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Devecchi si concentra nei supermercati davanti agli scaffali dei prodotti alimentari

“La spesa del commissario”, un giallo tra i laghi del nord del Piemonte

di ilTorinese pubblicato martedì 22 agosto 2017

L’ambiente è quello di una provincia del nord-ovest d’Italia, la più a nord del Piemonte, stretta fra laghi e montagne. E’ questo lo sfondo naturale delle cinque indagini del commissario di polizia giudiziaria Arturo Devecchi, protagonista de “La spesa del commissario” (Lampi di stampa) il giallo tendente al noir di Matteo Severgnini. Come il suo autore –  cusiano di Omegna – anche Devecchi vive sul lago d’Orta. E’ un uomo tranquillo, con dei valori saldi e dai metodi investigativi un po’ anticonvenzionali , che mal sopporta la realtà che lo circonda. Le miserie indotte dalla crisi che morde una realtà un tempo operosa – la terra delle pentole a pressione e delle caffettiere – e il grumo di rancori, violenze e anche soprusi di una politica che si fa sempre più potere e arroganza,  lo indignano terribilmente. Così, in un ambiente di una bellezza da lasciare senza fiato come quello della terra tra una sponda e l’altra dei laghi, la piemontese del Maggiore a quella dell’Orta, il commissario nato dalla penna di Severgnini opera, indagando. Se al celebre Maigret di Simenon le riflessioni venivano aiutate dai lauti pranzi, da boccali di ottima e fresca birra oltre che dall’immancabile fumo della pipa, Devecchi si concentra nei supermercati, davanti agli scaffali dei prodotti alimentari, spingendo e riempiendo il suo carrello. Ne I giorni della Merla – gli ultimi di gennaio, i più freddi dell’anno –  il ritrovamento del cadavere di una donna sul treno, apre scenari in cui la ricerca della verità non è sufficiente. Il mal di denti del procuratore è una storia che si snoda tra questioni sociali e nuove tecnologie. Ne L’incontro, la crisi economica porta un giovane disoccupato orgoglioso e disposto a tutto, anche a cacciarsi nei guai, pur di mantenere la sua famiglia. In Fiori freschi di campo avviene un crimine che possiamo definire molto umano. Un delitto senza sangue, un’indagine che procede con lievità dentro un dolore pesante. Le orecchie del cavallo, è la storia di una ricerca esasperata di ricchezza che porta a rapporti sentimentali aridi e pericolosi. In ogni caso, il profilo del commissario di Polizia giudiziaria Arturo Devecchi emerge con grande umanità e, nella sua prefazione, Carlo Lucarelli sostiene che seppure si tratti di un personaggio letterario “potremmo davvero trovarlo anche nella provincia che abitiamo, tra i banchi di un supermercato, mentre spingiamo il carrello per fare la spesa…”. Matteo Severgini, un tempo libraio, giornalista e scrittore – con i suoi racconti ha partecipato a numerose antologie – è anche autore radiofonico presso la Radio Televisione Svizzera.

Marco Travaglini