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PEZZO DOPO PEZZO LA CHIUSURA DELLA CITTA'

Librai addio per l’ignavia di Giunta e opposizione

di ilTorinese pubblicato mercoledì 1 agosto 2018
STORIE DI CITTA’  di Patrizio Tosetto
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Era dal 1962 che all’inizio di corso Siccardi si vendevano libri usati. Poi è arrivata l’Appendino. Kaputt. Troppo cari gli affitti richiesti.  Risultato finale è stata la chiusura.  Eppure la vostra Sindachessa si è laureata alla Bocconi e dovrebbe sapere che 150 mila euro d’affitto  sono troppi per queste attività. Confida nell’affittare ad altri ? Chissà. Vuol dire che non conosce o che volutamente ignora. Risultato finale l’abbandono con la relativa incuria. E il degrado in pieno centro. Direi un ottimo risultato. Non si incassano 70 mila euro l’ anno. Non c’è più una storica attività, punto di riferimento per molti di noi, studentelli e non. Sarà che era invidiosa di cosa succede nelle nostre periferie e vuole portare il degrado in pieno centro.O forse è invidiosa degli insuccessi della Raggi, suo vero punto di riferimento,  e la vuole emulare a tutti i costi. Sì, avete letto bene: “vostra”, perchè io abdico da cittadino di Torino. Sto troppo male nel vedere la mia città lasciata allo stato brado. Dalle grandi questioni come Tav o Olimpiadi al decoro urbano tutto peggiora. E le opposizioni? Deboli o male organizzate. Vero, tanto chiasso in consiglio comunale o sul web e qualche intervista qua e là. Poi? Nulla . Nulla sul territorio. Come la chiusura di questo piccolo ed appunto storico punto di ritrovo, una fine nel silenzio generale. Un altro piccolo mattoncino per la chiusura totale della nostra città.  Ma l’ Appendino ha dei consulenti? Sembrerebbe di no. O, per meglio dire, non ha consulenti all’altezza. Eppure la sua giunta pare ne abbia assunti più di ogni altra giunta in tutta la storia della nostra città nella cosiddetta seconda Repubblica.  Sono i misteri dei pentastellati che fanno ciò che hanno contestato ai precedenti amministratori, moltiplicando. Incontro a Porta Palazzo Ermes, titolare dell’Abc, uno dei due librai sfrattati.
Mi dispiace… Mio padre era dal 62 che vendeva libri usati. Sono tristissimo.
Scusa, Piero Fassino come si è comportato?
Ha fatto tante promesse non mantenute. Ma almeno non ci ha sfrattato.
Cosa farai?
Mi trovate su internet.
Ed io capisco che “dimettermi ” da torinese è stata una stupidaggine. Simbolica, se volete, ma pur sempre una sciocchezza. Ho ceduto alla stanchezza di vedere questa chiusura progressiva per ” bancarotta”. Stanchezza per la totale solitudine ed impotenza nell’arrestare questo declino. Non che il mio dire od agire sia cosi fondamentale o essenziale. Ma voglio ancora ” battere le strade di questa città “. Per raccontarla. Una piccolissima goccia in un mare in tempesta. Ma non lasciamo nulla di intentato. Se poi il presidente di quartiere della zona centro facesse qualcosa per i librai di corso Siccardi non sarebbe male. Un presidente del centrosinistra che si opporrebbe a questo declino. Ma questa si chiama opposizione? Caro Pd, ci sei dentro anche tu in questa ignavia. Purtroppo.
Patrizio Tosetto