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Parla il presidente della società monferrina Paolo Pensa

Le mete de Le Tre Rose non solo nel campo di gioco ma dell’integrazione

di ilTorinese pubblicato lunedì 10 luglio 2017

Dallo Stadio del Rugby di Casale Monferrato sino all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. La squadra interraziale, nata qualche anno fa, nell’ambito della società di rugby “Le Tre Rose e la cooperativa Senape, ha raggiunto un altro traguardo. L’idea venne dal presidente (anzi presidentissimo) Paolo Pensa che propose di insegnare il rugby a ragazzi, per lo più provenienti da Paesi dell’Africa subsahariana, presenti in città, per favorire l’integrazione. E questo esperimento ha portato ad affrontare la tematica sia con la Federazione italiana rugby, sia con il Coni. E momento significativo era stata la stretta di mano tra Pensa, alcuni dei suoi atleti ed il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al momento della visita al Parco Eternot. Ora, però, c’è un valore aggiunto. “Il docu – film “Le Tre Rose Nere” sulla squadra interraziale – spiega Paolo Pensa – realizzato da Walter Zollino, dopo essere stato edito integralmente su La Repubblica Tv il 20 giugno, in concomitanza con la Giornata mondiale del Rifugiato, è stato voluto dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e rilanciato attraverso i suoi canali. Ora, pertanto, Casale Monferrato non è più solo conosciuta per la triste vicenda dell’Eternit, ma anche per Le Tre Rose”. Il presidente della società, nata a Rosignano ma che allargandosi è poi “approdata” nella città di Sant’Evasio vuole fare un’altra puntualizzazione: “Tutto questo è stato possibile, ed è giusto e sacrosanto ricordarlo, grazie alla vecchia guardia della società, capitanata da Fabio Lifredi, che non ha abbandonato ed ha creduto in questo nuovo corso, che comunque vede un settore giovanile, la diffusione della disciplina del rugby negli istituti scolastici e adesso la prossima partenza di una squadra femminile”. Intanto, sotto l’aspetto dei regolamenti federali c’è una novità per i giocatori migranti. Sino ad ora potevano giocare in serie C con una deroga del presidente Fir: essendo stati tesserati allo stato erano “di formazione straniera”, ma adesso qualora richiesti da altra squadra diventeranno “di formazione italiana”, potendo così anche approdare a squadre di serie A o di B e “avendo in questo modo – conclude il presidente Paolo Pensa – una bella e buona opportunità di prospettiva e di miglioramento per la propria vita ed una ancora più vera integrazione. Questa è, e faccio il paragone con il nostro sport, la meta raggiunta da Le Tre Rose, che naturalmente va al di là del campo di gioco”.

Massimo Iaretti