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SPIGOLATURE DI VITA E STORIE TORINESI

La rubrica della domenica

di ilTorinese pubblicato domenica 2 giugno 2019
Riflessioni europeiste – Guido Aghina monarchico e radical- socialista  – Maria Teresa Balbiano d’ Aramengo – Lettere
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Riflessioni europeiste

Le elezioni europee si sono concluse e non c’è stata l’affermazione paventata o auspicata dei sovranisti in Europa . Popolari e socialisti, con l ‘apporto dei liberali, sono maggioranza al Parlamento europeo. L’apporto liberale può essere molto utile e prezioso per cambiare la grigia e spesso odiosa burocrazia di Bruxelles. E’ proprio questa gerontocrazia politica che ha fatto sorgere il sovranismo e gli ha dato forza. Ora occorrerebbe un’ Europa federata su posizioni di parità tra tutti i Paesi, alternativa a quella che abbiamo conosciuto nell’ultimo decennio e che ci ha imposto il governo Monti.  Nel contempo va detto che il sovranismo comunque declinato è incompatibile con l’idea stessa di Europa. Chi è europeista, e non solo flebilmente europeo, deve battere i pugni sul tavolo per ottenere un’Europa vera, unita, senza egemonie finanziarie e politiche. Se questa Europa non si realizzerà, bisogna aspettarci il peggio perché solo un’Europa unita può pacificamente competere a livello mondiale. 
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Guido Aghina monarchico e radical- socialista  

Può sembrare strano, ma in Guido Aghina convivevano la fedeltà all’idea monarchica ( una monarchia moderna ,ovviamente ,come la voleva Umberto II che parlava di <<autogoverno di popolo e giustizia sociale>>)e una forte convinzione radical -socialista . Fu anche assessore alla cultura di Milano con il sindaco Tognoli. Era un anticonformista capace di andare sempre controcorrente ,come i suoi amici biellesi Mario Coda, Gustavo Buratti e Marziano Magliola, monarchici e socialisti .Era come  il radicale monarchico Gaetano Zini- Lamberti e ,in parte lo stesso Pannella che in gioventù era stato monarchico.  Tanti anni fa venne ad assistere ad un dibattito al Centro “Pannunzio” e mi disse : <<In questa città e’ l’unica cosa viva che esista>>. Ne fui lusingato, anche se attribuii la frase alla sua amicizia.  Era lombardo di origini piemontesi. Come assessore pensò alla cultura a Milano dopo gli anni di piombo in modo innovativo,  reinventando, ad esempio, il Carnevale in collaborazione con Venezia .Quando a Torino furoreggiavano i comunisti Balmas e Dolino con “Torino enciclopedia” , “I punti verdi” e la grigia cultura da assessorato, Aghina sapeva guardare a Milano con spirito internazionale .  L’ultima volta che l’ho incontrato fu quando a Torino venne festeggiato Marco Pannella per i suoi 80 anni. Qualche volta ci si vedeva a Milano da “Bagutta”,il ristorante che è stato chiuso e dove per tanti anni si tenne un premio letterario importante voluto da Soldati, Montanelli ed altri .Era un uomo di cultura che faceva anche l’assessore. Nulla a che vedere con gli attuali assessorini o assessorine di oggi. 

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Maria Teresa Balbiano d’ Aramengo

