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L’amore disincantato

di ilTorinese pubblicato martedì 10 luglio 2018
 
MUSIC TALES Stamane sceglievo i brani da presentare nel mio prossimo concerto; sono 29 anni che canto, canzoni ne conosco a valanghe ma ci sono quei brani che non mi stanco mai di interpretare. Sarà che io l’amore l’ho vissuto in parecchie delle sue sfaccettature, sarà che sono perennemente innamorata e perennemente illusa che quel principe, anche se un po’ sbiadito, possa esistere…non so per cosa mai ma Via con me è un brano che mi piace sempre, in tutti i suoi rifacimenti. Siamo negli anni ’80, e, a consacrare il successo del polistrumentista e cantautore Paolo Conte, fu una canzone su tutte, proprio Via Con me che venne registrata nello studio Format di Torino, e inserita in “Paris Milonga”, l’album che ha riscosso maggiori consensi tra il pubblico e la critica. Stiamo parlando di un brano caro al suo autore almeno quanto a chi l’ha consumato all’inverosimile per colonne sonore pubblicitarie, films italiani, inglesi americani o tedeschi; lo stesso Conte si meravigliò, in un’intervista, del successo di un brano all’apparenza molto semplice, ma dai contenuti importanti, a mio parere. Di una bellezza disarmante uno di quei brani che io definisco “descrittivo” poiché profumato, fatto di immagini evocative oltre che di suoni raffinatissimi.Vieni via con me” è un’invocazione d’amore, ma nello stesso tempo un invito al distacco. Dai luoghi e dalle persone del passato. Dai sentimenti ad essi legati. Dal grigiore dell’anima. L’introspezione nostalgica del pezzo, eseguito magistralmente al pianoforte, dopo la prima strofa  prende a muoversi su note dal sapore tetro. La voce di Conte si fa sempre più spigolosa e struggente, fino a rendere anche il testo profondamente enigmatico. La fuga verso una possibile felicità si rivela presto incerta, e il rischio di smarrirsi nell’oscurità rende tutto precario, debole, esposto ai cambiamenti emotivi. La scena si popola di altre presenze, minando ulteriormente la stabilità del viaggio iniziato in due. Ma il ritornello continua a reiterare un paradossale: “It’s wonderful, it’s wonderful, it’s wonderful”.Sul finire del brano, il senso di protezione dell’amato supera le insensatezze e le prove del destino. Vi invito ad ascoltarla anche nella versione di Chiara Civello, perchè è piacevolissima.
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Chiara De Carlo

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Chiara vi segnala gli eventi da lei scelti per la settimana…mancare sarebbe un sacrilegio!
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