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L'assessore dice che non risponde al vero il fatto che il Comune paghi un fisso di 33 milioni: alle aziende di ristorazione vengono pagati esclusivamente i pasti consumati

“Libertà di panino” e altri guai: ecco come il Comune perde tre milioni dalle mense

di ilTorinese pubblicato mercoledì 25 gennaio 2017

menseIncominciano a farsi sentire gli effetti del “panino libero”? Nelle casse comunali sono entrati 3 milioni in meno  dalle mense.  Secondo la Soris, società di riscossione,  è proprio colpa del panino da casa. Per il  “borsellino elettronico”, con cui  i genitori pagano la mensa ai figli, il mancato incasso ha fatto calare le entrate da 30 a 27 milioni di euro. Ma l’assessore alle Risorse Educative, Federica Patti, sostiene che — le minori entrate di 3 milioni sull’ anno finanziario 2016 sono dovute a diversi fattori, come il calo degli iscritti, la riduzione dei rientri, e una nuova distribuzione dell’utenza sulle fasce Isee, morosità distribuita tra mensetutte le fasce.Il panino inciderebbe solo per il 9 per cento dei mancati incassi. L’assessore afferma inoltre che non risponde al vero il fatto che il Comune paghi un fisso di 33 milioni:  alle aziende di ristorazione vengono pagati esclusivamente i pasti consumati. C’è preoccupazione per il calo di lavoro delle aziende che preparano i pasti:  la Camst aveva informato i sindacati per sollevare il problema dei possibili esuberi di personale. Intanto la questione sfocia anche nella politica. Il capogruppo di Forza Italia a Palazzo Civico, Osvaldo Napoli dice: “Fatta salva la’libertà di panino’, se il servizio mensa non fosse troppo caro e mantenesse un buon livello qualitativo, molti più genitori se ne servirebbero”.