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Si tratta di scempi disumani prodotti in un sistema democratico. Nelle dittature erano voluti e programmati. Nelle democrazie tollerati

La storia infinita del Moi

di ilTorinese pubblicato sabato 21 aprile 2018
STORIE DI CITTA’ di Patrizio Tosetto

Torino ha un non invidiabile primato: il Moi é la più grande occupazione di stranieri clandestini di tutta Europa. Avete letto bene. di tutta Europa. Non accettandolo e credendolo ho verificato. Proprio così. Si stima più grande anche dell’analogo problema di Calais in Francia. E’ una immane tragedia con vaghe similitudini – addirittura – con i campi di concentramento nazista o i gulag sovietici. Si tratta di scempi disumani prodotti in un sistema democratico. Nelle dittature erano voluti e programmati. Nelle democrazie tollerati,  e attraverso la tolleranza di fatto incentivati. Un fenomeno che, come un mostro, si “libera” di chi vorrebbe controllarlo “mangiandosi” tutto ciò che lo circonda. Un cancro per chi ci abita e per tutta la città. Prima domanda: ma non era cominciata l’evacuazione? Sì, ma non terminata e la criticità si é ripresentata. Le cantine sono state rioccupate. Si dice che siano ottocento persone. Ma nessuno può esserne sicuro, perché è terra di nessuno. Non c’ é Stato. E si suppone che il sopruso la faccia da padrone. Chi doveva sovrintendere il progressivo ricollocamento degli occupati è stato minacciato impedendogli di finire il suo lavoro. Tutti o quasi tutti clandestini e i soliti anarcoidi sobillatori. Dopo i cinque casi di Tbc è comprensibile la Prevedibile la forte  preoccupazione tra i residenti della zona degli  ex mercatoti generali. Istituzioni pubbliche? Dopo i proclami sono totalmente assenti. Presidente e consiglieri di quartiere sono lasciati soli nella gestione dell’ emergenza. Non e credibile in una o due giornate ipotizzare lo sgombero. Ma pure non é credibile non fare. Bisogna iniziare lo sgombero e progressivamente finirlo, è inutile cercare il consenso dei occupanti. Mi sembra una questione simile allo  smantellamento dei campi rom. Una settima fa in via San Benigno,  barriera di Milano. Tante parole ma un nulla di fatto. Assessori competenti che accusavano il governo di non intervenire. Cittadini esasperati da furti ed inquinamento. Solo parole che nascondono inerzia. Inerzia linfa vitale per questo male che si sta mangiando tutto e tutti.