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SPIGOLATURE DI VITA E STORIE TORINESI

La rubrica della domenica

di ilTorinese pubblicato domenica 20 gennaio 2019

A cento anni – Matera, Città Europea della Cultura, dimentica Olivetti – Scuola, assenteismo dei professori, esame di Stato – Le due madamine che vanno con il PD

A cento anni 
Il 18 gennaio 1919 si apriva a Parigi la Conferenza di pace della Grande Guerra. Il 24 dicembre dello stesso anno si concludeva ,con il “Natale di sangue, “ l’avventura dannunziana di Fiume.  La Conferenza di pace non riuscì o non volle trovare gli equilibri giusti perché impose alla Germania sconfitta delle condizioni che furono la premessa della II Guerra Mondiale e furono determinanti per il sorgere del nazismo come risposta ad una pace considerata umiliante ed ingiusta dalla maggioranza dei tedeschi.  Si determinò ciò che Croce previde alla fine del conflitto ,cioè una instabilità europea provocata dalla fine dell’Impero austro – ungarico e dalla nascita di nuovi Stati che avrebbero creato problemi non indifferenti nei decenni successivi. Non senza motivo c’è stato ,parlando delle due guerre mondiali, chi ha parlato di un’ unica, nuova Guerra dei trent’anni iniziata nel 1914 e finita nel 1945 ,con un intervallo di pace conflittuale in mezzo ai due immani conflitti che sconvolsero il mondo e segnarono il primato degli Stati Uniti e la crisi del vecchio continente.  L’Italia non ebbe i riconoscimenti che le sarebbero toccati dalla Vittoria che, considerata dai fascisti e da tanti italiani “mutilata”, ebbe conseguenze sulla nascita e con la nascita dei fasci italiani di combattimento nel marzo dello stesso anno 1919 a Milano.

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Matera, Città Europea della Cultura, dimentica Olivetti 

Adriano Olivetti
Da ieri la città dei sassi è Città Europea della Cultura per il 1919.  La città cara a Carlo Levi sarà ricchissima di eventi e di attrazioni di ogni genere . Il torinese Paolo Verri ,direttore della grande kermess ,ha ragione di essere soddisfatto del gran lavoro realizzato ,dopo che era stato allontanato dalla giunta Chiamparino dalle manifestazioni per i 150 anni dell’Unità d ‘Italia.  Non ho mai molto amato Verri ,ma nel 2011 fu vittima di un’evidente ingiustizia. A Matera ha saputo operare molto bene,dimostrando il suo valore di grande organizzatore culturale che aveva iniziato a manifestare  con il Salone del libro di Torino nella sua fase iniziale.  Peccato che sia stato dimenticato Adriano Olivetti che ebbe un ruolo importante nel tentare di rilanciare il ruolo della città negli anni Cinquanta, ipotizzando un cambiamento radicale nelle condizioni di vita dei suoi abitanti . Olivetti, utopista positivo, sapeva guardare molto lontano e gli sarebbe toccato un adeguato ricordo in questa circostanza felice per la città. Invece oggi abbiamo letto  sui giornali delle presunte evasioni fiscali dell’ing. de Benedetti continuatore catastrofico di Olivetti ad Ivrea .Due mondi in  antitesi quelli di Olivetti e del padrone di “Repubblica” e di tanti altri giornali.

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Scuola, assenteismo dei professori, esame di Stato

Il ministro Bongiorno vuole combattere a colpi di sofisticati strumenti di rilevamento digitale l’assenteismo dei docenti italiani. Ci aveva già tentato qualche sprovveduto preside torinese circa vent’anni fa ad imporre la bollatura dei cartellino ai professori ,ma le apparecchiature furono rapidamente rimosse perché non idonee a rilevare la presenza in classe dei docenti e offensive verso un lavoro non confrontabile con l’impiegato d’ordine dietro una scrivania .  Se un professore è in ritardo o non arriva in classe, lo si nota subito dalla presenza di studenti nei corridoi ,abbandonati a sé stessi dall’assenza in aula del professore che magari è in istituto, ma non in aula .  La Bongiorno forse confonde un’aula di tribunale con un’aula scolastica.  Il ministro dell’istruzione Bussetti   si accinge anche lui a realizzare la sua riforma degli esami di maturità dopo tanti suoi predecessori che hanno voluto lasciare un segno del loro ricordo come fece persino il ministro Profumo che stette un solo anno, ma volle anche lui lasciare memoria di sé con l’invio dei plichi delle prove con posta elettronica secretata.  Il nuovo ministro a gennaio 2019, dopo oltre un trimestre di scuola , modifica le prove ,eliminando il quizzone e il tema di storia. La seconda prova per il classico sarà un misto di latino e greco ,per lo scientifico di matematica e fisica. Non si hanno notizie su cosa accadrà nelle scuole  professionali.  L’opzione ministeriale è quella di ridurre la traduzione dalla lingue classiche per richiedere commenti storici e persino personali dei passi sottoposti agli studenti .Un modo per ridurre ulteriormente la traduzione dei classici a scapito della peculiarità di quel tipo di studi. E’ quasi incredibile agli orali l’introduzione del sorteggio fra tre buste da parte dello studente per scegliere l’argomento con cui iniziare l’esame.  In passato c’erano le tesine che sono sempre state assurde scopiazzature da internet .  Il ministro giustamente le ha abolite, ma ancor prima era buona abitudine di molti docenti aprire l’esame con una domanda a scelta del candidato per metterlo a suo agio senza particolari formalismi .  Il sorteggio ci fa pensare a “Lascia o raddoppia” in cui il concorrente sceglieva anche lui tra tre buste. 

