Home » CULTURA E SPETTACOLI » L’arte emergente di “The Others” cambia casa
I NUOVI SPAZI ESPOSITIVI IN LUNGO DORA FIRENZE AL PIANO TERRA DELL'EX OSPEDALE

L’arte emergente di “The Others” cambia casa

di ilTorinese pubblicato sabato 27 agosto 2016

the_othersThe Others,  la prima fiera italiana dedicata all’arte emergente internazionale, giunta quest’anno alla sesta edizione,  lascia lo spazio dell’ex Carcere Le Nuove per spostarsi all’ex Ospedale Regina Maria Adelaide. Lo spostamento  segna un cambiamento nel carattere della fiera, che diventa così un evento itinerante, nomadico, che occuperà di volta in volta spazi anticonvenzionali, spesso in disuso, contribuendo alla riattivazione degli stessi. 

The Others ospita realtà profit e no profit che lavorano continuativamente su programmi dedicati a giovani artisti: gallerie emergenti, centri no profit, spazi espositivi, fondazioni, collettivi di artisti o curatori e artist-run spaces focalizzati sulla promozione e sullo sviluppo del panorama artistico emergente.Inoltre, collaborazioni con progetti editoriali, premi d’arte, residenze per artisti, accademie d’arte e spazi di design autoprodotto, rendono The Others una fiera con un punto di vista sull’arte a 360 gradi.

Negli anni affluenza e visibilità sono aumentate permettendo a The Others di aprirsi sempre più verso il panorama artistico internazionale. La fiera è diventata una piattaforma espositiva unica nel suo genere, nata per valorizzazione nuove energie creative. 

others3L’edizione 2016 è caratterizzata da una serie di novità mirate a rafforzare l’unicità della fiera, rendendola un evento culturale unico nel suo genere, un generatore di nuovi dialoghi, un osservatorio privilegiato sulla creatività emergente internazionale.

The Others viene dunque ospitata in Lungo Dora Firenze 87, al piano terra dell’ex Ospedale Regina Maria Adelaide, nel quartiere più trendy di Torino, a 5 minuti a piedi da Piazza Castello. L’edificio, inaugurato nel 1887, è costituito da tre corpi riuniti tra loro da passaggi coperti e comunicanti in un ampio giardino interno. Intitolato nel 1885 alla Regina Maria Adelaide, è stato centro traumatologico di eccellenza e negli anni Sessanta fu tra i primi a introdurre i servizio di rieducazione e riabilitazione. Chiuso ad Aprile del 2016, è stato concesso per la realizzazione di The Others grazie alla disponibilità e sensibilità della Città della Salute e della Scienza di Torino.

La rassegna  si muove verso un’identità aperta e multiforme. Un modello pionieristico in grado di interpretare un cambiamento culturale in pieno sviluppo, che vede gli individui cavalcare i profondi mutamenti tecnologici e comunicativi in atto. Concetti quali stabilità e sedentarietà risultano oggi sempre più obsoleti e al tempo stesso sostituiti con nuovi parametri culturali: mobilità, flessibilità, spirito di adattamento, dinamismo, eterogeneità, cosmopolitismo, contaminazione culturale, autonomia. The Others vuole fare del Nomadismo Culturale il proprio credo. Attraverso la mutabilità degli scenari sceglie di interagire con le comunità locali, dando luogo ad un flusso continuo di saperi, conoscenze e apporti creativi. 

Un programma di Performance, Video, Musica e la novità di un’unica giornata dedicata ad un Roundtable – che quest’anno toccherà proprio la tematica del Nomadismo Culturale – rendono la fiera un evento dinamico, ricco di momenti di confronto e scambio di esperienze, idee e progetti, confronti che sono attivatori di sinergie virtuose fondamentali per la crescita dell’intero sistema artistico contemporaneo.  Corpo vivo della settimana dell’arte torinese, The Others è un’occasione imperdibile per chi voglia indagare l’arte emergente contemporanea.

PROGETTI SPECIALI

The Others Exhibit: la seconda edizione di Exhibit viene riproposta quest’anno all’interno degli spazi della Fiera, nella Palestra principale del Maria Adelaide. L’esposizione vuole evocare quella che dovrebbe sempre essere la dimensione e la condizione dell’arte: senza confini. Sculture, installazioni e interventi multimediali senza limiti di formato potranno dialogare con la dimensione di ampio respiro del contenitore, forzando il limite abituale dello spazio espositivo.
The Others Performance: un programma giornaliero di performance proposte dagli espositori della Fiera e selezionate dal Comitato Curatoriale.
others2The Others Screen: all’interno di tre piccole stanze di proiezione, adiacenti una all’altra, ogni giorno si alterneranno i video presentati dagli espositori e selezionati dal Comitato Curatoriale.
The Others Roundtable: The Others inviterà alcuni importanti attori del sistema dell’arte emergente a discutere sul tema del Nomadismo Culturale, il tutto durante un’unica giornata. 

COME PARTECIPARE

L’ammissione è riservata a realtà profit e non profit che lavorano continuativamente su programmi dedicati a giovani artisti: gallerie emergenti, centri non profit, spazi espositivi, fondazioni, associazioni, collettivi di artisti o curatori e artist-run spaces focalizzati sulla promozione e sullo sviluppo del panorama artistico emergente.
Gli espositori devono presentare un progetto curatoriale che può comprendere al massimo la presenza di tre artisti, con un titolo e un testo relativo. Sulla base di questa proposta avverrà la selezione alla partecipazione dal parte del Comitato Curatoriale.
L’application sarà on-line all’indirizzo www.theothersfair.com/#come-partecipare a partire dal 1 settembre 2016. 

Gli espositori potranno presentare, senza alcun costo aggiuntivo, una proposta curatoriale per i progetti speciali: Performace, Screen ed Exhibit. I primi due sono dedicati alla performance e al video mentre il terzo è dedicato alla nuova edizione di Exhibit, riproposta all’interno della Fiera, nel grande spazio della Palestra principale. Una mostra realizzata con opere senza limiti di formato selezionate dal Comitato Curatoriale fra quelle proposte dagli espositori: sculture, installazioni e interventi multimediali che potranno dialogare con la dimensione di ampio respiro offerte dal contenitore. La proposta potrà comprendere opere installative di qualsiasi forma, linguaggio e materiale, che non prevedano l’uso di pareti e non richiedano illuminazione puntuale.

(foto: il Torinese)