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SPIGOLATURE DI VITA E STORIE TORINESI

La rubrica della domenica

di ilTorinese pubblicato domenica 5 agosto 2018
Il senso delle istituzioni – Le uova e le parole – Il prof. torinese che insulta lo studente cinese – Bisogna chiarirsi le idee 
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Il senso delle istituzioni
Un ministro della Repubblica dovrebbe mantenere comportamenti in linea con la propria funzione istituzionale. Salvini, ministro degli Interni,un dicastero che richiede anche imparzialità(pensiamo alla gestione delle elezioni),non sembra voler cogliere la netta differenza tra un ministro e un capopopolo. Bossi che pure dichiarava intenti eversivi come la secessione, al suo confronto,dopo la stagione sguaiata della canottiera,è stato un ministro non dissimile da tanti altri. Maroni, ministro degli Interni ha saputo acquisire subito una veste istituzionale di equilibrio. Il senso dello Stato è ciò che manca a molti ministri dell’attuale governo e in particolare a Salvini .Governare non significa twittare frasi ad effetto,assumendo posizioni estreme che inveleniscono il clima politico del Paese e lo rendono irrespirabile.
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Le uova e le parole 
L’episodio  di Moncalieri dei tre ragazzi che si divertono lanciando uova rivela tutta la loro stupidità e la loro miseria morale,al di là dell’accusa di razzismo. Le uova si mangiano, non si lanciano ,colpendo donne  dalla pelle nera  o bianca che sia. Sono tre ragazzini molto ignoranti con genitori poco attenti alla loro educazione.Non tiriamo in campo la goliardia che, al confronto ,era una cosa seria,parliamo di piccoli bulletti di periferia. Borgo San Pietro e’ uno dei posti più brutti e invibili . Poi scopriamo che lo stesso ministro dell’interno Salvini 19anni fa venne condannato a 30 giorni  di carcere per aver lanciato uova contro D’Alema.E Salvini non era un ragazzino,forse  voleva imitare Capanna e i suoi compari che  cinquant’anni fa contestarono una prima della Scala ,lanciando uova. Le persone normali, politici e no, si limitano  ad usare  le uova per altri scopi ,esprimendo il loro pensiero ,se lo hanno, con gli scritti e con le parole. Ma bisogna esserne capaci.
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Il prof. torinese che insulta lo studente cinese
Un docente di una scuola media torinese si è rivolto ad uno studente di origini cinesi con epiteti offensivi e volgari. Una volta tanto non sono gli studenti a schiaffeggiare il professore,ma è un insegnante a comportarsi in modo indecente con un allievo. Da quanto si apprende, detto docente è solito ricorrere al turpiloquio con gli allievi. Un segno in più del decadimento della scuola che rischia di vedere esaurita la sua stessa funzione educativa. Il fatto che lo studente sia cinese potrebbe anche comportare l’aggravante del razzismo,ma pare che il prof. sia solito esprimersi così anche con gli studenti italiani.In questo senso non discrimina nessuno.
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Bisogna chiarirsi le idee 
Nella confusione determinata da una incultura politica di proporzioni sempre più preoccupanti, sarebbe il caso di ricordare il significato di alcuni concetti. In primo luogo quello di sovranismo,variante del concetto di nazionalismo. Il nazionalismo è l’opposto dell’idea di Nazione di cui scrisse Federico Chabod,è esattamente la sua antitesi. Un conto è il patriottismo, che oggi appare latitante ,un conto è il nazionalismo che storicamente è responsabile delle due guerre mondiali del secolo scorso.Se il sovranismo viene coniugato con il populismo ,la miscela che ne deriva, e’ un che di molto pericoloso. E’ altrettanto certo che il liberalismo è un concetto incompatibile con il sovranismo che invece si fonda su uomini forti che non conoscono cosa sia la tolleranza,la virtù dei liberali per eccellenza.Vedere dei nemici negli avversari politici e’ indice di una visione rozzamente brutale della politica. Il liberale Giovanni Giolitti fu il bersaglio preferito dei nazionalisti di ogni risma. Oggi i valori liberali sembrano scomparsi dall’orizzonte politico non solo italiano. Al massimo,c’è la tendenza a confondere il liberismo economico con il liberalismo che è cosa diversa. Il liberismo può convivere anche con realtà autoritarie come accade in Cina ,il liberalismo è invece incompatibile con istituzioni non limpidamente democratiche in cui siano garantiti i diritti delle minoranze.  Fu il liberale Tocqueville a parlare per primo di “dittatura della maggioranza “.
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Lettere  scrivere a quaglieni@gmail.com 
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Chi non le beve 
In questi tempi così difficili ho la tentazione di iscrivermi idealmente alla Società degli Apoti,cioè di coloro che non le bevono,fondata da Prezzolini negli anni in cui si profilava la dittatura di Mussolini. Cosa ne pensa ?           Giuseppe Lisi 
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In effetti Prezzolini propose nel 1922, un mese prima della marcia su Roma, questa sorta di associazione per opporsi alle propagande assordanti e agli atti da guerra civile che stavano dilaniando l’Italia. Lo fece sulla “Rivoluzione liberale “ di Gobetti che non condivise affatto la volontà di Prezzolini di limitarsi a stare fuori,senza impegnarsi in prima persona ,come invece fece Gobetti . Capisco perfettamente che anche oggi molti non vogliano bere le panzane che si ascoltano a destra e a sinistra. Le fake news sono solo la punta dell’iceberg .Il clima di faziosità ha raggiunto livelli inauditi.E i giornali non sono affatto esenti da colpe anche gravi. Ma non dimentichiamoci che la storia non si ripete mai nello stesso modo. Sicuramente però la vigilanza ferrea nei confronti dei diritti sanciti dalla Costituzione appare una necessità costante sempre e in particolare in questi frangenti storici in cui la democrazia liberale viene messa in discussione da proposte demenziali molto pericolose. Casaleggio e Grillo in particolare sono delle mine vaganti.
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Torino e le Olimpiadi 2026 
 Lei ha scritto 15 giorni fa nella sua rubrica che Torino per colpa del Sindaco Appendino e dei grillini ha compromesso le sue chances per essere sede delle Olimpiadi invernali 2026. 
Alla luce delle ultime notizie rimane della stessa opinione ?         Gabriella Noci 
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Oggi penso che l’Italia,non solo Torino, si sia giocata la candidatura. Un’ Olimpiade nell’arco di 500 chilometri da Torino a Cortina è cosa irrealizzabile:un’ennesima figuraccia dell’Italia a livello internazionale. 
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