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Regione Piemonte e Conferenza Episcopale Piemontese daranno il via congiuntamente all’indagine “Chi offre e crea lavoro in Piemonte"

Chiamparino incontra Nosiglia: “Una legge sul salario minimo garantito”

di ilTorinese pubblicato martedì 18 aprile 2017

Regione Piemonte e Conferenza Episcopale Piemontese daranno il via congiuntamente all’indagine “Chi offre e crea lavoro in Piemonte”, per delineare il quadro d’insieme del lavoro giovanile ed analizzare i profili professionali che le imprese offrono e valutare il rilievo assunto dal lavoro autonomo. Sergio Chiamparino e Cesare Nosiglia hanno siglato l’accordo che definisce i rapporti tra i due organismi. Presente  anche l’assessora regionale al Lavoro, Gianna Pentenero.

“In una società in cui il mondo del lavoro è frammentato e sempre meno stabile,  con salari più bassi, e questo non vale solo per gli outlet ma per tutto il settore dei servizi, servono regole e paletti per salvaguardare alcuni giorni di riposo. Ma soprattutto serve una legge sul salario minimo garantito. Non sono perché la domenica tutto si fermi, il lavoro che scorre su sette giorni è inevitabile. Ma servono paletti sulle condizioni minime salariali”, ha detto  il presidente della Regione Piemonte  a margine della firma dell’ accordo .

L’indagine si propone di raggiungere precisi obiettivi:
* raccogliere le informazioni offerte dalle fonti disponibili ed analizzarle per costruire una base dati attendibile utile per definire gli approfondimenti territoriali;
* realizzare per ciascun ambito territoriale ricerche puntuali per definire le tendenze legate all’evoluzione del contesto economico-sociale, considerando vari aspetti tra cui gli effetti della crisi, l’evoluzione tecnologica, la disponibilità di risorse/servizi, la strutturazione del sistema formativo, i fabbisogni delle imprese, con un’attenzione particolare agli sviluppi delle nuove professionalità ed all’evoluzione dell’Industria 4.0;
* valutare, nei vari ambiti, le ricadute occupazionali per i giovani anche attraverso l’esemplificazione di percorsi professionali, anche di lavoro autonomo o creazione d’impresa, e la definizione di profili inerenti ai fabbisogni rilevati.

I risultati saranno trasferiti all’Osservatorio sul mercato del lavoro della Regione Piemonte e dovranno evidenziare i comparti dell’economia piemontese nei quali sono maggiori le opportunità di impiego per i giovani, la profilazione delle figure professionali emergenti e innovative rilevate, l’individuazione delle figure tradizionali da valorizzare aggiornando il quadro delle competenze professionali richieste, le iniziative più diffuse e di maggior successo nel campo delle di start up e lavoro autonomo maggiormente avviate dai giovani.

“Con il coinvolgimento di competenze pubbliche e private – ha osservato  Nosiglia – vogliamo portare i giovani a specializzarsi nelle nuove professioni legate all’ambiente, alle green economy e alle tecnologie, oltre a riscoprire i mestieri artigiani. L’obiettivo di fondo è favorire l’inclusione sociale dei giovani, offrendo loro la possibilità di crearsi un percorso verso la vita adulta, potendo contare su un reddito frutto non di sussidi, ma di lavoro continuativo. Oggi si accentua il divario tra i giovani che hanno avuto risorse, capacità e meriti per qualificarsi ad alto livello e giovani che non hanno realizzato le loro capacità e rischiano l’esclusione. Ci proponiamo di colmare o quantomeno ridurre questo divario”.

Sul tema del avoro domenicale Nosiglia si è detto “pienamente solidale con i sindacati. Fatti salvi i servizi essenziali come gli ospedali e i treni, la domenica e nei giorni di festa importanti in cui si esprimono forti valori familiari non è necessario andare a fare la spesa. Così costruiamo una società che non regge, e che sta già crollando. Qui il problema è il primato dei soldi sui valori non economici, quelli umani, familiari e sociali. Non creano profitto e vengono sempre più considerati optional. Ma proprio questa cultura che mette al centro i soldi e l’individuo anziché il bene comune ci ha portati alla grande crisi che stiamo vivendo”.

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