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PIEMONTE O LOMBARDIA?

L’arte d’inventarsi i problemi

di ilTorinese pubblicato sabato 3 febbraio 2018

La parola secessione, che dovrebbe significare, “distacco di un gruppo da un complesso politico”, di solito interpretabile come ribellione al potere costituito, sembra essere tornata prepotentemente di moda.

Qualcuno la chiama semplicemente “passaggio” : quella dell’Aventino, adottata come rivolta della plebe romana al potere costituito, qualche secolo prima di Cristo, aveva un altro significato.

“….che sognano la secessione da Torino e l’approdo alla più amata e vicina Lombardia” scrive oggi (poche settimane fa) un noto quotidiano ; ma siete fuori? Accendete il cervello prima di scrivere!

I canoni idrici, di cui i fautori del passaggio si riempiono la bocca (e non le tasche), sapete cosa sono? In Italia, il gestore di un impianto idroelettrico (come L’ENEL, ma anche privati) deve corrispondere un’imposta agli enti pubblici locali (Comuni, Province e Regioni interessate), i cosiddetti canoni idrici, per la concessione e lo sfruttamento di acque pubbliche con lo scopo di produrre di energia elettrica. Nel VCO le Centrali elettriche, grandi o piccole, sono tante e la Regione Piemonte reinveste i proventi di questi canoni idrici per vari scopi, che non ritornano necessariamente tutti alla nostra provincia. Se così invece fosse, pensate di arricchirvi?

Milano è più vicina di Torino, dicono alcuni di questi verbanesi benpensanti. In auto, ci vuole un’ora e mezza, mediamente, per andare a Milano, partendo da Verbania; un’ora e 3 quarti per andare a Torino. Se fate tardi, è colpa delle code, non dell’ubicazione dei due capoluoghi citati! E in treno? Se non azzeccate orari e coincidenze, non si sa quando s’arriva : ammesso che, dopo la secessione, ci sia una forte variazione verso i due capoluoghi. Ma allora, volete prenderci per il …. in giro?

Ma qualcuno insiste “ci si impiega molto meno!”: forse ‘sto qualcuno non ha la patente, non sa usare il pc per guardare i percorsi stradali o più semplicemente “u ver la buca e fò parol”, un’abitudine del resto molto diffusa, quasi una malattia, da parte di uomini, specialmente politici, anche nella nostra provincia, quella chiamata VERBANIA oppure anche VCO = Verbano Cusio Ossola.

Quand’ anche fosse che ci si impieghi meno per andare a Milano, cosa ci vado a fare a Milano ? Se devo andare a Torino, ci andrò anche dopo l’annessione alla Lombardia, che m’importa ? Quei 4 gatti che dovranno cambiar meta per un eventuale “cambio di regione di appartenenza ” andranno a Milano, guadagnando 20 – 30 minuti di viaggio! Embè!!

E noi dovremmo indire un referendum, pagarne pure le spese non indifferenti, per accontentare delle persone che non sanno quello che dicono?

La soluzione, per soddisfare anche loro, c’è, ed è piuttosto semplice: vogliono appartenere alla Lombardia? Basta trovare loro una casa nella regione agognata; vogliono stare a Laveno, sulla sponda magra: troviamo una sistemazione con vista lago, vista sulle loro stesse origini. Vogliono abitare in Brianza ed arrivare a Milano in un baleno ? Proviamo a cercare qualcuno di Monza che vorrebbe abitare sul nostro lago (di qua !), facciamo lo scambio casa in modo da accontentare entrambi, con eventuale conguaglio; vuoi vedere che non riusciremmo ad accontentare tutti quelli di là del lago? Ma allora “cui prodest ?” Se avete solo tempo da perdere, cari politici o presunti tali, state a casa !

Ops, già… ma da che parte del Lago?

Elio Motella

 

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