Leon e Appendino sulla situazione del Regio

L’assessora alla cultura Francesca Paola Leon ha risposto in Consiglio comunale alla richiesta di comunicazioni sulla situazione del Teatro Regio. Leon ha ricordato che questa importante istituzione con 300 dipendenti, 122 alzate di sipario e 13 tournées nel 2016 ha ottenuto 60 punti su 250 nella classifica ministeriale da cui dipende anche la ripartizione del Fondo unico per lo spettacolo, collocandosi a metà classifica tra le istituzioni omologhe.

Nell’autunno 2017, ha spiegato Leon, il sovraintendente Walter Vergnano ha manifestato la volontà di anticipare la chiusura del suo mandato. La scoperta di un possibile squilibrio di bilancio ha accelerato questo processo con la presentazione delle dimissioni nell’aprile 2018 e la conseguente decadenza delle altre cariche.  Il possibile squilibrio di bilancio si innesta in una sofferenza finanziaria che ha varie ragioni tra cui il trasferimento di immobili nel 2011 alcuni venduti ma altri non vendibili con conseguente incremento dei fidi bancari, degli interessi passivi e dei debiti verso fornitori. Inoltre i ricavi di biglietteria non coprono i costi delle attività artistiche e nel 2017 hanno registrato un calo sensibile. In questo quadro sono state incrementate le trasferte all’estero (sette nel 2017) che però hanno generato un aggravio dei costi a carico della Fondazione. Il 18 aprile il Consiglio di indirizzo ha dunque deciso di accettare le dimissioni del Sovraintendente. Nella seduta del 24 aprile scorso la Presidente ha proposto la nomina di William Graziosi, che fino al 2017 ha diretto la Fondazione Pegolesi Spontini, a Iesi e che risponde alle caratteristiche previste dallo Statuto. Per la sua designazione la legge Bray prevede la nomina da parte del Ministro dei beni culturali su proposta del Consiglio di indirizzo e non prevede bandi. Sul nome del candidato non vi è stata unanimità di consensi ma il presidente ha deciso di procedere alla votazione per arrivare celermente alla nomina e affrontare celermente le difficoltà di bilancio. Nella stessa seduta, alla luce delle difficoltà economiche, sono state autorizzate le sole tournées a copertura totale dei costi non autorizzando con voto unanime quella negli Usa. Ringrazio il sovraintendente Vergnano, ha concluso Leon, che lascia un teatro che si colloca ai massimi livelli del Teatro d’opera in Europa. Un teatro sorretto da lavoratori partecipi che in questa fase hanno manifestato con una lettera le loro legittime preoccupazioni. Le loro istanze sono state recepite dal Consiglio di indirizzo e dalla presidenza. L’Amministrazione, per il tramite del nuovo sovraintendente, intende proporre soluzioni atte ad espandere l’attività della nostra fondazione lirica sia a livello locale che internazionale lavorando ad un modello di teatro che sia al servizio della Città e del territorio.  La sindaca, presidente della Fondazione incontrerà il prossimo 9 maggio tutte le componenti della Fondazione, compresi i lavoratori e le loro rappresentanze sindacali per informarli e individuare un percorso condiviso tra Città e Teatro Regio con il fine comune di diffondere l’arte e la cultura musicale nella nostra città e nel mondo.

Il dibattito

 

Fabrizio Ricca (Lega nord): Dai giornali emergevano ottimi rapporti tra Vergnano e la sindaca. Cosa è successo improvvisamente? Perché una persona che dichiarava di avere i conti in ordine ha deciso di andarsene? Il nuovo sovrintendente Graziosi è stato commissariato dal sindaco di Jesi. Dov’è l’esperienza internazionale richiesta? Dove sono finiti i bandi? Chi ha dato indicazioni per la scelta del sovrintendente? Come pensate di intervenire rispetto alle dimissioni di Noseda? Di tutta la questione, fino ad oggi nessuna parola da parte dell’assessora alla Cultura. Ora si parla di una decrescita del Teatro con maggiori repliche. Ma agli abbonati cosa si offre? C’è un’approssimazione che denota mancanza di competenze che rappresentano un prezzo che pagheranno il Teatro e i torinesi.

Stefano Lo Russo (Partito Democratico): Il metodo della scelta non è stato opportuno. La scelta di votare a maggioranza dimostra l’incapacità della sindaca di costruire consenso. L’attenta valutazione della sindaca”, così come l’ha definita l’assessora Leon, avrebbe dovuto essere connotata da maggiore trasparenza. Qual è stata l’attenta valutazione” nel non voler soprassedere di 24 ore sulla nomina del sovrintendente, quanto da più parti arrivava questa richiesta? E’ stata una mancanza di rispetto nei confronti di coloro che si ponevano il problema di lasciare l’Ente in mani sicure. E’ stato sbagliato il metodo, speriamo sia stato azzeccato il merito. Preoccupa l’idea di sviluppo futuro del Teatro, oggi assente, in merito a programma artistico, programmazione internazionale e sostenibilità economica.
 

