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SPIGOLATURE DI VITA E STORIE TORINESI

La rubrica della domenica

di ilTorinese pubblicato domenica 27 gennaio 2019
La Giornata della Memoria – Gianfranco Brini, anima lunga – Banfi all’Unesco – La nuova libreria “Au quartier latin” a Torino – Laurearsi alla Holden
La Giornata della Memoria
Oggi è la Giornata della Memoria, che è diventata una giornata internazionale di ricordo della Shoah e di tutte le vittime del razzismo e dell’antisemitismo. La data di quest’anno si carica di particolare significato per l’80° anniversario delle leggi razziali in Italia che sovvertirono l’ordine costituzionale albertino fondato sulla libertà religiosa e compromisero la proficua e felice storia degli ebrei italiani che avevano dato un apporto significativo a tutti gli eventi importanti  dell’Italia risorgimentale e post risorgimentale.  Erano stati moltissimi gli ebrei partiti volontari nella Grande Guerra ed erano stati in numero considerevole anche gli ebrei che aderirono al fascismo. Mussolini volle imprimere una svolta che lo collocherà a fianco della Germania antisemita. Fu l’inizio della fine. Ho notato che quest’anno la Giornata è particolarmente sentita perché ad essa si sono volute dare valenze politiche contingenti che in verità non hanno molto senso. Spesso si dimentica ,ad esempio , l’antisemitismo feroce praticato nell’URSS non solo da Stalin ,così come si trascurano tra le vittime gli Internati militari italiani in Germania, oltre mezzo milione di soldati che rimasero fedeli al giuramento prestato.  Ricordare è importante, ma bisogna ricordare tutto, senza privilegiare alcuni fatti a danno di altri. Solo così la Giornata dell a Memoria acquista un senso positivo .Chi, ad esempio, degrada il discorso storico per rapportarlo alle scelte di Salvini, non ha capito il significato della data del 27 gennaio. Si tratta di cose diverse ,anche se il razzismo è una mala pianta difficile da estirpare perché sa mimetizzarsi e rinascere continuamente: ogni diserbante si rivela inutile,come dimostrò Primo Levi,quando affrontò il tema dell’intolleranza razziale. Recentemente in una scuola  tecnica c’è stato chi ha affermato in modo grossolano che i viaggi degli studenti ai luoghi dello sterminio sono inutili  perché in quella scuola si debbono formare dei tecnici .Una frase demenziale , se si pensa che compito precipuo della scuola , di qualsiasi scuola, e’ quello di formare gli uomini e i cittadini del futuro .
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Gianfranco Brini, anima lunga

E’ mancato Gianfranco Brini,medico scrittore di grande valore e di profonda umanità .  La sua figura è legata a Torino per il legame affettivo e artistico con la tosco-torinese Patrizia Valpiani ,presidente nazionale dell’ Associazione Medici Scrittori ,fondata da Achille Dogliotti a Torino.  Brini aveva ricevuto recentemente il Premio “Mario Soldati” per la sezione Gastronomia con un volume Polenta e baccalà, un dilettevole saggio ricco di cultura gastronomica tradizionale e di scintillante ironia. Con la compagna Patrizia Valpiani aveva pubblicato due anni fa un noir di grande successo, Chiaroscuro, edito da Golem .  Ebbi più volte il piacere di condividere con lui molti eventi culturali ed apprezzai la sua vasta cultura umanistica e scientifica: oltre che laureato in Medicina, si era anche laureato in Lettere.  Era stato presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Bergamo per due mandati ed era stato consigliere comunale della sua città . Prima medico di famiglia, poi medico legale ,aveva successivamente sostenuto il volontariato nel campo del soccorso.  Era un uomo di straordinario valore umano, uno di quelli che Mario Soldati definitiva “anime lunghe”.  Ha affrontato una lunga malattia con coraggio, combattendo fino all’ultimo contro il male che lo aveva colpito.  Lascia un vuoto difficilmente colmabile perché Brini era un uomo libero, senza pregiudizi, legato a valori ideali antichi, ma insieme apertissimo al mondo d’oggi. Quindi un uomo controcorrente, forse non ancora del tutto compreso nel suo  vero valore. La sua opera letteraria è destinata a rimanere , così come il suo ricordo di medico rivive nella gratitudine dei suoi tanti pazienti.  

