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Le tutele della rete dallo strapotere dei colossi. Nuova normativa europea

di ilTorinese pubblicato mercoledì 12 settembre 2018

In questi giorni è in corso alla Camera dei Deputati la discussione sulla SIAE, del diritto d’autore e media. Una riforma equa in tal senso sarebbe quanto mai auspicabile, ma nel frattempo al Parlamento Europeo sarà all’ordine del giorno, a partire dal 12 settembre, una discussione, per certi versi, simile ma molto più importante che dovrebbe tutelare artisti e autori dalle manipolazione e strapotere dei colossi della rete (Facebook, google ecc). Non solo per la tutela degli internauti è in corso la petizione regionale lanciata dalla Società Italiana degli Autori ed Editori diretta ai deputati del Parlamento europeo per richiedere la modifica delle attuali leggi che regolano Internet e in particolare gli articoli riguardanti il Copyright che favoriscono sempre di più i giganti della tecnologia a scapito degli utenti “semplici” come i cittadini. La petizione è regionale, quindi rivolta ai cittadini dell’Italia Nord Occidentale.  A pochi giorni dal voto in Europa, dopo la presa di posizione di editori e giornalisti, è nata Europe for creators, movimento composto da cittadini, creativi e quasi 250 organizzazioni a sostegno della direttiva Europea per il copyright, la cosiddetta Direttiva Barnier. Il movimento ha lanciato un sito web e un account su Twitter (@EUForCreators), con l’hashtag #EuropeForCreators. Sappiamo tutti che, ora, per i colossi della rete il pagamento equo non esiste. Speriamo che dal prossimo 12 settembre lo diventi quando vengono utilizzate le loro opere. La nostra preoccupazione è che invece, come per il regolamento per la tutela della privacy, recentemente entrato in vigore, sia un modo come un altro per affossare i più piccoli mentre i colossi continueranno imperterriti. Il voto serve per aggiornare le regole sul copyright nel 21° secolo, per garantire che musicisti, artisti e chiunque produca musica e altri contenuti che ci piace vedere e condividere su piattaforme come Facebook e YouTube, ottengano un pagamento equo quando vengono utilizzate le loro opere.  Attualmente, i giganti della tecnologia raccolgono la maggior parte dei profitti.

Tommaso Lo Russo

 

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