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SPIGOLATURE DI VITA E STORIE TORINESI

La rubrica della domenica

di ilTorinese pubblicato domenica 2 dicembre 2018
Marisa Bellisario grande donna – Il piccolo alpino – Presepe – Aldo Viglione, il Presidente 
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Marisa Bellisario grande donna
Venerdi si è svolto con la partecipazione di relatrici significative, moderate da Emanuela Truzzi, un convegno a trent’anni dalla morte di Marisa Bellisario che conobbi e frequentai a casa di Arrigo Olivetti ad Ivrea e a Roma. Ebbe il coraggio di fare scelte politiche coraggiose che oggi non sono ancora riconosciute per tutto ciò che hanno rappresentato di utile e di importante per la democrazia italiana. Fu un’imprenditrice e una manager illuminata che seppe vedere e identificarsi nei valori umani e sociali del socialismo democratico e liberale di Bettino Craxi ,in anni in cui imperversavano lo spirito reazionario e quello rivoluzionario e velleitario della violenza . Ella seppe scegliere le riforme che creano crescita sociale, civile , economica e benessere diffuso .In tempi di piatto egualitarismo seppe affermare il merito, come fece nel campo delle scienze Levi Montalcini, contro la demagogia prevalente ,volta ad eguagliare tutti verso il basso. La morte intempestiva stronco ‘ una delle grandi speranze dell’Italia. Nata a Ceva, morì a Torino poco più’ che cinquantenne nell’agosto 1988.Aveva lavorato molto all’estero, ma il suo cuore era rimasto piemontese. La Fiat si rivelò molto miope e gretta ,impedendole di diventare amministratore delegato di un ‘aggregazione di società che sarebbe diventata il leader nel settore delle telecomunicazioni in base ai pregiudizi misogini tipici di corso Marconi.
 
Il piccolo alpino 
 Nel centenario della Grande Guerra non è stato ripubblicato “Il piccolo alpino “ di Salvator Gotta, prolifico autore canavesano del ‘900 che fu alpino volontario in guerra. E’ un libro per ragazzi che evidenzia virtù semplici delle genti di montagna, in primis l’amor di Patria .Giacomino ,il piccolo alpino, venne decorato della medaglia d’oro al valor militare. Io bambino mi commossi leggendolo. Oggi i bambini sono avvinti solo dai videogiochi e certi libri appartengono ad un mondo perduto. Peccato ,perché l’amor di Patria sarebbe un valore importante anche come antidoto al sovranismo nazionalista che è l’esatto opposto di un sano patriottismo.
 
Presepe
 Sono stato sempre favorevole al presepe a scuola se esso è espressione di una libera scelta . Sono stato tenacemente contrario a chi lo vede come un segno che divide e addirittura offende i non cattolici e in particolare i musulmani. La scuola laica si difende in ben altri ,certe idiosincrasie sono laiciste, non laiche. Ma non condivido neppure le dichiarazioni del ministro leghista dell’istruzione a favore del presepe nelle scuole. Guai se venisse approntato per ordini superiori. Esso e’ espressione di una tradizione di secoli, non occorre che il ministro di esprima a favore ,come appare cretino l’ultimo preside che si oppone al presepe ,nella scuola di cui è responsabile, ma non padrone.
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Aldo Viglione, il Presidente 
 Il 1° dicembre 1988 moriva Aldo Viglione ,presidente del Piemonte per antonomasia ,in seguito ad un incidente d’auto a Moncalieri. Il Piemonte si sentì in lutto come per la morte di un grande piemontese . Non c’erano stati precedenti recenti e non ci saranno più esempi successivi ,se non per la morte di Gianni Agnelli. Era un uomo straordinario che seppe governare con onestà e grandi idee realizzate il Piemonte .Il governo Viglione fu il momento più alto della storia piemontese per la forte passione civile che seppe imprimere alla sua azione. La politica con Viglione presidente ebbe popolarità . Fu il Pertini del Piemonte sempre presente in tutti i momenti felici e drammatici della nostra regione. Contro il terrorismo fu il capofila più autorevole perché aveva un carisma unico che gli veniva dalla Resistenza durante la quale aveva combattuto giovanissimo. Creò grandi progetti come quello delle residenze sabaude: Venaria, Moncalieri, Racconigi, Rivoli, Stupinigi. Il parco fluviale delle Vallere salvo ‘ dalla sicura cementificazione la riva sinistra del Po tra Moncalieri e Torino. Viglione sapeva pensare in grande ,vivendo una vita semplice, sobria, in alcuni momenti gioiosa, sempre cristallina ed esemplare . Era un uomo profondamente, direi intimamente onesto. Fui suo amico e ,alla notizia della sua morte, piansi. Io liberale, nel 1980 avevo votato socialista per lui e per Craxi.  Piazza Castello, ai suoi funerali, si riempì come il 10 novembre di quest’anno. C’era Agnelli e c’erano migliaia di operai e di semplici cittadini. Aveva rinunciato ad un seggio al Parlamento europeo per restare al servizio del Piemonte. Era un uomo e un politico fuori ordinanza ,degno erede del Risorgimento di cui aveva un culto quasi religioso. Luigi Firpo lo paragonò all’eroico soldato sardo di cui c’è il monumento in piazza Castello. E’ vergognoso che la lapide a lui dedicata dal Comune di Torino nel 2013, per ragioni incomprensibili, non sia stata collocata su Palazzo Lascaris ,malgrado l’approvazione di Sovrintendenza e Prefettura .Un funzionario, oggi felicemente in pensione, disse di no ad Aldo Viglione, il Presidente.
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Lettere       scrivere a quaglieni@gmail.com
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Il “re di Prussia”
Temo molto che l’evolversi del movimento arancione del 10 novembre evidenzi la tentazione di lavorare per il re di Prussia Chiamparino che non merita appoggi, anzi merita il pensionamento. Cosa ne pensa ? Adele Rossi
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 Concordo con lei. Non vorrei che il movimento spontaneo venisse strumentalizzato da qualche politico politicante che stravolgerebbe il senso della protesta contro Appendino e i grillini. Essere contro Grillo non significa essere per il governatore uscente che certo e’ molto lontano da Viglione, tanto per citare un esempio.
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