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MUSIC TALES / LA RUBRICA MUSICALE

Le tasche piene di sassi

di ilTorinese pubblicato giovedì 18 ottobre 2018

“Se ho imparato a sorridere quando tutto va proprio male, a non piangermi addosso ed andare avanti, beh, lo devo solo a mia madre.” Nel 2011 arriva uno schiaffo, musicale, una sferzata al cuore, che ti obbliga a fare i conti con ciò che non hai più. Lorenzo Cherubini (Jovanotti) esce con un album contenente “le tasche piene di sassi” quasi a voler dire che necessita di zavorre per non raggiungere la madre che non c’è più. Cosi la vedo io. Prima di scrivere gli articoli per il Torinese ascolto la musica che mi arriva in faccia, dritta in fronte, e allora lì, in quel momento, scrivo, ecco perchè non ho un giorno preciso di pubblicazione.

Questo album del 2011 credo rappresenti al meglio l’evoluzione artistica, la maturazione umana ed autoriale di un Lorenzo che, francamente, anni prima non avevo troppo apprezzato. L’album, però, nasce in un periodo drammatico della vita di Lorenzo poichè durante la lavorazione dello stesso avviene la scomparsa della madre in seguito ad una malattia. Le canzoni, quindi, sono state scritte tra una visita in ospedale e l’altra provocando nell’artista una particolare attenzione sulla figura della madre, a cui il disco è dedicato, alla fatalità della vita ed all’impotenza dell’uomo nei confronti della morte e dell’andare del tempo. Tutto ciò rappresenta “Ora” ed in particolare il suddetto brano che è stato premiato anche con il Premio Mogol come miglior canzone, in ambito cantautorale, del 2011. Il testo rappresenta la solitudine di un adulto che si vede privato della sua guida principale e, a questo, credetemi, non si è mai veramente preparati. Quando mi ritrovai in quella situazione provai il senso più grande di una impotenza imbarazzante tanto fosse forte. Ancora più imbarazzante fu scoprire che mia madre fosse morta senza, probabilmente, aver vissuto veramente. Ha vissuto vite di altri, per compiacere, per evitare, per non ledere certi equilibri. Oggi manca moltissimo come 17 anni fa, stessa intensità, e oggi vorrei lanciarvi questo messaggio: “è veramente bello battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione. Perdere con classe e vincere osando, perchè il mondo appartiene solo a chi osa. La vita è troppo bella per essere insignificante.” Ecco la versione che ho “incontrato” stamane, buon ascolto.

Chiara De Carlo
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Chiara vi segnala i prossimi eventi… mancare sarebbe un sacrilegio!
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