Riordinando nella vecchia casa della mia famiglia ,chiusa dopo la morte di mia Madre, mi vengono in mano vecchie fotografie dimenticate e documenti e fogli di carta di cui non ricordavo più neppure l’esistenza. In quella grande casa mia Madre è stata la custode attenta delle memorie di famiglia. Ho ritrovato, ad esempio ,una fotografia di cinquant’anni fa, era il luglio 1969,che ritrae il Conte Umberto di Collegno, collare dell’ Annunziata ,la contessa Maria Teresa Balbiano d’Aramengo e chi scrive, testimoni di nozze di una coppia di giovani amici all’Abbazia di Vezzolano. Così mi è tornata alla mente Maria Teresa Balbiano ,un tempo molto famosa perché vinse cinque milioni a” Lascia o Raddoppia”, rispondendo a domande relative alla Divina Commedia .  Proprio in quel luglio 1969 Maria Teresa durante il lungo ed afoso banchetto nuziale mi disse ,riferendosi alle mie recentissime dimissioni dal PLI, che sarei rimasto sempre un liberale ,che lo volessi o non lo volessi, perché il liberalismo ce l’avevo nel sangue .  Non si sbagliava perché in effetti sono rimasto liberale ,direi disperatamente liberale, al di là dei voti elettorali che posso aver dato nel corso dei decenni .E me ne sono reso conto anche di recente, quando un emerito imbecille ha scritto sulla mia pagina facebook delle corbellerie di sapore giacobino che hanno provocato in me una sorta di rifiuto istintivo, quasi allergico. Tuttavia ho  avuto rispetto da liberale anche per le corbellerie a cui non ho replicato. La Balbiano andrebbe ricordata come dantista di alto livello. Una volta il rigorosissimo Carlo Dionisotti mi disse che non solo lui, ma anche Sapegno, ,apprezzavano i suoi scritti danteschi.  La sua non era solo una passione di vita, ma era anche  una scelta di studi rigorosi.  L’aristocratica Balbiano andò persino in Tv per testimoniare il suo amore per Dante, una cosa oggi impensabile . Scrisse anche un libro dedicato a Maria Cristina di Savoia regina di Napoli. Un bel saggio. Anche Benedetto Croce si occupò della regina, figlia di Vittorio Emanuele I, andata in isposa al Borbone delle due Sicilie . Sua figlia Alda Croce mi cito ‘ l’opera della Balbiano, definendola un bel lavoro.  Era molto bello discorrere con Maria Teresa ed ho il grande rammarico di non averla mai invitata al Centro “Pannunzio” a parlare. Sicuramente un errore. La Torino di Maria Teresa Balbiano è scomparsa totalmente anche se i suoi libri continuano ad essere pubblicati e letti. La Torino di oggi è rappresentata da donne che Montanelli avrebbe definito << madamazze>>, perché non erano ancora conosciute le “madamine” o le loro  equivalenti televisive.

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Lettere       scrivere a quaglieni@gmail.com

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Il Comune e il Po

Cosa fa il Comune di Torino per valorizzare il Po? Parigi fa tanto per la Senna , la piccola Parigi mi sembra che faccia poco o nulla per il suo fiume.  Vittorio Capra  
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In effetti fa poco, a partire dai Murazzi chiusi da anni dopo una vicenda giudiziaria che colpì  il Sindaco Chiamparino e l’assessore Altamura . Le imbarcazioni fluviali “Valentino “ e “Valentina” sono scomparse dopo gli incidenti della piena che le misero fuori uso . Ma soprattutto non ci sono idee volte a valorizzare l’estate, gli sport, il fiume che sarebbe invece  una grande risorsa anche turistica. Lo stesso problema del Valentino non e’ affrontato seriamente .  Fino a che avremo Appendino , dovremo astenerci da certi desideri estivi . Ma anche l’inverno non è molto diverso con i pietosi banchetti natalizi , degni di un paese e non di una città.

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Intramontabile Leo

Perché Cirio non pensa di offrire a Gian Piero Leo l’assessorato alla cultura della Regione ? E ‘ stato il miglior assessore del decennio Ghigo . Cosa ne pensa?       Ubaldo      Sforzolini 
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Lei con me sfonda una porta aperta : un uomo dell’equilibrio , dell’onestà morale, della capacità operativa di Leo è unico. E ‘ uno dei massimi esponenti del mondo cattolico, ma è ed è stato sempre laicamente rispettoso di tutti. Leo, se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo.

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Punti di vista su Chiamparino

Ho letto il suo articolo di commento alle elezioni regionali  ; perché tanta  animosità contro Chiamparino?        Dany  Re
                                  
Non ho  nessun animosità personale, ma  semmai una assoluta mancanza di stima. Lo conosco dal 1970 . E’ rimasto l’uomo di Moncalieri, anche se oggi abita in piazza Vittorio a Torino . E’ uno che è sempre vissuto di politica, è un uomo dell’apparato comunista come lo fu Fassino, ma Fassino e’ mille volte più preparato politicamente e culturalmente. Il primo e’ stato  Ragioniere al Sommeiller, il secondo  ha fatto il liceo classico dai Gesuiti. Punti di partenza molto lontani. Aggiungo che, quando ha potuto, il Sergio torinese tanto amato  nei mercati rionali , ha sempre ostacolato il mio lavoro di promotore di cultura, al contrario di Castellani e di Carpanini con cui ho avuto un ottimo rapporto che con Castellani continua. Comunque Chiampa è l’uomo che ha lasciato un buco pauroso di bilancio al Comune di cui nessun giornalista gli ha chiesto conto e che è stato imputato a Fassino che ha invece cercato di colmare la voragine presa in eredità nel 2011.

 

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