Home » Cosa succede in città » La rubrica della domenica
SPIGOLATURE DI VITA E STORIE TORINESI

La rubrica della domenica

di ilTorinese pubblicato domenica 30 dicembre 2018
Bilancio di un anno cruciale – Le regole del vivere civile – Come riqualificare piazza Arbarello – Lettere
.
Bilancio di un anno cruciale
Il 2018 passerà sicuramente alla storia per i cambiamenti radicali che sono avvenuti nella vicenda politica italiana.Il 1918 segnò la fine di una guerra, il 2018 potrebbe segnare l’inizio di una lunga crisi della democrazia italiana di cui non oggi si vedono gli sbocchi. Le elezioni del 4 marzo hanno impresso una svolta imprevedibile con la formazione di un governo giallo-verde che rappresenta un azzardo. Forze totalmente estranee alla storia e cultura politica del Paese hanno sottoscritto un contratto di governo inedito nella storia italiana, se non riandiamo al trasformismo di Agostino Depretis dopo il 1876.Ma allora si trattò di un accordo parlamentare tra esponenti della stessa area liberale con orientamenti di sinistra e di destra. Oggi abbiamo al governo sovranisti ex federalisti e grillini, una realtà nata dalla protesta e dall’uso disinvolto della protesta espressa soprattutto sul web. Il modo in cui la legge finanziaria -la più importante- viene approvata senza un minimo di discussione nei due rami del Parlamento rende bene l’idea di come chi ci governa non abbia il benché minimo senso delle Istituzioni e manchi del dovuto rispetto alla sovranità popolare espressa dal Parlamento. Il Presidente della Camera Fico di fatto ha in più occasioni rinunciato alla sua funzione super partes per rappresentare la sola maggioranza di governo o esternare le sue idee politiche personali. La manovra si rivela un coacervo di scelte economiche incoerenti che riescono a scontentare molti, forse senza accontentare l’elettorato dei rispettivi movimenti e partiti che esprimono il governo. Le tasse, sia pure di poco, aumentano invece di venire ridotte, le pensioni vengono penalizzate perché vengono decurtati gli adeguamenti all’inflazione. Sono solo due dei tanti esempi di una politica pasticciata che, dopo tanti discorsi contro l’Europa, ha dovuto soggiacere alle norme di Bruxelles rabberciando degli evidenti compromessi. Con gennaio entreremo nel clima della campagna elettorale europea e le polemiche sono destinate ad aumentare. Il 2019 non sembra riservarci nulla di buono. L’economia italiana è fragilissima ed è destinata inevitabilmente a risentire di scelte del tutto inadeguate. Uomini e donne senza uno stile politico accettabile ci invadono, su Twitter e su Facebook, di messaggi spesso di pessimo gusto che rivelano grossolanità ed ignoranza. Mancano i discorsi pacati frutto di ragionamenti seri e non di emotività più o meno greve. E la cosa grave è che molti italiani si sentono rappresentati da esponenti politici di cui ci sarebbe da vergognarsi.  La stessa Costituzione è minacciata e c’è da augurarsi che chi è preposto alla tutela della sua osservanza, voglia e possa intervenire nei modi e nei tempi che riterrà, a difesa di valori democratici che non sono negoziabili.
***
Le regole del vivere civile  
Marziano Magliola ha pubblicato un suo nuovo libro : IL BENE STARE (Regole di buona educazione ) ed. Joker che sta riscuotendo molto successo. Si tratta solo in apparenza di una versione aggiornata del Galateo perché il libro, nato da una sua fortunata rubrica giornalistica, tende ad analizzare il disagio che provoca nell’autore l’andazzo corrente della maleducazione e del modo di vivere sciatto e volgare predominante. Si tratta di un libro che dovrebbero leggere in primis gran parte dei nostri politici che portano a livello pubblico il senso di decadimento individuale e sociale che registriamo quotidianamente.Considerando il numero dei capitoli dei temi trattati, è impossibile recensire il libro,ma limitarsi a consigliarne la lettura. Chi scrive lo ha molto apprezzato anche per la sottile ironia che  lo attraversa.  Si parte dal cellulare usato in modo scriteriato per giungere a regole dimenticate circa l’invio di fiori, l’uso di carta da lettere e di biglietti da visita, ampiamente travolti dalle mail. Oggi solo pochissimi hanno un biglietto da visita personale accettabile anche graficamente perché  l’eleganza è scomparsa anche in questo ambito. Le più importanti tipografie di biglietti da visita, in primis lo storico Marchisio di via Maria Vittoria, hanno chiuso da tantissimi anni.    Magliola non è un laudator temporis acti, anzi ha una militanza politica nel PD che testimonia esattamente il contrario, ma la volgarità che ci attornia gli è diventata davvero intollerabile. Nel libro ci sono brevi capitoli dedicati alle regole della convivenza civile e ad altri aspetti oggi del tutto trascurati : l’abbigliamento, come ci si presenta e ci si saluta, le precedenze ,un tema quest’ultimo che l’egualitarismo massificante dell’”uno uguale a uno “non riesce neppure a concepire. C’ è anche qualche riflessione sull’uso al femminile della parola sindaco e ministro. Parlando di eleganza nel vestire un capitoletto è dedicato alla cravatta ,oggi del tutto abbandonata dai più anche nelle circostanze in cui essa sarebbe d’obbligo. Un altro elemento che viene trattato è la puntualità vista come rispetto per gli altri. Anche la puntualità oggi, a causa del traffico caotico e del pessimo funzionamento dei mezzi pubblici, lascia spesso a desiderare e trova così delle facili scusanti. Magliola affronta anche le regole dello stare a tavola, anch’esse diventate un optional ,a partire dai posti da assegnare ai commensali. C’è anche una pagina piacevolmente trasgressiva sugli amanti perché anche nel campo degli amori clandestini ci vorrebbe un po’ di buon gusto. Ci sono pagine dedicate alle cerimonie di matrimonio nelle quali oggi si tende a far prevalere il fai da te rispetto ad una forma che è spesso anche sostanza.