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Certo tra il filosofo Giovanni Gentile che realizzò l’esame di maturità e il professore di ginnastica oggi ministro la differenza appare davvero molto evidente.  Soprattutto comunque non appare corretto  ed opportuno modificare gli esami a metà gennaio. L’esame è il punto di arrivo di un intero anno, se non di un intero triennio.  Cambiare le prove implica anche un cambiamento nel modo di apprendere e di insegnare che non si improvvisa.  Nel 1969 il ministro Fiorentino Sullo riformò, sull’onda del ‘68, facilitandoli moltissimo, gli esami di maturità .Già allora il filosofo e uomo  di scuola Oscar Navarro osservò che bisognava prima cambiare il modo di correre al traguardo rispetto al cambiamento delle prove finali d’esame che sarebbero dovute essere la scelta ultima e non la prima della riforma. Dopo 50 anni ci troviamo nella stessa situazione .  Solo la Gelmini ,con tutti i suoi limiti, si propose sinceramente di rendere più seri gli esami,contraddicendo le scelte privatistiche della sua collega di partito Moratti che fu uno dei peggiori ministri.  La scuola di Stato è un oggetto delicato ed occorrerebbero ,oltre a buoni docenti, buoni dirigenti e buoni ministri, ma questo discorso resta un auspicio rivolto ad un futuro indeterminato.  A Torino, ad esempio, l’associazione presidi è retta da un ex preside ultra ottantenne che non si capisce perché non si goda la meritata pensione. E così potremmo dire di tanti, non ultimo un oscuro professore del “d’Azeglio” che si e’ improvvisato cultore della memoria storica del liceo di via Parini con esiti esilaranti. 


Le due madamine che vanno con il PD

Due delle sette madamine che hanno organizzato con Mino Giachino i due eventi torinesi del 10 novembre e del 13 gennaio in piazza Castello sembrano indirizzate a candidarsi con Chiamparino nel PD . Una di loro aspirerebbe addirittura al listino.  Vorrei esprimere tutto il mio dissenso per l’uso strumentale di un successo dovuto alla gente in buona fede che è andata in piazza. Non ci si comporta così, usando le persone che vanno in piazza a favore del Tav e non per dare notorietà a delle carneadi assolute .  Sono invece lodevoli le altre cinque che non si sarebbero lasciate attrarre dalle lusinghe di Chiamparino che ha scelto come suo delegato al Tav l’ex presidente della Comunità della Bassa Valle di Susa che si distinse per anni come promotore della protesta no Tav ,convertito alla tesi opposta .  In politica ,per essere credibili, bisognerebbe essere seri e coerenti ,le banderuole non dovrebbero trovarvi posto ma, dopo il gran carnevale grillino e il protagonismo sfacciato di Salvini in divisa da poliziotto, i contorni della serietà sono del tutto scomparsi.

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In memoria del conte Prunas Tola

Grazie di cuore, carissimo Professore, delle sue parole di commemorazione del nonno, a cui ero molto legata. Gli anni sono passati, ma il ricordo di lui resta vivo in me, come maestro di vita e di amore per la famiglia e per il nostro vecchio Marcerù che con gioia cerco di portare avanti. Grazie e un cordiale saluto     Paola Prunas Tola 

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Mi fa piacere, cara amica, che il mio ricordo Le sia piaciuto. Ci sarebbe tanto da dire e da scrivere sul Conte Vittorio Prunas Tola e speriamo di poterlo fare insieme. Il maestro e l’amico, oltre che Nonno,  lo meritano . E’ stato un grande italiano, un uomo del Risorgimento che seppe essere sempre coerente con le sue scelte, specie nei tempi difficili in cui i prezzi da pagare erano altissimi . Fu anche un uomo distaccato dagli interessi materiali della vita. Un bell’esempio anche in questo senso in momenti di consumismo materialistico imperante. Un volta mi disse che la nobiltà era come uno zero . Senza l’ aggiunta di cifre significative date dal proprio impegno personale  , essa era destinata a restare uno zero .
Era un uomo antico, ma anche, a suo modo, moderno. Era un uomo intero. Peccato che parte del suo diuturno impegno sia finito con lui perché i successori , un vecchio e  piuttosto rozzo  generale ed alcuni  giovinastri  abbastanza  immaturi e incolti, sciuparono in poco tempo ciò che lui aveva costruito in decenni.

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