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Magari dal caos nascerà qualcosa come l'Araba Fenice che dalle proprie ceneri risorgerà

L’autunno tiepido della politica torinese

di ilTorinese pubblicato mercoledì 29 agosto 2018
Politica e politici torinesi. Viene voglia di parafrasare il motto “ognuno per sè e Dio per Tutti”.  O più prosaicamente: si salvi chi può. Con tanta ma tanta confusione come sfondo a questo teatrino. Il Chiampa non mollando sicuramente porterà a casa qualcosa.  O una candidatura in Europa o addirittura una ricandidatura in Regione con un raggruppamento politico anomalo . La seconda opzione la vedo più dura, ma oramai tutto é possibile. Del resto solo sei mesi fa nessuno si immaginava che Salvini e Di Maio sarebbero stati alleati a Roma. Ma non tutti ci stanno nel non disturbare il manovratore. Cosi la senatrice Anna Rossomando, vicepresidente del Senato, non rinuncia a far politica attiva e rilancia la candidatura di Salizzoni che, per natura della persona, ha un determinato orizzonte politico. In altre parole rimanere all’ interno della sinistra riformista.  Mimmo Caretta che non sa che pesci prendere. Ammetto che possa chiedere qualcosa. Dietro i nomi proposte che partendo da un punto comune vogliono percorrere strade che difficilmente si incontreranno. Penso di conoscere molto bene  (apprezzandone le qualità) Anna Rossomando. Ha intorno a sè sia a Roma che  a Torino ottimi collaboratori. Le ho chiesto se ” studiava da segretario del PD “. Lei mi ha opposto un garbato e gentile silenzio. Nel suo stile di riservatezza. Fino a farmi pensare che è l’ex Ministro Orlando  a essere diventato un Rossomandiano. Una partita a scacchi. Pochi sono i pezzi rimasti sulla scacchiera. Senza che bianchi o neri abbiano voglia veramente di fare scacco matto. E poi dove li mettiamo i renziani? Hanno distrutto il Pd. Hanno ripetutamente perso le elezioni. Ma sono sempre la maggioranza. Piaccia o non piaccia. Con Davide Ricca (presidente di quartiere per caso) che si fa beccare con Giordana ex capo di gabinetto della Chiara Appendino. Incontenibile nell’apostrofare i suoi ex compagni grillini come incapaci e dilettanti. Ritorno ai vecchi amori piddini? Se vogliono completare il suicidio politico facciano pure.
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Speriamo che la nostra Chiara si sia riposata un po’. Per Lei sicuramente e poi anche per la nostra città lasciata a se stessa. Non penso che si curi molto delle esternazioni di Giordana. Forse è maggiormente preoccupata della tenuta politica della sua maggioranza.  Non tanto perché dovrebbe dimettersi. In Fondo le farebbero una cortesia come via d’uscita . Ma direi come immagine di chi per altri due anni e mezzo non sa e non può fare nulla. No Tav per modo di dire. Olimpiadi, “dai, tentiamoci senza troppa convinzione”. E poi per tentare di salvare il salvabile il rientro da Messina di Giovanni Foti architetto sempre tecnico di area di sinistra, dal PCI al Pd. Insomma, lo sfondamento in avanti di fatto del nuovo  non c’ è stato. Anche questa rivoluzione  – sicuramente mignon  -ha esaurito la sua spinta propulsiva . Ed il  vecchio Bertola scuotendo la testa continua a dire: che vi dicevo? La quasi certezza è che la nostra Chiara mollerà. La politica non è cosa per lei. Ora che anche i grillini non si possono presentare  in Val di Susa, i  no Tav sono perentori: “Anche voi Pentastellati non state bloccando nulla”. Una cosa che andava come la logistica nell’Alessandrino  è stata messa in crisi dalla tragedia di Genova. Riccardo Molinari intransigente e forte dei sondaggi detta le sue condizioni a Forza Italia o quello che ne è rimasto . E qui la candidatura di Cirio sembra d’obbligo.  Sembra, ma non é scontata. Berlusca è ancora (a fasi alterne) pimpante. E Tajani prima della tragedia di Genova venendo in Val Susa ha confermato: la Tav non si tocca. Ve lo garantisco io . Anche perché non dipende da Toninelli ma da tutta l’ Europa.  E la vedo dura per il Governo italiano chiedere alle nazioni europee di “prendersi ” gli immigrati e poi sospendere la Tav non pagando il dazio. Con Di Maio ed i suoi accoliti locali che si stanno chiedendo coda sta succedendo.  Chi meglio della Porchietto può garantire che certi processi continuino. Porchietto competente in un Italia di incompetenti non è poco. Ed il nostro Chiampa  si accontenterebbe di uno scranno a Bruxelles. Lui che incompetente non è. Lui che a Bruxelles c’è già stato. Sa le lingue e soprattutto di economia. Conosce il bisogno di soldi che abbiamo per mettere sotto controllo il nostro precario sistema viario e che non si può vivere solo di propaganda che va bene solo in campagna elettorale. Giorgetti lo ricorda a Salvini. E Riccardo Molinari è un giovane molto attento, alessandrino, piemontese e capogruppo della Lega a Roma.  Magari dal caos nascerà qualcosa come l’Araba Fenice che dalle proprie ceneri risorgerà Staremo a vedere. Con una sola sicurezza: la politica non è per  incompetenti, soprattutto ora che L Italia sta crollano. E purtroppo non è un eufemismo.
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Patrizio Tosetto
(foto: il Torinese)
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