.
La pacchianeria, l’esibizione del denaro, la sciatteria nel vestire lo stanno a testimoniare. L’autore parla anche dei costumi da bagno e dedica un capitoletto al bikini e al topless che dopo gli …anta andrebbero spesso evitati. In un’ altra parte del libro affronta un tema particolarmente importante oggi: anche il casual ha le sue regole e non consente gli abbinamenti più strampalati. Due pagine sono anche dedicate al rapporto tra professori e studenti: parole sante quanto assai poco rispettate nella scuola d’oggi. E ovviamente c’è anche attenzione al modo di vestire che dovrebbero seguire senatori e deputati. Anche le vacanze sono oggetto dell’interesse del libro, come alcuni capitoli sono dedicati ai bambini a cui bisogna anche sapere dire di no e a cui si deve insegnare, fin da piccoli, certe regole di comportamento. Magliola tra i tanti temi che è impossibile riassumere, affronta anche il Cerimoniale nelle pubbliche manifestazioni, evidenziando come la fascia tricolore non possa essere usata a piacere del sindaco o di chi ne fa le veci. Il Cerimoniale prevede delle precedenze, esso riprende in chiave repubblicana, il Cerimoniale dell’epoca monarchica. Ma, a volte, anche lo stesso Cerimoniale è poco conosciuto e persino poco rispettato. Il Ministro degli Interni Minniti emanò, senza particolari conseguenze pratiche, una circolare ai Prefetti per ricordare loro tra le precedenze da considerare nelle pubbliche manifestazioni quella degli insigniti della massima onorificenza della Repubblica. Come si vede,anche in certi ambienti le regole sono poco rispettate. Il libro di Marziano Magliola è un libro da leggere da parte di tutti perché nessuno oggi si può considerare all’altezza in quanto siamo travolti dal vento della maleducazione e del pressapochismo. Magari ci illudiamo di saperci comportare ma ,se leggiamo il libro, cogliamo sicuramente qualcosa che ci sfugge. Esso è una sorta di guida pratica di belle maniere , ma non solo. Direi che è anche una guida di civismo. Leggendolo ,mi è tornato alla mente il piacevole volume di un grande giornalista del Novecento, Giovanni Ansaldo dal titolo Il vero signore. Cortesia, dignità, equilibrio, decoro sono le stesse preoccupazioni dei due autori. Già nel suo libro Ansaldo ironicamente osservava che <<l’Italia è un paese malato di troppo sole e di troppo “tu”; della seconda persona singolare bisognerebbe fare un uso “strettissimo” perché è meglio usare il lei per preservare la stoffa dell’amicizia>>. Così scriveva nel 1947. Oggi l’uso del tu imperversa dappertutto. Mi è capitato che un taxista mi abbia apostrofato con il tu e persino un barista mi abbia confuso con un suo collega. Per non dire poi di chi dà del lei, chiamando con il solo cognome e ignorando almeno un signor che dovrebbe spettare a tutti. Questo modo di fare è indice del degrado estetico a cui siamo giunti. Nel libro di Magliola non c’è tuttavia solo una rivolta estetica, ma c’è anche qualcosa di etico proprio in base al già citato principio che la forma è anche sostanza.  
.
Come riqualificare piazza Arbarello
La Circoscrizione 1 Torino Centro, nel quadro degli scambi scuola lavoro, ha affidato lo studio della riqualificazione della parte alta di piazza Arbarello agli studenti dell’Istituto professionale per il commercio “Boselli”. La notizia lascia basiti anche coloro che non hanno mai creduto nel progetto scuola – lavoro che si è rivelato utopistico e velleitario se non del tutto inutile .Infatti  e’ leggitimo domandarsi a che titolo gli studenti di un istituto professionale per il commercio si occupino della riqualificazione di una piazza. La risposta appare impossibile.  In quella piazza vogliono togliere i parcheggi,privando  anche l’area di via Garibaldi  di posteggi indispensabili e vitali per la via pedonalizzata . Adesso capiamo in che modo vogliono “riqualificarla”.  Davvero non c’è più da sorprendersi d nulla.
.
Lettere      scrivere a quaglieni@gmail.com
Operazione Salone del Libro
Cosa pensa dell’acquisto del marchio del Salone del Libro ? A me sembra un gioco di alto equilibrismo non privo di zone d’ombra.La vittoria del “sistema Torino” che ha ripreso vigore.
Nina Torelli
.
Io non mi esprimo fino a che l’intera operazione non sia andata in porto, ma certamente ad essere reticenti sui loro programmi futuri sono gli stessi protagonisti di questo salvataggio in extremis di un marchio costato alle Fondazioni bancarie 600 mila euro elargiti ad una neonata associazione che raccoglie 8 creditori del Salone del Libro il cui debito è di 4 milioni e mezzo di euro. I creditori dovrebbero recuperare il loro credito con il ricavato delle prossime edizioni del Salone.Come possano centrare l’obiettivo rappresenta un mistero.Come dice Lei, il “sistema Torino”ha dato un segno di sorprendente vigore,mentre il Comune e il sindaco Appendino appaiono totalmente assenti da un’operazione che ha visto schierati molti poteri economico-politici piemontesi coalizzati a sostegno del Circolo dei lettori che esce come il vero vincitore della partita in questo ente organizzatore del Salone .  A Lei ed a tutti i miei lettori BUON ANNO!
Leggi qui le altre news: ULTIME NOTIZIE