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LA UISP E’ VICINA A DAISY OSAKUE

di ilTorinese pubblicato martedì 31 luglio 2018

Hanno fatto del male a un mio compagno di squadra, ad un’atleta  dell’altra squadra, ad un’atleta di un’altra nazione, non importa di  dove, avete colpito tutti noi, perchè lo sport è contro la violenza e il  razzismo, ed è per il rispetto di tutti, indistintamente. Siamo vicini a Daisy Osakue, che ha iniziato a praticare sport in una  delle società della nostra città. Tante sono affiliate Uisp, che ogni  giorno lavorano per progetti di sport per i diritti, l’inclusione, la solidarietà, contro ogni forma di violenza. Ai suoi aggressori dedichiamo questa storia. James Owens, detto Jesse, era quell’americano nero, che volava come  avesse le ali, aveva 23 anni. Luz (Ludwig) Long, tedesco, occhi azzurri, biondo con il ciuffo a onda,  la pelle bianca. Era l’orgoglio di Hitler, uno dei motivi di orgoglio, ma solo fino a  quel giorno. Dopo no, perchè quell’atleta aveva un difetto imperdonabile: era  vaccinato contro il razzismo. Proprio in quelle Olimpiadi del ‘36 nella Berlino nazista che avrebbe  dovuto celebrare la superiorità della razza bianca e sotto gli occhi  furenti del Fuhrer, il bianco e il nero, parlavano tra loro da amici.  E poi il podio, in cima al primo posto il nero che aveva fatto un salto  in lungo come nessuno era mai riuscito a fare prima. E dietro di lui al secondo posto quel tedesco con il braccio teso, ma  teso poco e senza convinzione. Le ambizioni di Hitler furono umiliate da quel nero e dal quel bianco,  perchè dimostrarono di non saper essere nemici, nonostante le differenze  che li dividevano. E rimasero amici tutta la vita. E fu quell’amicizia a dimostrare come il regime fosse fragile e quanto lo sport sa essere libero e forte.


Ufficio Comunicazione
UISP