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SPIGOLATURE DI VITA E STORIE TORINESI

La rubrica della domenica

di ilTorinese pubblicato domenica 9 settembre 2018
Il Pd e il suo rinnovamento – Sempre e solo Vittorio Emanuele III – La Lega forcaiola diventa garantista
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Il Pd e il suo rinnovamento 
C’è chi pensa che Sergio Chiamparino debba essere candidato per la seconda volta alla presidenza della Regione Piemonte e chi pensa che solo lui,settantenne,possa guidare il rinnovamento.  Non entro nel merito di un dibattito che non mi entusiasma. Voglio solo notare che da tutta la sua Giunta non è emerso ,in cinque anni di governo, un suo potenziale successore. Un dato di fatto che dovrebbe far riflettere. L’unico che è emerso in questa legislatura e’ l’attuale presidente del Consiglio Regionale Boeti per dieci anni sindaco di Rivoli. Un’altra figura che meriterebbe più attenzione e’ la colta Laura Pompeo ,assessore a Moncalieri , che lavora molto seriamente in silenzio, al contrario della scalpitante ex vice sindaco di Settimo , soprattutto alla ricerca di un’ effimera notorietà mediatica. 
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Sempre e solo Vittorio Emanuele III
Con l’8 settembre ritorna sempre l’accusa nei confronti di Vittorio Emanuele III di essere fuggito da Roma. Certo, fu un trasferimento frettoloso e disordinato a Brindisi ,in territorio non occupato né da tedeschi né da angloamericani. Sarebbe stato meglio che il re e il governo restassero nelle mani di Hitler ? La domanda è quanto meno lecita. Pochi ricordano le responsabilità di Badoglio e delle alte gerarchie militari ,parlando solo e sempre del re che pure fu anche il re di Peschiera, oltre che di Pescara. E non va mai dimenticato che quella “fuga” consentì  la continuità dello Stato e permise che nel Regno del Sud si ricostruisse un esercito italiano cobelligerante .Sono riflessioni che nessuno storico serio oggi metterebbe in discussione.Se certi improvvisati “storici” capissero che la storia non è mai giustiziera ma sempre giustificatrice, come scriveva Croce,avremmo fatto qualche passo avanti. La storia è sempre un intrico complesso e difficile da capire e non si addice ai manichei che ragionano per partito preso e per luoghi comuni.
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La Lega forcaiola diventa garantista 
E’ difficile dimenticare quella scena giacobina ed eversiva del 1993 quando i parlamentari della Lega esibirono nell’aula del Parlamento il cappio di una forca. Era la Lega che solidarizzava con Di Pietro e voleva una giustizia sommaria di piazza. Oggi che Salvini è indagato, la Lega attacca i giudici ,servendosi di un ragionamento incredibile: gli eletti sarebbero” legibus soluti”, mentre in particolare un ministro deve agire nel rispetto delle leggi dello Stato ,specie se è ministro dell’Interno. Non entro nel merito della questione giudiziaria su cui ciascuno ha diritto di esprimere il proprio parere, ma ritengo doveroso richiamare il rispetto della separazione liberale dei poteri teorizzata da Montesquieu .Il potere esecutivo e l’ordine giudiziario sono realtà diverse che esercitano funzioni diverse. E in questo caso con l’esibizione mediatica dell’avviso di garanzia il ministro Salvini non ha dimostrato di saper rispettare quell’ irrinunciabile principio giuridico alla base di ogni civiltà liberale. Un discorso a se’ meriterebbero i 49 milioni di euro di contributi che la Lega, piaccia o non piaccia, deve restituire allo Stato. La Lega non si costituì neppure parte civile nei confronti di Bossi condannato per l’uso molto disinvolto di quei fondi.  Nel 1993 il Partito liberale, tradendo la sua storia, si sciolse in maniera ignominiosa per non pagare i debiti malgrado fosse in vigore il finanziamento pubblico dei partiti a cui il Pli si oppose e che poi decise di accettare come tutti gli altri partiti . Un precedente grave non per la democrazia, ma per quegli ometti che sotterrarono le insegne del partito che fece l’Italia, per una questione di quattrini che non seppero e non vollero affrontare.
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Lettere       scrivere a quaglieni@gmail.com
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I vaccini e i grillini
Cosa pensa della questione dei vaccini ? Gli ultimi episodi dimostrano che i grillini sul tema sono piuttosto confusi .      Ettore Di Vico
Sono per le vaccinazioni obbligatorie a tutela dei bambini e della società nel suo insieme . Le tesi no vax appaiono ridicole. Il primato della scienza sugli improvvisatori va ribadito con fermezza. Il fatto poi di aver cambiato idea nel giro di poche ore, prima facendo dietrofront sui vaccini, poi tornando alle vecchie posizioni è sconcertante e rivela tutta l’immaturità di chi ci governa. 
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Bambole sexy
Qual è la sua opinione sulla casa di tolleranza torinese in cui si possono avere rapporti sessuali con bambole in silicone ? A me come donna sembra una cosa aberrante.        Luisella Ferro 
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Anche a me sembra aberrante. E’ lo stadio ultimo della donna-oggetto. E rivela un mondo maschile davvero psicologicamente terrificante, pur non volendo dare giudizi etici sulla vita privata degli altri su temi sessuali. Bisognerebbe anche affrontare il tema delle donne vere che vengono sfruttate ai fini della prostituzione , un tema che la società permissiva di oggi non considera più. Se lo considerassimo, vedremmo che le bambole in fondo diventano secondarie .  In ogni caso perché solo bambole e non anche bamboli?   La nuova casa di tolleranza è comunque un primato torinese che non fa onore alla nostra città.
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Lettori e letture
Ho letto che l’ultimo libro di Camilleri, da 13 settimane in testa alle classifiche giornalistiche, ha venduto appena 6 mila copie. Il  giornalista lo attribuisce al fatto che gli italiani si sono imbarbariti e non leggono più . Cosa ne pensa?            Gina Banchio
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Forse Camilleri con il suo Montalbano ha stancato un po’, al di là dei successi televisivi. Ma forse sono proprio i supplementi letterari dei giornali a non essere più letti. Sono fatti sempre peggio, sempre con le stesse firme, sempre con gli stessi nomi. Mai un’apertura al nuovo, ma solo sempre attenzione ai libri degli amici.  Non si contribuisce  così a stimolare la lettura,anzi si perde di  credibilità  e quindi si perdono i lettori. L’Italia di oggi è maggioritariamente volgare e legge poco, ma la colpa è anche di chi avrebbe dovuto pensare di educarla in modo intelligente  ed invece si è chiuso a riccio nel suo settarismo egocentrico  e ideologico .Ad un recente premio letterario ho rivisto per l’ennesima volta le stesse facce,una specie di sinedrio di vecchi amici,sempre gli stessi, in giuria. Hanno stancato, addirittura uno di questi signori aveva scritto anche la recensione del libro che poi avrebbero premiato. Arroganza allo stato puro . Quelli che continuano a leggere , malgrado tutto, non permettono più a questi signori di oientare le loro scelte. Gli stessi premi letterari hanno perso di credibilità e di importanza perché chi premia e chi vince appartiene sempre allo stesso giro. Come aveva ragione Mario Pannunzio ad essere un severo fustigatore dei premi. Ma negli anni di Pannunzio quei premi erano molti più seri di quelli attuali che pateticamente sopravvivono a se’ stessi.  
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