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ingiustificabile chi cerca di trovare una qualche ragione alla pura bestialità di cui fu vittima Giuseppina

La violenza non si giustifica con l’uso politico della storia

di ilTorinese pubblicato giovedì 21 settembre 2017

di Pier Franco Quaglieni

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Il mio articolo sul caso della tredicenne savonese violentata e uccisa da partigiani comunisti ha suscitato grande interesse e dibattito.E’ stato ampiamente ripreso sui social.

(http://www.iltorinese.it/il-fanatismo-non-perdona-la-ragazzina-fascista/) C’è chi ha consentito e chi legittimamente ha dissentito. La reazione e’ stata la cartina di tornasole dello spirito tollerante o intollerante di tanti lettori. Ho ringraziato sui social chi mi  ha espresso solidarietà e ho manifestato rispetto per i dissenzienti. Io sono sempre stato e resto un liberale che ritiene la diversità delle idee un fatto positivo perché dal confronto nascono nuove verità . Magari qualche aggettivo potevo anche risparmiarmelo,ma la tesi di fondo dell’articolo  è sacrosanta. Diventa infatti  ingiustificabile chi cerca di trovare una qualche ragione alla pura bestialità di cui fu vittima Giuseppina.L’uso,anzi l’abuso, della storia per fini politici e’ intollerabile. Ci sono azioni che non possono essere contestualizzate,ma vanno condannate di per se’. E’ una questione di civiltà su cui non si può transigere. In ogni caso contestualizzare non può mai significare giustificare.Lo stupro su una ragazzina tredicenne e’ doppiamente abominevole, a prescindere da qualsivoglia questione politica. L’articolo con ogni probabilità mi  ha provocato la revoca di un invito a parlare in un’occasione importante. L’ho capito dal  forte imbarazzo che ho colto in una telefonata . Mi capito’ senza una ragione, a Savona ,lo scorso 25 aprile di essere discriminato dai faziosi e di non essere difeso da chi dice di essere liberale,ma non lo è affatto.Oggi la discriminazione nei miei confronti  ha  almeno una motivazione .La spirale dell’odio purtroppo  in Italia non si ferma mai e diventa anche la spirale della ritorsione meschina.Me lo disse tanti anni fa il savonese Gianni Baget Bozzo che sostenne, già negli Anni 50,lui giovanissimo  partigiano,che si dovesse spezzare quella spirale dopo aver riconquistato la libertà e la democrazia. Mi cito’ Ennio Flaiano ,dicendo che i fascisti si distinguono in due categorie,i fascisti e gli antifascisti.Sono fiero di aver difeso la Causa della tredicenne stuprata a Savona.E sento una qualche pietà per i faziosi e i pavidi che- quasi sicuramente – me  l’hanno voluta far pagare. Sono curioso di vedere da chi verrò sostituito.Il clima di questo nuovo autunno caldo 2017 e’ davvero velenoso ,ma chi ha vissuto quello del 1969  non si lascia certo intimidire.

 

quaglieni@gmail.com

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