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Per quanto riguarda il Piemonte il Piano sulla qualità dell’aria è in fase di Valutazione ambientale

Le Regioni del Nord siglano l’alleanza nella lotta all’inquinamento atmosferico

di ilTorinese pubblicato sabato 4 febbraio 2017

BANDIERE REGIONENuovo impulso alla mobilità sostenibile e un impegno organico per il controllo delle emissioni nocive di riscaldamento e attività agricole, il tutto attraverso  azioni di coordinamento tra le diverse Regioni. Ecco gli obiettivi emersi dal terzo tavolo tecnico fra il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, e gli assessori all’Ambiente delle Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, tenutosi  a Bologna. “Stiamo procedendo all’armonizzazione delle politiche sulla qualità dell’aria, uniformandole su diversi fronti, a partire dai piani regionali”, commenta l’assessore all’Ambiente piemontese, Alberto Valmaggia, annunciando poi che “il prossimo incontro si terrà fra un mese a Milano e vedrà i tecnici regione giuntamettere a fuoco le misure dei piani, in modo da creare una visione comune in uno scenario condizionato dal vincolo orografico della Pianura padana”. Per quanto riguarda il Piemonte il Piano sulla qualità dell’aria è in fase di Valutazione ambientale strategica. Dopo toccherà all’analisi in Conferenza regionale per l’ambiente, all’adozione da parte della Giunta e all’ esame in Consiglio regionale. Valmaggia punta all’approvazione nei prossimi mesi, per un’operatività entro l’estate. Per il ministro dell’Ambiente “la qualità dell’aria nel bacino padano negli ultimi anni è migliorata, ma la situazione resta critica e dobbiamo fare ancora di più. Nel 2016 il ministero ha investito oltre 100 milioni di euro, cui vanno sommate le singole azioni delle Regioni per la limitazione delle polveri sottili. Oggi abbiamo anche un tavolo di coordinamento fra le varie Regioni, che contribuirà a migliorare ancora di più la situazione. Per migliorare la situazione a maggio-giugno entrerà in vigore un decreto che prevede una maggior attenzione al tipo di caldaie che sono installate. Chi cambierà il riscaldamento secondo i criteri del decreto potrà arrivare a ottenere un contributo fino al 65% della spesa”.