione delle catene; piuttosto piccoli nidi di cultura in cui il libraio è prima di tutto lettore assiduo che scopre le pagine e poi sa consigliare il libro giusto a ognuno di noi. Perché conoscono le nostre passioni e i nostri interessi, ci aprono mondi nuovi e sanno indirizzarci verso chicche di letture indimenticabili. L’obiettivo condiviso è coltivare il vizio di leggere: l’unica dipendenza che crea indipendenza.

Laura Goria

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