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SPIGOLATURE DI VITA E STORIE TORINESI

La rubrica della domenica

di ilTorinese pubblicato domenica 9 dicembre 2018
La tassa sulle auto, i grillini, la Fiat – Giornalisti e Sant’Antonio – Al torinese Silvio Fasano l’Alassino d’oro
La tassa sulle auto, i grillini, la Fiat
Appare una tassa sbagliata ed intempestiva quella che colpisce le auto non elettriche od ibride che , al contrario, vengono,promozionate con un bonus. La via da seguire per rinnovare il parco auto circolante è la rotazione incentivata, non un’ulteriore tassa che grava su chi non ha i mezzi per permettersi un’auto ecologica. Detto questo, va anche evidenziata la scarsa lungimiranza della Fiat che non ha investito nelle auto elettriche. Rimase indietro, a suo tempo, oltre trent’anni fa, anche con il diesel, creando spazio alle auto straniere, confidando più sui contributi di Stato che sulla ricerca tecnologica. Oggi la Fiat è sprovvista di auto elettriche o ibride e il mercato è di fatto in mano alle auto giapponesi. E’ comunque incredibile la singolarità, che rivela la scarsa o nulla competenza grillina, costituita dal fatto che il GPL non venga considerato ecologico. Ma questo non toglie la responsabilità della Fiat che, per altro, non è più un’azienda italiana.
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Giornalisti e Sant’Antonio
Il “Messaggero di Sant’Antonio”, che non ha più da tempo il milione di copie vendute che poteva vantare in passato ed ha accumulato milioni di deficit negli ultimi anni,ha licenziato l’intera redazione formata da giornalisti assunti da anni dai frati della Basilica del Santo di Padova. Certamente uno sgradito “regalo” di Natale. E non si capisce come i frati intendano sostituire i giornalisti licenziati. Resta un fatto che nessuno ha rilevato : la scarsissima considerazione di cui godono i giornalisti, una categoria in netto declino che non può più vivere appoggiandosi sul suo corporativismo. Il licenziamento di Padova ripropone il problema della sopravvivenza dello stesso Ordine dei giornalisti che da anni non tutela più la categoria nei modi dovuti, senza attuare all’ingresso una adeguata e severa selezione. Delegare alle scuole di giornalismo e ai master il periodo di praticantato biennale nei giornali non contribuisce certo a creare dei buoni giornalisti. Il fatto poi che i giornali cartacei non si vendano più, neppure quelli ispirati al Santo di Padova, dovrebbe far riflettere sull’abbassamento del livello professionale a cui si è giunti e che è una delle cause del disamoramento dei lettori.
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Al torinese Silvio Fasano l’Alassino d’oro
 Silvio Fasano cresciuto a san Salvario,allievo del “San Giovanni Evangelista” e dell’Istituto “Avogadro”,da molti anni esercita la professione di fotogiornalista ad Alassio e nel Ponente Ligure.
E’ lo straordinario ed unico testimone vivente della storia e della vita alassina,possiede un archivio eccezionale da cui si potrebbero ricavare parecchie mostre sulla Città del Muretto che, in particolare negli anni di Mario Berrino,del Caffè Roma, della “Gran Cagnara” estiva e di Miss Muretto, aveva toccato vette importanti nel turismo internazionale ,come già era accaduto nell’Ottocento con il Grand Hotel di Alassio, meta abituale dell’ aristocrazia russa ed inglese. Fasano è un gentiluomo che ama la sua professione, sempre alla ricerca della notizia e della fotografia che la documenti. I maggiori quotidiani italiani e stranieri gli chiedono fotografie da pubblicare. Per la festa di Sant’Ambrogio ,il 7 dicembre, il sindaco di Alassio Marco Melgrati lo ha insignito dell’Alassino d’Oro, la massima onorificenza alassina. Era ora che Fasano ottenesse questo riconoscimento attribuito anche a persone con molti meno meriti di lui.
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Lettere     scrivere a quaglieni@gmail.com
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La Camera a luci rosse
Ho letto della deputata grillina e del deputato leghista sorpresi ad amoreggiare nei servizi igienici del 4° piano della Camera dei deputati. Un episodio che è l’emblema dei tempi di decadenza delle istituzioni parlamentari.    Giulio A. Castelli
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Forse volevano cementare anche intimamente l’alleanza di governo dei rispettivi partiti o forse è nato un nuovo amore infuocato ed irresistibile. Certo sarebbe stata impensabile in passato la scelta del luogo ,anche se di amorazzi sono piene le cronache parlamentari.Le cose avvenivano allo stesso modo ,ma con più stile e discrezione.Ma la passione erotica incontenibile dei due deputati non consente sottigliezze formali… Per altri versi, chi l’ha detto che i parlamentari siano meglio dei normali cittadini ? Certo il sistema elettorale con i nomi bloccati non facilita la selezione. E lo si vede.  Anche se, ripeto, l’amore di per sé è cosa sempre bella e piacevole. Non dimentichiamoci che Togliatti e Nilde Jotti amoreggiavano all’ultimo piano di Botteghe Oscure in modo clandestino perché il PCI dell’epoca era moralista e vedeva di malocchio il rapporto tra il Migliore e la giovane deputata alla Costituente.
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 La Mole blu a Natale
La Mole per le feste di Natale si colora di un algido blu. Lei cosa ne pensa ? Io lo trovo un colore che non ha nulla di natalizio. Un altro errore dell’amministrazione Appendino.   Ettore Raval
                                                                                       
Concordo con Lei. Sembra che non riescano ad indovinarne una. Il colore della Mole sarebbe un peccato veniale di fronte,ad esempio, all’eliminazione di 140 posteggi in piazza Albarello e piazza Carducci. L’algido blu si confonde con il colore usato al Monte dei Cappuccini ed è anche un po’ inquietante. I colori delle feste sono il rosso e l’oro. Strano che non ci abbiano pensato. Eppure a tanti torinesi la Mole così com’è quest’anno, piace. A mio parere ,invece ,doveva essere mantenuto il tricolore messo nel 2011 che ricordava a tutti che Torino era la città del Risorgimento e che fu la prima capitale d’Italia. Un monumento storico e simbolico come la Mole non si presta ad illuminazioni estemporanee ed improvvisate che ,tra il resto ,costano un sacco di soldi.
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