Home » LIFESTYLE » Le bambole del piacere virtuale
non ci deve stupire che molti adulti evitino le implicazioni del dialogo e delle componenti emotive di un incontro amoroso e sessuale

Le bambole del piacere virtuale

di ilTorinese pubblicato venerdì 10 agosto 2018

Nasce a Torino il primo “bordello” italiano con bambole, che aprirà i battenti il prossimo 3 settembre nel quartiere Mirafiori Sud, ed è già stato preso d’assalto da telefonate al centralino e prenotazioni. È un’idea importata nel capoluogo torinese, ex prima capitale d’ Italia e, ancor prima, capitale della dinastia dei Savoia, da un gruppo di amici torinesi, che, in questa scelta, un po’ si discostano dal rigore e dallo stile sabaudi. Ha già preso piede, con successo in Europa, a Barcellona ed a Mosca, e  non manca neppure nella civile eprogredita Germania, dove a Dortmund il “Bordoll” è la prima casa del sesso tedesca ad essersi specializzata in “sex dolls”, offrendo ai clienti ben quattordici tipi diversi di bambole di entrambi i sessi. A Torino non si chiameranno “Sex dolls”, ma “Lumi dolls”. Però in fondo sempre di bambole si trattera‘, certo sarà un business del piacere sicuramente più igienico della prostituzione dei tradizionalibordelli, che gli artisti impressionisti parigini ritraevano nei loro quadri, ma totalmente mancante di umanità. Non credo, sinceramente, che questa sia la strada per combattere la diffusione della prostituzione, anche perché il target che si rivolgerà ad un simile prodotto sarà probabilmente diverso da quello abituato aessere cliente della prostituzione tradizionale ed anche a quello che si rivolgeva in passato alle escort, di lusso o no, e che continuerà a farlo. Semplicemente le “Lumi dolls” dimostrano, nel campo del piacere a pagamento, la sempre maggiore diffusione di una cultura basata sul virtuale più che sul reale, questo già  a partire dal sempre più dilagante uso dei dialoghi via chat o attraverso i social, che consentono alle persone di nascondersi spesso dietro ad uno schermo (cellulare, Tablet ocomputer), per evitare il peso emotivo di un incontro reale con una persona. D’altronde, in una società  in cui la pornografia è sempre più  diffusa tra gli adolescenti e spesso rappresenta per molti di loro l’unica fonte di conoscenza dei primi approcci alla sessualità, non ci deve stupire che molti adulti evitino le implicazioni del dialogo e delle componenti emotive di un incontro amoroso e sessuale, sostituendo ad una persona una bambola. Fatto molto triste, ma che non stupisce assolutamente nella società di oggi.

 

MARA MARTELLOTTA