Osvaldo Napoli (Forza Italia): La figuraccia l’ha fatta Noseda. Faccia il maestro al quale faccio i complimenti per questo compito, ma lasci ad altri la decisione di scegliere chi deve gestire il Teatro. Non può intervenire su scelte politiche. Si discute sulla nomina di Graziosi, persona preparata, non schierata politicamente, nomina che ha avuto il benestare del ministro Franceschini, ma non si parla del buco di bilancio di un milione 800 mila euro. Mi ha fatto piacere la disponibilità della sindaca ad incontrare le maestranze.

Francesco Tresso (Lista civica per Torino): Non entro nel merito della scelta di William Graziosi alla sovrintendenza del Regio e non mi permetto di dare dei giudizi di merito su di lui.

Ma la procedura di nomina della sua figura è stata gestita male e con una fretta inopportuna sono state prese decisioni non condivise che, di fatto, hanno decapitato il vertice dell’ente lirico torinese. Si poteva aspettare anche soltanto qualche settimana in più, se lo meritavano tutti i lavoratori del Regio che ora apprendiamo saranno coinvolti in un incontro nei prossimi giorni; un momento di confronto che si sarebbe dovuto tenere prima di formulare le scelte effettuate.

 

Massimo Giovara (M5S): Spero si collabori tutti insieme per il futuro buon andamento del teatro Regio, come nello spirito dalla mozione da me presentata qualche settimana fa. Si è parlato della fretta con la quale sono state fatte le scelte, in realtà forse noi tutti dovremo conoscere meglio il mondo della lirica italiana. E voglio rispondere al consigliere Ricca che il presunto danno economico di Graziosi al teatro Pergolesi di Jesi non è in realtà a lui attribuibile, come ha spiegato il sindaco in una lettera nella quale ha evidenziato i favorevoli risultati di bilancio dell’Ente gestito da Graziosi stesso dal 2005. Riguardo la posizione di Noseda è stato ricordato che la legge prevede che nel momento in cui decade il sovrintendente dell’Ente, decade anche il direttore. A proposito della difficile situazione economica del teatro Regio non si può non considerare la gestione uscente responsabile dell’attuale stato delle finanze dell’Ente. 

 

L’intervento della sindaca Chiara Appendino

Voglio precisare, ha detto, che sia io che l’assessora Leon non siamo intervenute nel dibattito giornalistico di questi giorni per una scelta di rispetto nei confronti del consiglio comunale e del Consiglio di indirizzo, che tornerà a riunirsi la prossima settimana. Credo che da un lato sia un segno di attenzione al Teatro l’attuale dibattito cittadino, purtroppo quando la vicenda giornalistica avvia il dibattito sui nomi, soprattutto in campo culturale, si creano schieramenti opposti e diventa difficile valutare obbiettivamente il lavoro in atto.  Mi assumo pienamente la responsabilità sul nome che ho scelto e per avere accelerato il processo. A ottobre in modo riservato assieme al Sovraintendente uscente, che ringrazio per il suo lavoro, convenimmo che dopo 19 anni di gestione, avremmo utilizzato il prossimo anno per gestire la transizione del teatro. Poi con l’emersione del potenziale squilibrio di bilancio è diventata necessaria una nuova programmazione affidata a una nuova guida. Una guida che accolga la prima delle sfide: quella dell’equilibrio finanziario dell’ente, su cui hanno inciso i trasferimenti di immobili e nel 2015 e nel 2016 la decisione di utilizzare l’anticipazione dei fondi triennali cosicché nel 2017 si è creata una difficoltà strutturale. Voglio quindi rassicurare che ho operato solo nell’interesse del Teatro Regio, che non ha subito tagli da questa Amministrazione che anzi quest’anno metterà a disposizione anche risorse aggiuntive per intervenire sul palcoscenico che ha bisogno di interventi strutturali che non sono stati attuati in precedenza.  Una seconda sfida è quella del pubblico: la situazione della biglietteria e degli incassi negli anni non è migliorata e quindi bisogna ragionare su come ampliare il pubblico. La terza sfida è riuscire a mantenere i livelli delle competenze professionali e della programmazione artistica pur con una più oculata gestione finanziaria, per questo alcune tournées sono state autorizzate e altre no. In questo momento lo sforzo del Consiglio di indirizzo e mio è per non chiudere in disavanzo il bilancio del 2017 e del 2018 perché questo è importante per il futuro del teatro e permettergli di continuare a crescere con una programmazione all’altezza del teatro.

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(foto: il Torinese)

 

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