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Il grande basket visto dal campo

La situazione della FIAT Torino basket

di ilTorinese pubblicato martedì 13 novembre 2018

Nei momenti di difficoltà escono le vere caratteristiche di chiunque. E quando i momenti di difficoltà “esagerano”, non perdere la capacità di condurre il vascello in mezzo ai perigli di un oceano in burrasca è capacità solo dei migliori capitani

Analizzando la stagione in maniera oggettiva e non solamente dal punto di vista degli “umori” altalenanti di chi vorrebbe correttamente vedere solo vincere la propria squadra, è difficile non riscontrare una buona dose di avversità non volute che avrebbero abbattuto un gigante corazzato.Partendo fin dall’inizio, il primo infortunato è il playmaker titolare della stagione Tra Holder che si trova senza una spalla. Con gli arrivi scaglionati dei giocatori, probabilmente l’impiego di Carlos Delfino ha procurato degli affaticamenti tali che ha pagato con diverse giornate di riposo in panchina; Mc Adoo è al secondo infortunio grave alla caviglia che già aveva pregiudicato la preparazione e che ora lo terrà fermo un altro mese. Cotton, che stava andando alla grande si è ritrovato con uno strappo al “polpaccio” che richiede lunga degenza, e l’ormai noto “caso” Okeke fa sì che il giovane talento sia in attesa di un probabile ritorno nel 2019. Anche Marco Cusin purtroppo paga dazio con problemi muscolari ed è restato ai box per match importanti. Già detto in altri momenti del caso Stojanovic, che forse dovrebbe far riflettere sui giovani che non amano impegnarsi duramente per raggiungere i propri obiettivi, si può dire che la colpa di tale situazione sia poco imputabile alla società, che ha dovuto anche far fronte ad un “infortunio” del Coach Larry Brown che la ha privata della sua guida nel momento topico di inizio stagione. Quale squadra è la FIAT Torino Auxilium basket, in questo momento? E’ un cantiere in evoluzione e, nonostante tutto, la società si adopera per avere fin da subito, con notevoli sforzi economici (anche perché i giocatori fermi non sono ovviamente e giustamente senza stipendio) dei giocatori nuovi anche solo per poter eseguire allenamenti adeguati. Marco Portannese e Mam Jaiteh sono solo i primi di un momento di rinforzo in situazione di emergenza assoluta. Avere tifosi che tifano contro o ragionamenti di mancanza di programmazione aziendali sono solo pretestuosi momenti di antichi rancori o mancanza di lucidità intellettuale. Certo, in un popolo come quello italiano in cui metà saprebbe come mettere a posto le finanze dello stato e l’altra è Commissario Tecnico di ogni tipo di nazionale e club sportivo è difficile non incontrare le critiche. Ma si sa, a sparlare e a criticare non siamo secondi a nessuno, ma a fare e metterci la faccia sono sempre i soliti noti. Ed è a questi “noti” che bisogna tendere una mano e un grazie, anche se tutto sembra facile ai giocatori da Playstation e ai manager di Monopoli, perché tenere in piedi un castello complesso come una società di serie A del secondo sport nazionale non è proprio un gioco. E a tutti coloro che a qualsiasi livello se ne occupano, risulta offensiva la critica di chi poco fa o nulla ha fatto ma tanto sa perché da tanto osserva…e “qualcosa ha giocato”. L’Auxilium pallacanestro Torino è un miraggio in mezzo al deserto che si è concretizzato solo grazie al contributo di decine di piccole formiche che un pezzo dopo l’altro hanno messo in piedi una realtà che combatte da anni ad alto livello e che ha già prodotto diverse soddisfazioni che già molti dimenticano. Nel più puro spirito sportivo ha sempre elegantemente coperto, assumendosene le colpe, situazioni non purtroppo ascrivibili a se stessa pur di garantire spettacolo alla piazza di Torino. A tutte queste persone, che ai più non dicono nulla perché sono nell’ombra, dovrebbe essere fornito l’appoggio morale dei veri tifosi, che possono essere tristi perché hanno perso, ma non delusi, perché la società sta lavorando ogni ora contro ogni avversità presente e futura. Chi ha coraggio guarda avanti , e chi non ne ha, come raccontava il cantautore, narra ai presenti che lui avrebbe fatto, avrebbe potuto…ma poi sai, la vita…il destino…l’infortunio… . La FIAT Torino non ha ancora mostrato il suo vero volto: la pazienza è la virtù dei forti ma la volontà e la virtù di chi vuole vincere. La volontà sta nei fatti e la società di fronte ai tanti infortuni (che dovranno poi essere analizzati al meglio per evitare ulteriori “ricadute”) ha risposto presente. E’ chiaro che anche a me avrebbe fatto piacere trovare nel roster Lebron James e Stephen Curry… ma non è proprio facile…, ma semplice non è la gestione finanziaria di una società di questo livello, e i rinforzi sono comunque frutto di sacrifici personali tra la gestione e il main sponsor Fiat. Siamo in credito con la sorte da diverso tempo: è ora che tutti insieme cerchiamo di sostenere la società (dal magazziniere alla segreteria, dagli addetti stampa ai dirigenti, dai giocatori alla proprietà), perché lo meritano loro, la città e tutto il mondo del basket che adora lo spettacolo. E, appena pronti, siamo certi che ripresi tutti in maniera “salutistica” adeguata, avremo quella squadra forte e tanto sognata che potrà darci tante soddisfazioni. GO AUX!

Paolo Michieletto

 

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