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Banfi all’Unesco

Lino Banfi è stato scelto dal Governo come componente della Commissione italiana per l’UNESCO. Non ci sono parole adeguate per esecrare una scelta superficiale e del tutto immotivata. Il rappresentante del peggiore provincialismo e della peggiore stupida commedia sexy all’italiana viene posto come un simbolo dell’Italia. Per quel posto venne scelto, ad esempio, il prof. Vittorio Mathieu, filosofo di  alto rango. Banfi ,per altri versi, rappresenta al meglio l’Italia grillina di cui è diretta, plebea  e ruspante espressione. 
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La nuova libreria “Au quartier latin” a Torino 
In via San Francesco da Paola 7/D è stata aperta da gennaio un nuova libreria e di per sé il fatto è così raro che merita una citazione. Le librerie in Italia sempre più  infatti spesso chiudono e la loro chiusura non fa neppure più notizia .   La nuova libreria, tenuta da una squisita signora francese, è qualcosa di unico anche nel nome: Librarie Au quartier latin Libri, antichi e d’occasione.  Merita una visita. Io ,entrato per mera curiosità, ne sono uscito con un sacco di libri: ho scovato dei volumi di Manara Valgimigli  introvabili. E un libro su Cavour di Alfredo Panzini che cercavo da tempo.  E’ bello che in quella che fu” la piccola Parigi” , sia nato qualcosa di parigino.  Un’idea raffinata a cui bisogna augurare un pieno successo, malgrado i tempi duri della sguaiataggine rendano difficile ogni scelta di segno contrario. La coraggiosa signora francese ci indica la strada per tornare a fare di Torino qualcosa di diverso da com’è oggi ridotta. 
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Laurearsi alla Holden
Da oggi il diploma della privatissima e costosissima Scuola Holden di Torino fondata dallo scrittore Baricco e dall’attuale assessore regionale alla cultura Parigi, e’ riconosciuto come laurea dallo Stato italiano. Un bel successo che porterà alla Holden altri successi. Ma c’è da discutere su questi  riconoscimenti come quello,ad esempio,  concesso all’ Università’ gastronomica di Pollenzo, fondata dal prode  Petrini. Chi ha una certa idea di Università come alta scuola di formazione, non può considerare istituzioni universitarie scuole private i cui docenti non abbiano subito  selezioni conformi ad una Università. Fu grave errore del ministro Moratti concedere tanti riconoscimenti universitari soprattutto per  troppi atenei religiosi che non avevano titoli  e strutture adeguate. Ma nel caso di Holden si è  davvero superato ogni ostacolo.
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Lettere     scrivere a quaglieni@gmail.com
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Librolandia e dintorni
Ho letto che l’assessora Antonella Parigi ha detto in piemontese che il presidente del Salone del libro, Rolando Picchioni, <<a l’è nen bun >>, evidenziandone così l’incapacità. Cosa pensa di questo giudizio?     Filippo Di Carlo  
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Ne penso tutto il male possibile perché esso rivela arroganza e presunzione. Picchioni, in tandem con Ernesto Ferrero, ha tenuto alto il Salone per tante edizioni con successi indiscutibili. Per le condizioni in cui è oggi ridotto il Salone, c’è da domandarsi se non ci siano responsabilità da parte dell’assessore che voleva soprattutto la chiusura della Fondazione del  libro per far gestire il Salone dal Circolo dei lettori che lei ha fondato e diretto per anni. Un qualche piccolo, ma evidente conflitto.
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